L’industria turistica è un motore economico per molte destinazioni che genera entrate significative attraverso il flusso costante di visitatori. Tuttavia, per mantenere e migliorare l’attrattiva di una destinazione nel lungo termine, è essenziale investire in infrastrutture e servizi turistici di alta qualità.
Negli ultimi anni, il concetto di imposta di soggiorno sta guadagnato terreno quale potenziale strumento per il sostentamento degli investimenti turistici e la valorizzazione delle comunità locali: sono circa 1000 i comuni italiani che la richiedono, su un totale di 7896. Tale imposta dovrebbe non solo generare fondi per iniziative volte alla promozione territoriale, ma favorire altresì la crescita economica locale, investendo in infrastrutture, imprese locali, creazione di posti di lavoro e destinando i fondi soprattutto per progetti eco-compatibili al fine della conservazione dell’ambiente. Il funzionamento della tassa di soggiorno varia da destinazione a destinazione, ma solitamente viene applicata una tariffa giornaliera o per persona in base alla durata del soggiorno e al tipo di struttura ricettiva. Questa tariffa può essere inclusa nel prezzo del soggiorno o aggiunta come addebito separato al momento del check-out.

Vi è, comunque, una buona maggioranza tra gli addetti ai lavori e i turisti non propriamente d’accordo con l’idea di una imposta aggiuntiva sul costo delle vacanze. I più critici sostengono che tale imposta, possa essere la causa di potenziali impatti negativi sul turismo e sulla competitività territoriale nei confronti di mete, soprattutto limitrofe, che non applicano il balzello in questione, evidenziando la necessità quantomeno di una comunicazione efficace e del coinvolgimento delle parti interessate al fine di “erudire” turisti e attori locali circa le motivazioni che spingono a introdurre l’imposta.

A tal uopo, bisognerebbe attuare campagne educative e programmi di sensibilizzazione volte a coinvolgere e responsabilizzare le comunità locali, aiutando le imprese e i turisti a capire l’importanza di versare l’imposta di soggiorno e le conseguenze del mancato versamento. Coinvolgendo i residenti nei processi decisionali relativi allo sviluppo del turismo e destinando il gettito fiscale a progetti comunitari, si può promuovere un senso di appartenenza e di orgoglio tra i residenti. Questo può portare a pratiche turistiche più sostenibili e inclusive, a beneficio sia dei visitatori che degli abitanti del luogo.

È essenziale comunicare come verranno utilizzate le entrate dell’imposta al fine di garantire che i fondi siano assegnati in modo efficace ed etico. La trasparenza sull’impatto dell’imposta e la responsabilità dei funzionari quali responsabili della sua gestione, crea una condizione di fiducia e il sostegno della comunità, rafforzata dalla condivisione di esperienze e successi di altre comunità.
Le insidie che aleggiano attorno alla gestione dell’imposta di soggiorno sono concentrate perlopiù nei seguenti punti:

  • Individuazione delle aree di investimento
  • Trasparenza nell’assegnazione dei fondi
  • Pianificazione e cooperazione degli stakeholder
  • Comunicazione degli indirizzamenti dei fondi
  • Monitoraggio dei risultati

Analizziamo ora alcuni dei punti su citati al fine di evidenziare taluni difetti nella gestione dell’imposta, purtroppo presente in numerosi contesti territoriali italiani.
L’imposta viene introdotta spesso senza definire le aree di indirizzamento e il più delle volte senza dare notizia sul suo effettivo utilizzo. In molte occasioni, il suo fine reale sembra essere quello di chiudere alcune falle nei bilanci comunali tanto è vero che in numerosi casi, non si conosce l’esatto ammontare in quanto il gettito viene fatto confluire in una cassa unica assieme a Tari, Imu, multe e tasse sui rifiuti, instaurando un sistema di rendicontazione forfettario che per ovvie ragioni non consente un controllo analitico (ricordo che dovrebbe essere un’imposta di scopo, dunque utilizzabile unicamente in ambito turistico). Un’errata condizione che porta inevitabilmente a un lento ma inesorabile declino di molte destinazioni, dove i proventi dell’imposta non apportano nessuna miglioria alle sorti dell’appeal turistico e negano dunque la fase evolutiva di sviluppo dell’area e dei servizi in favore dei turisti.

L’implementazione di un’efficace gestione dell’imposta di soggiorno apporterebbe seri benefici sul territorio grazie a una trasformazione positiva delle infrastrutture, dell’offerta culturale e delle esperienze in favore dei turisti che scelgono la meta.
Le entrate della tassa di soggiorno potrebbero essere impiegate in una serie di progetti di investimento turistico, tra i quali:

  • Miglioramento delle Infrastrutture: investimenti nell’infrastruttura turistica, come la manutenzione e l’ammodernamento delle strade, dei marciapiedi, dei parcheggi e dei trasporti pubblici, possono migliorare l’accessibilità e la fruibilità della destinazione per i visitatori.
  • Sviluppo delle Attrazioni Turistiche: fondi destinati allo sviluppo e al potenziamento di attrazioni turistiche esistenti o alla creazione di nuove attrazioni possono aumentare l’appeal della destinazione e attirare un maggior numero di visitatori.
  • Promozione e Marketing: investimenti nella promozione e nel marketing della destinazione possono contribuire a aumentare la visibilità e l’attrattiva della destinazione, portando a un aumento del flusso turistico e delle entrate.
  • Sostenibilità Ambientale: parte delle entrate della tassa di soggiorno può essere destinata a progetti di conservazione ambientale e sviluppo sostenibile, contribuendo così a preservare le risorse naturali e a ridurre gli impatti negativi dell’industria turistica sull’ambiente.

Un miglioramento dell’esperienza complessiva del turista attraverso infrastrutture e servizi di alta qualità unitamente ad un aumento dell’attrattiva della destinazione produrrebbe inevitabilmente un aumento delle presenze e di conseguenza delle entrate, propedeutiche a realizzare investimenti sul territorio.
Uno degli aspetti più importanti a mio avviso a cui molte realtà territoriale non fanno riferimento è la creazione di nuove opportunità lavorative, fulcro indispensabile per sostenere lo sviluppo economico e sociale della destinazione.

È risaputo che il settore turistico risulta essere uno dei comparti trainanti del PIL nazionale, dunque, la creazione dei posti di lavoro assume un’importanza cruciale. In questo contesto, la tassa di soggiorno si pone quale “fonte di entrate” da reinvestire nella comunità locale al fine di creare un una serie di opportunità lavorative a beneficio direttamente degli abitanti del luogo.
Vediamo come:

  1. Ospitalità e Servizi: La creazione di nuovi hotel, resort, ristoranti e strutture ricettive richiede una forza lavoro qualificata e diversificata, offrendo opportunità di impiego sia nel settore alberghiero che in quello della ristorazione.
  2. Turismo Esperienziale: Le esperienze turistiche uniche, come visite guidate, attività all’aperto, corsi di cucina locale e tour enogastronomici, possono essere sviluppate grazie agli investimenti della tassa di soggiorno, creando opportunità di lavoro per guide, istruttori e operatori turistici.
  3. Cultura e Intrattenimento: La promozione di eventi culturali, festival, spettacoli e attrazioni locali può generare occupazione nei settori dell’intrattenimento, dell’organizzazione degli eventi, della produzione artistica e della vendita al dettaglio di souvenir e prodotti artigianali.
  4. Ambiente e Sostenibilità: Investimenti in progetti di conservazione ambientale, gestione dei rifiuti, energie rinnovabili e sviluppo sostenibile possono creare opportunità di lavoro nel settore dell’ambiente e della green economy.

Tale condizione non si ferma unicamente all’aumento delle opportunità lavorative ma produce un aumento del reddito e del potere d’acquisto, oltre a favorire una maggiore coesione sociale attraverso la collaborazione tra settori pubblici e privati e un miglioramento dunque, della qualità della vita per gli abitanti del luogo. Quando gestita in modo trasparente e inclusivo, questa strategia può generare una serie di benefici duraturi per la comunità locale, contribuendo così a garantire un futuro prospero e sostenibile per l’industria turistica e per l’intera destinazione.

Altro elemento da considerare è rappresentato dalla modalità di riscossione dell’imposta di soggiorno, sia in favore della comunità locale a cura delle strutture ricettive, sia in favore delle strutture ricettive a cura del turista che soggiorna in una di queste. In questo contesto, l’automazione è fondamentale per monitorare e riscuotere l’imposta in modo efficiente, in quanto migliora senza dubbio, l’efficienza e la precisione della raccolta delle quote. Automatizzare i processi di riscossione dell’imposta di soggiorno può portare a una maggiore efficienza, accuratezza e conformità normativa, migliorando complessivamente l’esperienza per gli ospiti e semplificando il lavoro per le autorità locali e le strutture ricettive.

Relativamente alla raccolta delle quote in favore della comunità locale è importante implementare un sistema online dove le aziende ricettive possano comunicare automaticamente i dati relativi alla riscossione dell’imposta di soggiorno, ciò al fine di una conformità normativa e poter generare report dettagliati sull’ammontare raccolto e altre metriche rilevanti. Anche le strutture ricettive, attraverso l’automatizzazione hanno uno strumento che è in grado di divulgare le informazioni al turista sull’importanza al territorio di una tassa di soggiorno e consentire il pagamento attraverso un portale web o un’applicazione mobile

Man mano che l’operazione di implementazione dell’imposta di soggiorno acquista slancio sul territorio, cresce l’opportunità di innovare e perfezionare i modelli organizzativi attraverso la ricerca di soluzioni innovative indirizzate a soddisfare le variabili esigenze di visitatori e residenti senza che a nessuno dei due “cluster” si arrechino fastidi o disservizi. La creazione di una rete di città impegnate in pratiche turistiche sostenibili può contribuire a guidare un cambiamento positivo su scala e creare condizioni già sperimentate.

E’ compito delle comunità attraverso la lungimiranza e la “buona gestione” dei propri amministratori, applicare “l’odioso balzello” per lo sviluppo e la crescita locale attraverso strategie innovative, il coinvolgimento degli stakeholder e l’uso della tecnologia, ingredienti necessari al fine di migliorare l’osservanza delle imposte, creando destinazioni urbane più sostenibili e resilienti e garantendo un contributo giusto ed equo per il miglioramento e la conservazione delle destinazioni.

Autore

  • Mino Reganato

    Mino Reganato si occupa di gestione del management e del marketing di strutture ricettive e tour operator da lungo periodo, vantando numerose esperienze in diverse località nazionali ed internazionali.  Amministratore di società operanti nel settore turistico-alberghiero ed in campo associativo nella sua lunga carriera ha partecipato a numerosi progetti per il destination management territoriale, disciplina di cui è anche formatore oltre ad aver ricevuto diversi premi nel settore turistico-alberghiero. Scrive articoli di approfondimento relativi al settore turistico e alberghiero per il suo blog Hotel & Tourism Management Group e occasionalmente per alcune testate giornalistiche online.

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