L’Italia è il quarto mercato europeo per gli arrivi. Il Tourism Board rafforza gli investimenti con campagne dedicate al trade e nuove partnership. Ma il potenziale è ancora ampio: l’obiettivo è convincere agenzie e clienti a fermarsi più a lungo, scoprendo una destinazione che è città, mare e montagna in un’unica base.
Hong Kong torna a correre sul mercato italiano. Nel 2025 ha registrato 91.937 arrivi dall’Italia, con una crescita del 35,4% rispetto all’anno precedente. Un dato che consolida il Belpaese come quarto mercato europeo – dopo UK, Germania e Francia – e 18° a livello globale. Ma per Christophe Mégueulle, da poco nominato direttore Sud Europa con delega anche all’Italia e alla Spagna, «è solo l’inizio: il mercato italiano è già forte, ma può essere fortissimo».
La nomina di Mégueulle segna una svolta operativa. Fino al 2024 il mercato italiano era gestito da Hong Kong; ora l’investimento diventa diretto e strutturale. «Stiamo aumentando le risorse dedicate all’Italia», spiega. Il piano 2026 prevede campagne consumer su media tradizionali e social, più press trip e influencer trip in collaborazione con Cathay Pacific, unico vettore con voli diretti dall’Italia. Ma l’elemento più rilevante per il trade è l’avvio di partnership concrete: «Stiamo per lanciare una campagna con Alpitour e lavoriamo attivamente con i principali tour operator italiani per inserire Hong Kong nella produzione», anticipa Mégueulle. L’obiettivo è duplice: posizionare Hong Kong come destinazione autonoma, non solo gateway per la Cina, e spingere sul multi-destinazione con combinazioni creative.
Il prodotto: tre mondi in uno
Il primo ostacolo da superare, ammette il direttore, è la percezione. «La maggior parte delle persone pensa che Hong Kong sia solo una città di grattacieli, come Shanghai. Prenotano mezza giornata o un giorno, poi rimandano perché hanno altri impegni». In realtà, sottolinea Mégueulle, «Hong Kong è molto più diversificata di quanto si creda: non è solo una città, è una regione». Il territorio – compatto e facilmente esplorabile – offre città, montagna e mare senza cambiare hotel. «Puoi svegliarti, vedere il sole, andare in spiaggia a nuotare, fare una doccia lì, pranzare, tornare in città, cambiarti, visitare un museo, andare a un’esposizione d’arte, cenare in un ristorante stellato. E se vuoi cambiare di nuovo, puoi farlo. Tutto entro un’ora di distanza».
È questo il concetto chiave da vendere: l’extended stay. Cinque giorni solo per la città, poi un giorno per isola, uno per i parchi nazionali (oltre 100 km di sentieri), giorni in spiaggia. «Consigliamo di restare più a lungo e godersi il ritmo secondo i propri gusti», dice Mégueulle. La geografia unica permette flessibilità impossibile altrove: «Di solito fai cinque giorni di cultura e preghi per il bel tempo negli ultimi giorni di spiaggia. A Hong Kong decidi giorno per giorno in base al meteo».
Multi-destinazione: la Cina e oltre
L’85% dei visitatori italiani combina Hong Kong con altre destinazioni. Quasi la metà (50%) con la Cina continentale – ora facilitata dalla politica visa-free per gli italiani, recente per la Cina ma in vigore da oltre 30 anni per Hong Kong. Il 10% aggiunge il Giappone, altrettanto la Thailandia. «Dopo il volo intercontinentale di 12-13 ore, puoi aggiungere Vietnam (2 ore), Filippine (2 ore), Thailandia (3,5 ore) o Giappone (4 ore) nello stesso viaggio», ricorda Mégueulle. Non solo: Macao, con il suo patrimonio UNESCO di influenza portoghese-cinese, è a un’ora di treno ad alta velocità o di bus sul ponte Hong Kong-Zhuhai-Macau. «Perfetto per un’escursione giornaliera o una notte, speciale per il contrasto con Hong Kong».
Per chi cerca soluzioni creative, il board suggerisce di volare su Guangzhou con le compagnie cinesi (spesso più economiche) e prendere il treno AV per Hong Kong: 48 minuti. Oppure estendere verso Guilin, le montagne carsiche della Cina meridionale, a 4 ore di treno. «Il Greater Bay Area – l’antico delta del Fiume delle Perle che include Hong Kong, Guangzhou, Shenzhen e Macao – è un nuovo polo d’interesse connesso da treni ad alta velocità», aggiunge Mégueulle.
Connettività: diretti e non solo
Cathay Pacific rimane il pilastro: voli giornalieri da Milano Malpensa (con la nuova Aria Suite, terzo gateway europeo dopo Londra e Parigi) e quattro frequenze settimanali da Roma Fiumicino, estesi da fine marzo a fine ottobre 2026 (contro le tre frequenze da giugno a ottobre del 2024). Ma le opzioni si moltiplicano: Emirates, Qatar Airways ed Etihad (che ha lanciato la rotta Abu Dhabi-Hong Kong a novembre 2025) offrono ampia capacità dai principali aeroporti italiani. Utili anche le compagnie cinesi per accessi alternativi via Guangzhou o Shenzhen. Lufthansa, Air France e British Airways completano l’offerta europea, sebbene con scalo.
Novità 2026: cosa proporre ai clienti
Taste Hong Kong: campagna appena lanciata con chef del posto che indicano i piatti e i locali da non perdere, a complemento dei 74 ristoranti stellati Michelin e dei locali della classifica World’s 50 Best Bars.
West Kowloon Cultural District: il nuovo polo artistico con l’M+ (arte visiva contemporanea) e l’Hong Kong Palace Museum (arte tradizionale cinese), a 10 minuti a piedi l’uno dall’altro.
Tai Kwun: il centro di eredità culturale ricavato dall’ex stazione di polizia e tribunale di Central, con ristoranti di alta qualità, mostre e il contrasto tra architettura coloniale e grattacieli.
Eventi stagionali: Cheung Chau Bun Festival (maggio, con la competizione di arrampicata su torri di panini), Dragon Boat Carnival (giugno, regate internazionali nel porto), Tai Hang Fire Dragon Dance (autunno, drago di incenso di 50 metri per la Festa di Metà Autunno), Hong Kong Wine & Dine Festival (ultimo weekend di ottobre, con vini italiani), Capodanno con i fuochi sul Victoria Harbour.
Target e budget: a chi vendere e come
Il profilo del visitatore italiano è bilanciato: età media 40 anni, segmenti distribuiti tra coppie, senior (Hong Kong è sicura, compatta, senza barriere linguistiche), famiglie (ancora sottorappresentate ma con potenziale) e MICE. «I senior apprezzano la facilità di spostamento e l’eredità culturale, le coppie trovano atmosfere romantiche sui rooftop e crociere al tramonto, i più giovani la vita urbana», sintetizza Mégueulle.
Sul fronte economico, Hong Kong si posiziona come «value for money». «Non è economica come altre destinazioni asiatiche, ma è più accessibile del previsto», precisa il direttore. I pasti locali – inclusi alcuni stellati Michelin – costano meno di 10 euro. L’hotel 4 stelle si trova a 100-150 euro a notte (meno che a Milano, Londra o Parigi). I trasporti pubblici sono «molto economici e efficienti». «Puoi passare una giornata intera di visite e attività con meno di 50 euro a persona, mangiando locale e muovendoti con i mezzi pubblici. Molte esperienze sono gratuite o quasi», assicura Mégueulle. L’unico costo significativo è la guida privata, ma «se organizzi in autonomia, è molto accessibile».

