The Meliá Collection raddoppia la propria presenza in Italia con l’apertura di Residenza del Cardinale a Milano, boutique hotel di 28 camere e suite situato nel centro storico, a pochi passi dalla Pinacoteca Ambrosiana. La struttura, inaugurata a settembre, affianca Tenuta di Artimino in Toscana e rafforza la presenza di Meliá Hotels International nel segmento luxury italiano.
L’operazione segna anche due debutti per The Meliá Collection: l’ingresso a Milano e l’esordio del marchio nel segmento delle residenze private per vacanza. Il format punta infatti su dimensioni contenute, privacy e servizi alberghieri di fascia alta, proponendosi come alternativa ai grandi hotel del centro cittadino.
Residenza del Cardinale si trova nel distretto delle 5 Vie, uno dei nuclei più antichi di Milano, in prossimità della Pinacoteca Ambrosiana e di un’area caratterizzata dalla presenza di gallerie d’arte, botteghe artigiane, antiquari, atelier, studi di artisti e realtà legate alla moda e al design.
Un palazzo del XIII secolo trasformato in boutique hotel
La struttura occupa un palazzo risalente al XIII secolo, sottoposto a un intervento di recupero curato da Studio Simonetti e Progetto CMR. Il progetto ha lavorato sulla conservazione degli elementi storici dell’edificio, affiancandovi una nuova distribuzione degli spazi, l’adeguamento ai servizi dell’ospitalità contemporanea e interventi per migliorarne l’efficienza energetica.
L’offerta ricettiva comprende 28 camere e suite, tra cui tre Penthouse signature con terrazza privata. Gli interni combinano riferimenti all’architettura storica milanese con elementi e arredi contemporanei.
Il concept è ispirato alla figura del cardinale Federico Borromeo, fondatore nel 1618 della Pinacoteca Ambrosiana. La vicinanza con l’istituzione culturale diventa parte del posizionamento della struttura, che punta sul rapporto con il patrimonio artistico della zona e sulla possibilità di utilizzare l’hotel come punto di partenza per scoprire il centro storico milanese.
La Pinacoteca custodisce, tra le altre opere, il Codice Atlantico di Leonardo da Vinci e lavori di artisti come Caravaggio, Raffaello, Botticelli e Tiziano.
Meliá rafforza l’offerta luxury a Milano
L’apertura amplia ulteriormente il portafoglio di Meliá Hotels International nel capoluogo lombardo, dove il gruppo è già presente con Meliá Milano, ME Milan Il Duca, INNSiDE Milano Torre Galfa e Palazzo Cordusio Gran Meliá.
«Questa nuova apertura sotto l’egida The Meliá Collection ci permette di completare l’offerta luxury del Gruppo in una destinazione chiave come Milano», spiega Gabriel Escarrer Jaume, presidente e ceo di Meliá Hotels International.
Secondo Escarrer, il format punta a intercettare una domanda diversa rispetto a quella dei grandi alberghi cittadini: «Siamo certi che i nostri ospiti internazionali apprezzeranno la possibilità di vivere il capoluogo meneghino da una posizione privilegiata e in una dimensione più intima rispetto ai grandi hotel del centro».
La formula cerca quindi di combinare «la privacy di un soggiorno in una casa privata» con servizi e standard propri dell’ospitalità luxury.
Per Beppe Fumagalli, imprenditore e proprietario di Residenza del Cardinale, il legame con la città rappresenta uno degli elementi centrali del progetto: «A pochi passi sorgeva in antichità il Foro Romano, da cui la vecchia Milano e le sue viuzze si sono sviluppate fino ad arrivare alla Piazza Duomo. Abbiamo ridato vita alla Residenza con un tocco classico, preservando il sapore della vecchia Milano».
Nocciola Restaurant&Bar, 70 posti tra interni e corte
L’offerta comprende anche Nocciola Restaurant&Bar, ristorante supervisionato dallo chef piemontese Carlo Zarri. Il locale dispone di 40 coperti interni e altri 30 posti nel dehors, ricavato nella corte storica dell’edificio e interessato da un progetto di landscape design.
La proposta gastronomica guarda soprattutto al Piemonte e ai suoi prodotti più rappresentativi, dal tartufo alla carne di Fassona fino al Barolo. In carta trovano spazio anche preparazioni tradizionali come vitello tonnato e bagna càuda, reinterpretate dallo chef.
Il ristorante cambia impostazione nell’arco della giornata. A pranzo è prevista una proposta orientata anche alla clientela business, mentre la sera l’offerta si sposta verso un’impostazione fine dining.
Nel bar sono esposte opere del fotografo tedesco Karl Blossfeldt, conosciuto per le immagini ravvicinate di piante, foglie e fiori, utilizzate nel progetto per creare un dialogo tra le geometrie naturali e quelle dell’edificio.
Il restauro tra conservazione e nuova destinazione d’uso
La trasformazione dell’immobile ha richiesto il passaggio da residenza privata a struttura destinata all’ospitalità internazionale.
«L’intervento nasce nel rispetto dell’anima di un palazzo storico, dove gli interni frammentati in appartamenti hanno ritrovato una nuova unità narrativa», spiega Massimo Simonetti, fondatore e ceo dello Studio Simonetti. Il progetto ha interessato la redistribuzione degli ambienti, le finiture, gli elementi architettonici e la selezione degli arredi, con l’obiettivo di conservare «l’intimità di una casa».
Sul fronte della rigenerazione dell’immobile, Massimo Roj, founding partner e ceo di Progetto CMR, sottolinea invece il rapporto tra tutela e nuova funzione: «Abbiamo restituito nuova vita a un luogo di grande valore, rispettandone il carattere e reinterpretandolo attraverso un linguaggio contemporaneo, attento al benessere delle persone, all’efficienza e alla qualità dell’esperienza».


