Cari lettori di Qualitytravel, vorrei fare qualche riflessione relativa al mercato turistico italiano ed agli sviluppi che si intravedono in questi primi mesi del 2023.
La prima considerazione riguarda la finanza internazionale: l’inflazione ha colpito gli Stati Uniti ma il motivo del rialzo dei prezzi non è, come accade in Europa, determinato dall’aumento delle materie prime ma da un eccesso della domanda interna. (gli americani hanno una scarsa propensione al risparmio ma una forte attitudine alla spesa). La cura, che necessariamente la FED deve applicare, è quella di attuare una politica monetaria restrittiva aumentando i tassi di interesse. La conseguenza di questo provvedimento è un alto rendimento dei titoli americani con il conseguente aumento della pressione della domanda sul dollaro ed il suo forte apprezzamento. Per il turismo italiano ciò rappresenta un vantaggio perché i turisti provenienti da quelle aree hanno in pratica, solo per il cambio dollaro/euro, una notte gratis quasi ogni settimana di soggiorno nel bel paese. 

In Europa la situazione è profondamente diversa, anche nel vecchio continente c’è l’inflazione ma è determinata dall’aumento del costo delle materie prime.  Anche la BCE è costretta ad attuare politiche monetarie restrittive (come rimpiango il whatever it takes… ) ma in misura più leggera e con profonde differenze tra gli stati.Infatti le politiche economiche di ogni singolo stato europeo prevedono interventi finanziari consistenti volti ad alleggerire l’aumento del costo delle materie prime. Anche gli interventi della comunità europea vanno in questa direzione, vedi il PNRR.
Le conseguenze sul turismo quindi non sono simili per tutti i paesi europei: è prevedibile un aumento della pressione della domanda proveniente dall’area della Corona (scandinava e danese) e del Franco svizzero che sarà più forte della domanda del mercato tedesco, naturalmente in proporzione al numero dei turisti ed alle destinazioni.  La situazione generale quindi è favorevole ad un a ripresa, anche quest’anno, del turismo verso l’Italia. Sarà in crescita il mercato americano e quello del nord-europa e costante il mercato interno. 

Vinicio Borsi, Hospitality Innovation Manager

Un 2023 positivo come lo scorso anno quindi?  Si per effetto dei mercati ma profondamente diverso nelle tariffe. Già durante il 2022 si sono viste le prime avvisaglie di un fenomeno oggi molto chiaro. Il 2018 è stato molto diverso dal ‘19 anno record per molti, il ‘20 diverso dal ‘21 per effetto delle chiusure determinate dal lockdown, il ’22 diverso da tutti per l’inizio della ripresa. E’crollata insomma la teoria che prevedeva la centralità del revenue, dimostrata dal fatto che senza marketing ed in assenza di mercato la tariffa diventava insignificante.
A Capri nel 2020 senza gli americani le camere si sarebbero potute vendere forse anche a 20 euro a notte ma inutilmente per i bilanci, meglio chiudere. A Roma gli hotel che sono rimasti aperti hanno effettuato operazioni di marketing incredibili come il gruppo B&B Hotels che ha seguito la politica di diventare hotel del territorio o Covid-hotels. Erano gli unici hotel sempre aperti e sempre con alta occupazione.
Dunque non ha più senso ormai l’antica discussione sulla primogenitura tra marketing e revenue, due comparti indispensabili in hotel solo se fortemente coesi.

E quindi nel 2023 come si possono creare “le tariffe giuste per il cliente giusto?
La risposta l’ha data la tecnologia che ha fatto passi da gigante. Oggi infatti assistiamo ad uno sviluppo dell’Intelligenza Artificiale che rappresenta una vera rivoluzione epocale. Gli investimenti colossali che hanno messo a bilancio le major di Silicon Valley sono evidenti. La grande battaglia tra la grande novità “ChatGPT” di Elon Musk e Microsoft contro “Bard” recentemente lanciata da Google dà una chiara idea di quanto l’AI sia importante.
Seppur con gli errori avvenuti addirittura durante la recentissima “Keynote” in cui l’AI di Google non si è mostrata all’altezza di OpenAI non ho dubbi che il gigante di Mountain View sia in grado di sviluppare la nuova tecnologia ad altissimi livelli.

Le ripercussioni sul turismo di queste evoluzioni sono evidenti:  le nuove tecnologie di Intelligenza Artificiale ci permettono di fare quello che ho chiamato Revenue Predittivo cioè con l’uso dei Big Data per analizzare la pressione della domanda nel futuro anziché prendere in considerazione solo i dati “storici” Con strumenti dotati di AI infatti si analizzano i dati che vengono dalle tariffe presenti sui portali di tutti i competitor, tutte le recensioni, la pressione della domanda sugli aeroporti e molti altri per consentirci di stabilire le tariffe in modo dinamico per poter finalmente contrastare in modo efficace le grandi OTA con le loro stesse armi.

Personalmente mi occupo di management alberghiero da tempo con i principi per cui ho sempre combattuto: una visione olistica dell’hotel rispettando “l’anima” della struttura ed applicando il marketing emozionale, il revenue predittivo ed il controllo di gestione eseguito in collaborazione con i commercialisti di Biplan, presenti in tutta Italia che di questa specializzazione ne hanno fatto il loro core business. Il direttivo dello Skål Club di Roma e personalmente come responsabile del Think Tank ho organizzato una serie di panel in cui presenterò esperti e protagonisti degli sviluppi dell’Intelligenza Artificiale e le ripercussioni sul mercato turistico italiano. 

Ecco i prossimi appuntamenti:       

Improve il 29 marzo a Riccione
Guest Lab il 4 maggio al Palazzo delle Stelline Milano
Hospitality Day il 10 ottobre a Rimini

Autore

Condividi:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *