Il più alto grattacielo di Venezia con i suoi 81 metri, HTM – Hybrid Tower Mestre, diventa il primo modello di multi-asset property management del Veneto. Il business center va ad aggiungersi all’ offerta di ospitalità di 34 appartamenti, dal monolocale al trilocale, dislocati su nove piani, gestiti da Halldis, “storica” società italiana (attiva dal 1986) di property management del settore degli affitti brevi e a medio/lungo termine, con un portfolio di circa 1.000 proprietà gestite (di cui 40 a Venezia città, oltre a quelle nella torre di Mestre), in più di 120 località italiane ed europee. A completare l’offerta della torre HTM, agli ultimi due piani si colloca il ristorante, sormontato dalla peculiare terrazza panoramica, da cui si può ammirare sia la Laguna che le Prealpi venete.

Destinatari del nuovo HTM, realizzato nel 2016 nell’area dismessa e bonificata dove un tempo sorgeva il deposito dell’azienda di trasporto locale (ACTV), turisti, digital nomads, viaggiatori per periodi lunghi, ma anche famiglie per brevi periodi, giovani professionisti o di lungo corso, lavoratori in trasferta e aziende che devono operare nella macroarea della Serenissima. Si tratta del primo esempio veneto di multi-asset property management, un modello nato in Usa, molto diffuso all’estero e nelle grandi città italiane, Milano in testa, cui guardano gli investitori istituzionali o i fondi privati, per realizzare operazioni immobiliari, non solo in aree di business delle città, ma anche in zone più periferiche ben collegate al centro, come strumento di riqualificazione urbana, e affidare l’asset alla gestione di società specializzate di property management, che garantiscono un rendimento maggiore rispetto all’affitto tradizionale e una solidità di grado superiore rispetto ai singoli gestori.

“Siamo molto soddisfatti – afferma Michele Diamantini, ceo Halldis – dei risultati che nell’ultimo anno abbiamo ottenuto per quanto riguarda gli appartamenti da noi gestiti in HTM: nel corso del 2023 abbiamo ospitato oltre 25.000 persone tra turisti e viaggiatori d’affari, di cui l’80% provenienti dall’ estero. Non solo, siamo posizionati come la migliore struttura ricettiva della città sulle piattaforme distributive turistiche. La possibilità che avranno i professionisti e le aziende di lavorare in HTM grazie al nuovo business center, rappresenta un ulteriore motivo di crescita e di stimolo. Ringrazio, oltre alla proprietà e i partner che amministrano gli uffici, le autorità locali e le istituzioni che sostengono il nostro modello e che sono certo faranno ancora di più per mantenere il decoro dell’area e renderla più sicura e vivibile anche durante la notte.”

“Lo sviluppo di HTM e la sua nuova configurazione – sostiene Riccardo Di Carlo, product manager Halldis – restituisce alla città mestrina un edificio iconico e contemporaneo che negli ultimi anni aveva perso la sua identità urbana. L’offerta, che spazia dal turistico al business, propone il modello europeo del co-living come soluzione sostenibile, riducendo costi per le aziende e spostamenti per gli ospiti, e affiancando alla funzione residenziale lo smartworking e la ristorazione.”
“Il business center HTM – dichiara Ilaria Edel Muzzati, ceo di Lemon, azienda già operante nella gestione di uffici e business center dal 2012, attiva nello spazio M9 e a Porte di Mestre – sorge in una zona strategica di Mestre; contribuisce a riqualificarne l’asset offrendo ai business traveller servizi ad hoc con l’utilizzo di uffici, postazioni di lavoro in coworking e sale meeting prenotabili e attrezzate per eventi, e andando a posizionare la struttura nel segmento di mercato della corporate hospitality che sta crescendo in Veneto.”

La proprietà del Business Center della Hybrid Tower Mestre, acquistata per 17,5 milioni di euro a giugno 2023, è di Borgosesia S.p.A., società quotata all’Euronext Milan che opera nel campo degli investimenti in asset alternativi. Attraverso la collaborazione con Halldis, tra le principali società italiane di property management, e Lemon, realtà che crea sinergie tra aziende, professionisti e imprenditori gestendo spazi di coworking, Borgosesia annuncia anche la completa occupazione degli spazi, a seguito dell’ultimazione di tutti i lavori necessari e degli accordi siglati con aziende di primo piano. Il monte canoni a regime della Torre, su base annua, è stimato tra 1,3 e 1,6 milioni di euro, in funzione di quelli variabili connessi alle suites.

“Abbiamo investito in questo progetto con lo spirito che da sempre caratterizza il nostro agire: rigenerare il valore che alberga in tutte quelle situazioni in cui il processo di creazione è interrotto o rallentato, ma dove vi sono importanti opportunità di sviluppo. Opportunità che abbiamo visto nella Hybrid Tower di Mestre che, inserita in un contesto in rapida metamorfosi, ha oggi le caratteristiche necessarie per diventarne uno dei simboli, testimoniando un’architettura che sperimenta e innova”, ha commentato Davide Schiffer, Amministratore Delegato di Borgosesia.

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