Ryanair riceve 4,2 milioni di rimborso dall’Antitrust per la multa annullata ma ora vuole oltre il 10% di interessi

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Ryanair non si accontenta del rimborso della sanzione Antitrust da 4,2 milioni di euro annullata dal Consiglio di Stato e chiede ora al Garante della Concorrenza anche il pagamento di circa 440 mila euro di interessi che secondo la compagnia sarebbero maturati nel corso degli anni. La compagnia aerea irlandese ha nfatti confermato di aver ricevuto dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) la restituzione dell’importo relativo a una multa inflitta nel 2021, ma sostiene che il rimborso non sia ancora completo e ha avviato la richiesta per ottenere anche gli interessi legali pari a oltre il 10% della somma,

La vicenda nasce dalla sentenza definitiva del Consiglio di Stato, che ha annullato la sanzione ritenendo che l’AGCM abbia trattato Ryanair in modo discriminatorio durante il procedimento amministrativo. Secondo i giudici, l’Autorità avrebbe respinto senza alcun confronto gli impegni presentati dalla compagnia, mentre aveva accettato proposte analoghe formulate da altri vettori. Nella decisione si afferma che l’AGCM ha esercitato la propria discrezionalità “in modo non conforme ai principi di coerenza, ragionevolezza e non discriminazione”.

Per questo motivo Ryanair ritiene che, oltre ai 4,2 milioni di euro già restituiti, debbano essere riconosciuti anche gli interessi maturati, quantificati dalla compagnia in circa 440 mila euro. In una nota, un portavoce del vettore ha accolto con favore il rimborso della sanzione, definendola “illegittima”, ma ha aggiunto che il pagamento resta incompleto finché non verranno liquidati anche gli interessi. Ryanair ha inoltre interpretato la sentenza come una dura censura dell’operato dell’AGCM e ha chiesto una riforma dell’Autorità, sostenendo che sia necessario ripristinare la fiducia nella sua imparzialità.

La sanzione risaliva al maggio 2021, quando l’Antitrust aveva multato Ryanair per 4,2 milioni di euro nell’ambito delle pratiche adottate durante la pandemia di Covid-19. Secondo l’Autorità, dopo la fine delle limitazioni agli spostamenti introdotte per l’emergenza sanitaria, la compagnia aveva continuato a cancellare numerosi voli offrendo prevalentemente voucher invece del rimborso in denaro previsto dalla normativa europea per i voli cancellati.

L’AGCM aveva inoltre contestato informazioni ritenute ingannevoli sui diritti dei passeggeri e procedure che avrebbero ostacolato o ritardato l’ottenimento del rimborso monetario, inducendo i clienti ad accettare i voucher. Per Ryanair era stata contestata anche una campagna pubblicitaria incentrata sul messaggio “Nessuna penale per il cambio”, giudicata ingannevole perché, secondo l’Autorità, il cambio del volo comportava comunque costi aggiuntivi o l’applicazione di penali in determinate circostanze.

Lo stesso procedimento aveva coinvolto anche easyJet e Volotea, sanzionate rispettivamente per 2,8 milioni e 1,4 milioni di euro per analoghe pratiche commerciali relative alla gestione dei voli cancellati durante la pandemia.

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