Debutta sulla costa toscana il nuovo Principessa Forte dei Marmi, Autograph Collection, struttura che introduce un concept di ospitalità contemporanea in una delle località balneari più riconosciute d’Italia. L’hotel entra a far parte del portafoglio Autograph Collection Hotels, brand del gruppo Marriott Bonvoy, e propone un modello che combina dimensione boutique e standard internazionali.
La proprietà si sviluppa con 36 camere e suite, tutte dotate di terrazze esterne. La posizione è centrale, di fronte allo storico locale La Capannina di Franceschi, e a breve distanza dal mare e dagli stabilimenti iconici della Versilia. L’offerta punta su un soggiorno scandito da ritmi lenti, in linea con l’identità della destinazione: mobilità in bicicletta, vita da spiaggia e una proposta gastronomica orientata alla convivialità.
Elemento centrale del progetto è il ristorante MARIAS, guidato dallo chef britannico Jason Atherton, affiancato dall’Executive Chef italiano Giorgio Cicero. La cucina combina influenze internazionali e materie prime locali, con un’impostazione aperta anche al pubblico esterno. Il ristorante si configura come uno spazio di socialità, in linea con il posizionamento lifestyle della struttura.
Sul piano architettonico, l’edificio si distingue per linee fluide e volumi ispirati alla forma di uno yacht proiettato verso il mare. Il progetto mette in relazione gli spazi interni con il contesto naturale, creando un dialogo visivo tra la costa e le Alpi Apuane. L’utilizzo di materiali naturali e locali, insieme a lavorazioni artigianali come il taglio a getto d’acqua, contribuisce a definire un’identità coerente con il territorio, richiamando le cromie della spiaggia e delle dune.
“La struttura rappresenta una nuova espressione di Forte dei Marmi”, spiega la general manager Laura Zanoli. “L’obiettivo è coniugare l’identità internazionale del brand con l’autenticità culturale della Versilia, offrendo un’esperienza più personale e orientata al design”.
Il progetto si inserisce inoltre nel contesto culturale dell’area, rafforzando il legame con Pietrasanta, polo di riferimento per la scultura e la lavorazione del marmo. La città ha ospitato artisti come Igor Mitoraj e Fernando Botero, e continua a rappresentare un punto di connessione tra arte contemporanea e manifattura. Questo rapporto si riflette nella scelta dei materiali e nelle collaborazioni con artigiani locali.
Con questa apertura, Forte dei Marmi amplia la propria offerta nel segmento alto di gamma, intercettando una domanda sempre più orientata verso strutture di dimensioni contenute, forte identità progettuale e integrazione con il contesto territoriale.

