Dal palco del Global Summit di Malta, il chairman Manfredi D’Ovidio Lefebvre e la ceo Gloria Guevara tracciano la rotta del settore: crescita economica, innovazione tecnologica e una nuova agenda condivisa per governare la trasformazione dell’industria.
Più tecnologia, ma ancora più persone. È solo apparentemente un paradosso il messaggio emerso dal Global Summit del World Travel & Tourism Council (WTTC) di Malta, dove il chairman Manfredi D’Ovidio Lefebvre e la ceo Gloria Guevara hanno delineato il futuro del settore tra intelligenza artificiale, identità digitale e automazione. Per i vertici dell’organizzazione, infatti, proprio mentre l’AI sta trasformando il modo di viaggiare e di fare impresa, il turismo continuerà a distinguersi come una delle industrie più dipendenti dal fattore umano e una delle maggiori creatrici di occupazione al mondo.
Il turismo mondiale si prepara a entrare in una nuova fase di sviluppo, sostenuta dalla tecnologia ma ancora profondamente centrata sulle persone. È il messaggio emerso dal Global Summit del World Travel & Tourism Council (WTTC) in corso a Malta, dove il chairman Manfredi D’Ovidio Lefebvre e la ceo Gloria Guevara hanno delineato la visione dell’organizzazione per i prossimi anni.
Per Lefebvre, il punto di partenza è il peso crescente del settore nell’economia globale. «Il turismo non è una nota a piè di pagina dell’economia mondiale. Ne è una delle fondamenta», ha affermato, ricordando come il comparto generi oggi oltre 12mila miliardi di dollari di valore economico e sostenga un posto di lavoro su nove a livello globale.
Secondo il chairman del WTTC, la combinazione tra crescita economica e innovazione tecnologica continuerà a favorire l’espansione della domanda turistica. L’evoluzione degli stili di vita e una maggiore disponibilità di tempo libero porteranno infatti sempre più persone a investire in viaggi, eventi, sport ed esperienze legate al tempo libero.
Accanto all’ottimismo sulle prospettive del settore, Lefebvre ha evidenziato la necessità di rafforzare la resilienza dell’industria. Le lezioni lasciate dalla pandemia, le tensioni geopolitiche e le frequenti situazioni di crisi impongono infatti alle imprese e alle destinazioni una maggiore capacità di adattamento. «Dobbiamo essere preparati agli eventi eccezionali ricorrenti», è stato il suo messaggio, accompagnato dalla convinzione che innovazione e capacità di reazione consentiranno al turismo di continuare a crescere.
La visione strategica del futuro è stata sviluppata da Gloria Guevara, che ha individuato nell’intelligenza artificiale il principale fattore di cambiamento per il prossimo decennio.
«La domanda non è più se l’AI trasformerà il nostro mondo. Lo sta già facendo», ha detto la ceo del WTTC, sottolineando come la tecnologia stia modificando il modo in cui operano aziende, governi e viaggiatori.
Questa trasformazione, ha aggiunto, non rappresenta una minaccia per l’occupazione turistica. Al contrario, il settore continuerà a generare lavoro anche in un contesto caratterizzato dall’automazione. Il WTTC stima infatti la creazione di circa 89 milioni di nuovi posti di lavoro entro i prossimi dieci anni, confermando il comparto come uno dei principali motori occupazionali dell’economia mondiale.
Il tema scelto per l’edizione di quest’anno, “Future Reset”, sintetizza proprio questa fase di cambiamento. Non si tratta di tornare ai modelli precedenti, ma di ridefinire il futuro dell’industria attraverso una roadmap costruita su otto priorità strategiche.
Tra queste, figurano l’introduzione di sistemi di identità digitale e biometria per semplificare l’esperienza di viaggio, una maggiore attenzione alla gestione delle destinazioni e dell’overtourism, la sostenibilità ambientale e sociale, l’adozione responsabile dell’intelligenza artificiale, il rafforzamento della preparazione alle crisi, il miglioramento della connettività, lo sviluppo delle competenze professionali e nuove politiche per attrarre investimenti.
Particolarmente significativa la visione illustrata sul futuro dei flussi turistici internazionali. Per il WTTC, l’obiettivo deve essere quello di arrivare a un modello di viaggio sempre più fluido, basato sul principio di “un viaggiatore, un’identità, un viaggio senza interruzioni”, grazie all’integrazione tra identità digitale, biometria e sistemi intelligenti di gestione.
È qui che emerge quella che appare come una contraddizione, ma che per il WTTC rappresenta invece una complementarità. Più l’intelligenza artificiale entrerà nei processi operativi del settore, più il valore distintivo dell’esperienza turistica sarà legato alle persone. Non a caso Guevara ha ricordato che il turismo potrebbe creare circa 89 milioni di nuovi posti di lavoro nel prossimo decennio, proprio mentre l’automazione sta alimentando timori occupazionali in molti altri comparti economici.
Sia Lefebvre che Guevara hanno infine insistito su un concetto comune: nessuna delle trasformazioni in atto può essere affrontata da governi o imprese individualmente. La competitività delle destinazioni e la crescita del turismo dipenderanno sempre più dalla capacità di costruire partnership stabili tra settore pubblico e privato.
È proprio questa collaborazione, secondo il vertice del WTTC, che permetterà al turismo di continuare a crescere oltre i ritmi dell’economia globale, trasformando innovazione, sostenibilità e inclusione in nuovi strumenti di sviluppo per destinazioni, imprese e comunità locali.

