Il turismo scolastico muove 4,5 milioni di studenti e 9 milioni di presenze, ma negli ultimi mesi molte scuole hanno rallentato per paura delle procedure. Il webinar Aidit chiarisce che la normativa è meno rigida di quanto si pensi: soglie più alte, autonomia confermata e possibilità di scegliere l’operatore più adatto. Per le agenzie, una stagione di opportunità se si conoscono bene le regole.
Quando l’ANAC ha chiarito che le scuole possono gestire in autonomia affidamenti fino a 216.000 euro, molti operatori hanno capito che il turismo scolastico stava cambiando davvero. È da questa informazione – sorprendente per chi era rimasto fermo alla soglia dei 140.000 euro – che è partito il webinar “Turismo scolastico: facciamo chiarezza”, organizzato da Aidit (Associazione Italiana Distribuzione Turistica) e seguito da oltre 700 partecipanti tra agenzie di viaggio, dirigenti scolastici e giornalisti.
Un numero che da solo racconta la tensione del settore: il turismo scolastico è un mercato da 1,4 miliardi di euro, con 4,5 milioni di studenti in viaggio ogni anno e 9 milioni di presenze turistiche. Una filiera che coinvolge trasporti, ricettività, ristorazione, cultura e naturalmente agenzie e tour operator. E che oggi si trova a fare i conti con un quadro normativo rinnovato, spesso percepito come complesso, ma che – come hanno spiegato gli esperti – offre alle scuole più margini di manovra di quanto si creda.
Autonomia delle scuole: cosa cambia davvero
Il presidente Aidit, Domenico Pellegrino, ha aperto i lavori con un messaggio chiaro: “Il quadro normativo offre oggi alle scuole margini di autonomia più ampi di quanto spesso si percepisca”. Il punto è proprio questo: molte scuole, spaventate dalle nuove regole, hanno ridotto o congelato i viaggi. Ma la normativa, letta correttamente, dice altro.
Durante il webinar, Samuele Zerbini, presidente della Commissione Turismo Scolastico Aidit, ha spiegato che:
- le scuole possono gestire affidamenti fino a 216.000 euro senza ricorrere a centrali di committenza;
- la soglia sale addirittura a 750.000 euro per viaggi con attività formative strutturate (come PCTO, corsi linguistici, progetti Erasmus);
- non si devono sommare tutti i viaggi dell’anno facendone un cumulo unico: ogni viaggio ha una finalità educativa distinta, e quindi una procedura autonoma.
È un passaggio cruciale: significa che un istituto può organizzare l’intero fabbisogno annuale dei viaggi d’istruzione attraverso più procedure corrette, senza incorrere in quello che viene definito “frazionamento artificioso” e senza essere costretto a utilizzare strumenti esterni come l’accordo quadro Consip, che resta una possibilità, non un obbligo.
Programmazione: la parola chiave che cambia tutto
Il formatore Mario Schember, esperto di fondi europei per la scuola, ha insistito su un concetto: programmare. “Le scuole devono entrare nell’ordine di idee che, come tutte le industrie che programmano, anche loro devono programmare. Non si può improvvisare”.
La programmazione permette di:
- definire le tipologie di viaggio (culturali, linguistici, formativi, sportivi, uscite giornaliere);
- attribuire a ciascuna tipologia la propria procedura e la propria soglia;
- evitare errori su rotazione, CPV, affidamenti diretti e procedure negoziate;
- ridurre i tempi amministrativi e concentrarsi sulla qualità del viaggio.
Per gli operatori turistici questo significa una cosa molto concreta: le scuole possono continuare a scegliere le agenzie, purché la procedura sia corretta. Non esiste un automatismo che imponga Consip o centrali di committenza.
Qualità prima degli adempimenti
AIDIT ha insistito su un punto che interessa direttamente le agenzie: più chiarezza normativa significa più spazio per la qualità.
Zerbini lo ha detto con chiarezza: “Se una scuola riesce a scegliere la procedura corretta senza disperdere tempo ed energie, può concentrarsi sulla qualità del servizio, sulla sicurezza, sul progetto didattico e sul rapporto qualità-prezzo”.
Per gli operatori questo si traduce in:
- maggiore attenzione ai contenuti educativi del viaggio;
- valutazioni basate sull’offerta economicamente più vantaggiosa (qualità + prezzo), non solo sul minor prezzo;
- possibilità di valorizzare competenze specifiche (linguistiche, formative, culturali, sportive).
Il ruolo del Ministero del Turismo
Nel suo intervento, il deputato Gianluca Caramanna, consigliere del Ministro del Turismo, ha confermato che il Ministero sta seguendo con attenzione il tema, pur non avendo competenza diretta sugli appalti scolastici.
E ha annunciato:
- un tavolo interministeriale al quale parteciperà il Ministero dell’Istruzione;
- attenzione particolare alle piccole e medie imprese del turismo organizzato;
- disponibilità a raccogliere proposte normative dal settore.
Un segnale importante per un comparto che teme di essere schiacciato da procedure troppo complesse.
Un mercato che evolve: dati e tendenze
L’Osservatorio AIDIT ha fotografato un turismo scolastico sempre più articolato:
- 72% dei viaggi si concentra tra marzo e maggio;
- oltre un quarto avviene in bassa stagione (gennaio-febbraio, ottobre-novembre), con forte impatto anticiclico sulle destinazioni;
- le mete italiane restano dominanti (Roma, Napoli, Firenze, Venezia, Pompei);
- all’estero prevalgono Spagna, Francia, Irlanda, Germania, con Dublino e Malta in testa;
- cresce il turismo formativo: PCTO, Erasmus, progetti STEM, soggiorni linguistici.
Per le agenzie significa nuove opportunità, ma anche la necessità di distinguere correttamente, per ogni viaggio, finalità, servizi e procedure.
Conclusione: meno paura, più competenza
Il messaggio finale del webinar è semplice: organizzare viaggi d’istruzione oggi può essere molto meno complicato di quanto sembri. Servono conoscenza delle regole, programmazione e capacità di scegliere lo strumento giusto.
Per gli operatori turistici, la buona notizia è che:
- le scuole mantengono ampia autonomia;
- le agenzie restano interlocutori centrali;
- la qualità torna al centro del processo;
- il mercato cresce e si diversifica.
In altre parole: non è una stagione di chiusura, ma di riapertura. A patto di conoscere bene le norme e di saper dialogare con le scuole in modo competente, trasparente e propositivo.

