Dubai accelera sulla ripresa: più voli e un calendario eventi che guarda al 2027

Dubai torna a spingere sull’acceleratore dopo i mesi caratterizzati dalle tensioni regionali. La destinazione sta registrando una progressiva ripresa dei flussi turistici e guarda agli ultimi mesi del 2026 con un calendario fitto di appuntamenti, mentre il rafforzamento dei collegamenti aerei rappresenta uno degli elementi chiave per sostenere il ritorno della domanda internazionale.

Il quadro è stato delineato all’Arabian Travel Market da Hoor Al Khaja, Senior Vice President International Operations del Department of Economy and Tourism di Dubai, che ha illustrato dati, strategie e prospettive della destinazione nel corso di un incontro con la stampa internazionale.

Secondo i dati presentati, nei primi otto mesi del 2026 Dubai ha accolto quasi 7 milioni di visitatori. Il solo mese di agosto ha registrato quasi 870 mila arrivi, pari a circa il 63% del dato registrato nell’agosto 2025. Al Khaja sottolinea come il risultato sia particolarmente significativo alla luce delle difficoltà che hanno interessato la regione.

La ripresa viene accompagnata da una sostanziale stabilità nella composizione dei mercati internazionali. Dubai continua infatti a operare su oltre 80 mercati di provenienza e non concentra la propria strategia su un numero ristretto di Paesi. L’Europa occidentale rappresenta circa il 20% dei flussi, una quota indicata come sostanzialmente invariata rispetto al 2025. Per il Department of Economy and Tourism, l’assenza di significativi spostamenti nel market mix è un indicatore della tenuta della domanda internazionale.

La connettività aerea torna centrale

Uno dei fattori che stanno sostenendo la ripresa è la progressiva riattivazione della capacità aerea. Al Khaja ha evidenziato il ruolo di Emirates, Flydubai e degli altri vettori che collegano Dubai con gli oltre 80 mercati internazionali sui quali opera la destinazione.

In particolare, la capacità di Emirates è indicata in forte recupero. Nel corso dell’intervento il dato è stato aggiornato a circa il 97% dei livelli precedenti alla crisi. La crescita della capacità dei vettori procede parallelamente all’allentamento degli avvisi di viaggio provenienti da diversi mercati.

La connettività ha un ruolo determinante anche perché Dubai non considera esclusivamente il turista che sceglie la città come destinazione finale. Il segmento degli stopover rappresenta una componente importante della strategia. I passeggeri che fanno tappa a Dubai possono avere soggiorni più brevi e incidere quindi negativamente sulla durata media complessiva, ma continuano a rappresentare un segmento considerato strategico dalla destinazione.

A questo si aggiunge il fenomeno dei repeat visitor. Secondo Al Khaja, circa il 25% dei visitatori torna a Dubai ogni anno, anche se la percentuale varia sensibilmente a seconda dei mercati. La componente dei residenti internazionali contribuisce a sua volta ai ritorni, attraverso i viaggi di amici e familiari.

Il rafforzamento dell’aviazione rappresenta quindi uno dei tasselli della ripresa. La strategia del DET non punta a un singolo mercato, ma a mantenere un’ampia rete internazionale che permetta alla città di reagire rapidamente alle variazioni della domanda.

Dubai prepara la prossima fase aeroportuale

La crescita della connettività si inserisce in una strategia infrastrutturale di lungo periodo. Nel corso del Q&A è stato affrontato anche il futuro del nuovo aeroporto di Dubai, destinato a essere sviluppato per fasi.

Secondo quanto precisato durante l’incontro, la prima fase dell’espansione è prevista entro la fine del 2027, mentre il trasferimento delle operazioni verso il nuovo aeroporto è atteso entro il 2030, secondo il programma illustrato dal team. A pieno regime la struttura dovrebbe arrivare a una capacità di circa 260 milioni di passeggeri l’anno.

Il progetto viene quindi presentato come un processo progressivo, destinato ad accompagnare la crescita futura della città e della sua connettività internazionale.

Il calendario degli eventi riparte nel quarto trimestre

Un altro elemento centrale della ripresa è rappresentato dal turismo business e dal settore degli eventi. L’Arabian Travel Market è stato descritto da Al Khaja come il primo grande appuntamento del calendario del quarto trimestre, dopo lo spostamento dell’edizione dalla tradizionale collocazione di maggio.

La parte finale del 2026 si presenta particolarmente intensa. Dubai ha infatti un calendario che comprende eventi leisure, appuntamenti MICE, congressi e manifestazioni internazionali. Il quarto trimestre rappresenta tradizionalmente uno dei periodi più importanti per il comparto degli eventi, con l’attività destinata a proseguire anche nel primo trimestre del 2027.

Il comparto business ha mostrato una particolare capacità di tenuta durante i mesi più complessi. Al Khaja ha spiegato che alcuni eventi internazionali sono stati rinviati, ma in molti casi non cancellati. Alcune manifestazioni sono state semplicemente spostate al 2027 quando la loro collocazione dipendeva da altri grandi appuntamenti internazionali.

Il Department of Economy and Tourism dispone di un calendario pubblicato con gli eventi, congressi e appuntamenti confermati per il 2026 e il 2027. Secondo Al Khaja, il fatto che molti organizzatori abbiano scelto di mantenere Dubai come sede, anche rinviando gli appuntamenti, rappresenta un elemento significativo della fiducia degli operatori nei confronti della destinazione.

Il business travel ha inoltre mostrato una dinamica particolare durante la fase più complessa. Secondo la manager, in quel periodo i viaggiatori business hanno rappresentato proporzionalmente una quota maggiore rispetto al leisure. Ora il segmento leisure sta tornando a crescere, mentre il business continua a essere considerato una componente strutturale dell’offerta turistica della città.

L’Italia torna al centro delle attività commerciali

Tra i mercati europei sui quali Dubai sta tornando a investire figura anche l’Italia. Al Khaja ha spiegato che il lavoro sul mercato italiano è già ripartito e che il Department of Economy and Tourism sta lavorando insieme a Emirates e agli operatori del trade.

Un esempio è il programma congiunto rivolto alle agenzie di viaggio che vendono Dubai. Alcuni agenti italiani erano presenti a Dubai nei giorni dell’Arabian Travel Market nell’ambito dell’iniziativa realizzata insieme a Emirates. La strategia prevede inoltre la presenza sul mercato attraverso attività commerciali, workshop, roadshow ed eventi.

La logica dichiarata dal DET è quella di una ripartenza calibrata mercato per mercato. Al Khaja ha spiegato che Dubai non intende promuovere la destinazione in un Paese dove non esistano collegamenti aerei adeguati o siano ancora presenti travel advisory che scoraggiano i viaggi. Prima di riattivare pienamente la promozione vengono quindi valutate le condizioni del singolo mercato, la disponibilità dei voli e la propensione alla partenza.

È un approccio particolarmente rilevante per una destinazione che basa buona parte della propria accessibilità sulla rete aerea internazionale. La ripresa commerciale procede quindi insieme alla riapertura dei collegamenti e all’evoluzione delle condizioni nei singoli mercati.

La strategia punta oltre i numeri degli arrivi

Il ritorno dei visitatori non viene misurato esclusivamente attraverso il numero degli arrivi. Nel confronto con la stampa, Al Khaja ha spiegato che Dubai considera diversi indicatori: volume dei visitatori, stopover, segmenti ad alta capacità di spesa, repeat visitor e durata del soggiorno.

La strategia tiene quindi conto delle differenti ragioni che portano un viaggiatore in città. Un visitatore può arrivare per un breve stopover, per un viaggio d’affari, per un soggiorno leisure o per un’esperienza legata al segmento luxury. La connettività di Dubai consente di intercettare tutte queste componenti.

Il quadro complessivo è quello di una destinazione che considera la diversificazione una delle proprie principali leve di resilienza. La rete di collegamenti aerei, la presenza su oltre 80 mercati, la capacità di attrarre visitatori di ritorno e un calendario internazionale di eventi costituiscono gli elementi sui quali Dubai sta costruendo la fase successiva della propria strategia turistica.

Per il 2026, i dati disponibili fino ad agosto mostrano una destinazione ancora in recupero, ma con una capacità di risposta che il Department of Economy and Tourism considera sostenuta dall’infrastruttura, dalla connettività e dalla collaborazione tra settore pubblico e privato. Nei prossimi mesi, con l’ingresso nella stagione tradizionalmente più intensa per eventi e turismo internazionale, saranno proprio voli e appuntamenti internazionali a rappresentare due degli indicatori da osservare per misurare l’ulteriore consolidamento della ripresa.

Autore

  • domenico palladino

    Domenico Palladino è editore, consulente marketing e formatore nei settori del turismo e degli eventi. Dal 2019 è direttore editoriale di qualitytravel.it, web magazine b2b sulla travel & event industry.
    Gestisce inoltre i progetti editoriali di extralberghiero.it, dedicato agli operatori degli affitti brevi, storytravel.org, sul turismo cinematografico, e cicloturismo360.it, per gli amanti del turismo su due ruote.

    Laureato in economia aziendale in Bocconi, giornalista dal 2001, ha oltre 15 anni di esperienza nel settore. Dal 2009 al 2015 è stato web project manager dei magazine TTG Italia ed Event Report e delle fiere collegate TTG e BTC. Dal 2015 al 2019 è stato direttore di webitmag.it, online magazine di Fiera Milano Media su turismo e tecnologia. Ha pubblicato per Hoepli il manuale "Digital Marketing Extra Alberghiero" (2019) e ha gestito l'ufficio stampa di diverse associazioni ed eventi di settore.

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