Prenoti una casa vacanze online? Ecco i 7 errori che possono costarti tutta la vacanza

L’estate è il periodo delle prenotazioni last minute, delle offerte lampo e delle occasioni che sembrano imperdibili. È anche la stagione preferita dai truffatori online. E c’è un dato che sorprende: non sono gli anziani a cadere più facilmente nei raggiri digitali, ma i giovani tra i 18 e i 24 anni, cioè la generazione cresciuta con smartphone e piattaforme online. È quanto emerge dalla nuova campagna di sensibilizzazione promossa da Airbnb e dalla Polizia di Stato per contrastare le truffe nelle prenotazioni turistiche.

Il fenomeno è in crescita e sta cambiando rapidamente. Non solo perché i criminali diventano più sofisticati, ma anche perché utilizzano strumenti di intelligenza artificiale in grado di rendere sempre più credibili gli annunci falsi.

Giovani più vulnerabili: il paradosso dei nativi digitali

A essere maggiormente esposti alle truffe sono i ragazzi tra i 18 e i 24 anni. Una fascia d’età che utilizza abitualmente servizi digitali e che spesso conclude acquisti e prenotazioni in pochi minuti, fidandosi dell’apparenza dell’annuncio o della velocità della procedura.

L’abitudine a muoversi online può trasformarsi in un eccesso di sicurezza. Si controllano meno i dettagli, si presta poca attenzione ai segnali di allarme e si tende a reagire d’impulso davanti a un’offerta particolarmente conveniente.

La situazione è quasi opposta tra gli over 65. Meno del 5% risulta coinvolto in episodi di frode. Un dato che Airbnb e Polizia di Stato attribuiscono a una maggiore prudenza e alla tendenza a verificare attentamente le informazioni prima di effettuare un pagamento.

La truffa della casa fantasma continua a fare vittime

La tecnica più diffusa è ancora quella della “casa fantasma”. Il meccanismo è semplice e sfrutta il desiderio di trovare un alloggio bello e conveniente.

L’annuncio mostra fotografie accattivanti, spesso copiate da inserzioni autentiche, e prezzi inferiori rispetto alla media di mercato. Il turista versa un anticipo o paga l’intero soggiorno e scopre soltanto all’arrivo che l’abitazione non esiste, è occupata da altre persone oppure è completamente diversa da quella mostrata online.

In altri casi la truffa si conclude ancora prima della partenza: dopo aver ricevuto il denaro, il falso proprietario interrompe ogni contatto e sparisce.

L’intelligenza artificiale sta cambiando il volto delle truffe

Se una volta gli annunci fraudolenti si riconoscevano per errori grammaticali o fotografie di bassa qualità, oggi non è più così.

I truffatori utilizzano strumenti di intelligenza artificiale per creare immagini realistiche di appartamenti inesistenti, scrivere testi perfettamente corretti e persino realizzare siti web quasi identici a quelli originali. Nei casi più sofisticati vengono impiegati anche video deepfake, nei quali un presunto host mostra la casa e parla con naturalezza davanti alla telecamera.

Per un utente comune distinguere il falso dall’autentico sta diventando sempre più difficile.

Attenzione ai prezzi troppo bassi: è il primo segnale d’allarme

La Polizia Postale invita a diffidare delle offerte eccessivamente convenienti.

Un prezzo molto inferiore rispetto a quello di immobili simili dovrebbe sempre spingere a fare ulteriori verifiche. Altri segnali di rischio sono l’insistenza dell’host nel chiudere rapidamente la prenotazione e la richiesta di effettuare il pagamento al di fuori della piattaforma utilizzata.

«La raccomandazione è di fare della prudenza un’abitudine. I segnali di una truffa sono quasi sempre gli stessi: prezzo troppo basso, host che preme per chiudere in fretta, pagamento fuori piattaforma», ha spiegato Ivano Gabrielli, direttore della Polizia Postale e per la sicurezza cibernetica.

Mai uscire dalla piattaforma per ottenere uno sconto

Uno dei raggiri più frequenti inizia proprio quando l’host propone di continuare la conversazione su WhatsApp o tramite email privata.

La promessa è quasi sempre la stessa: uno sconto speciale evitando le commissioni della piattaforma. In realtà il vero obiettivo è spingere il turista a effettuare un pagamento diretto, senza alcuna tutela in caso di problemi.

Anche il bonifico bancario rappresenta un forte campanello d’allarme. Airbnb precisa infatti che non richiede bonifici per prenotare un soggiorno e invita gli utenti a utilizzare esclusivamente i metodi di pagamento previsti dalla piattaforma.

Come riconoscere un truffatore in pochi minuti

Secondo Airbnb e Polizia di Stato esistono alcuni comportamenti ricorrenti.

Il falso host spesso afferma di trovarsi all’estero e chiede un bonifico internazionale. Si mostra molto professionale, invia rapidamente contratti e documenti, talvolta richiede addirittura una copia del documento d’identità prima ancora di finalizzare la prenotazione. Inoltre mette pressione alla vittima, sostenendo di avere altri clienti pronti a prenotare la casa.

Un’altra tecnica consiste nel citare il nome di piattaforme famose per trasmettere fiducia, anche quando il sito utilizzato non ha alcun legame con esse.

I 7 consigli per evitare la truffa prima di partire

La campagna lanciata da Airbnb e Polizia di Stato si basa su sette semplici regole:

  • verificare sempre l’indirizzo del sito;
  • evitare di cliccare su link ricevuti tramite SMS o social;
  • diffidare delle offerte troppo convenienti;
  • non effettuare bonifici bancari;
  • comunicare e pagare soltanto sulla piattaforma ufficiale;
  • controllare recensioni e storico dell’host;
  • segnalare immediatamente eventuali anomalie.

Oltre 3.200 siti falsi già bloccati

Il fenomeno è tutt’altro che marginale. Airbnb ha reso noto che nel 2024 il proprio team di sicurezza ha individuato e disattivato oltre 3.200 domini di phishing creati per imitare la piattaforma e sottrarre dati personali o denaro ai viaggiatori.

Un numero che mostra come la prudenza, anche nell’era dell’intelligenza artificiale, resti la migliore difesa per evitare che la vacanza tanto attesa si trasformi in una spiacevole sorpresa.

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