Mentre in Italia si parla ancora di botti di rovere di Slavonia nelle migliori cantine venete e friulane, pochi sanno che questo legno pregiato arriva proprio dalla regione più orientale della Croazia. È uno dei tanti segreti che Ivana Jurić, vicedirettrice dell’Ente turistico della Contea Osječko-Baranjska, ha portato a Milano il 18 maggio scorso in occasione della Festa Nazionale della Repubblica di Croazia, organizzata dal Consolato Generale a Milano.
In un momento in cui il turismo costiero croato è ormai maturo, la Slavonia-Baranja si propone come destinazione complementare ideale per gli operatori italiani: un territorio continentale ricco di natura, storia, enogastronomia di alto livello e accoglienza autentica, perfetto per costruire pacchetti differenzianti e ad alto margine.
Un cuore verde attraversato da grandi fiumi
Situata a nord-est di Zagabria, la regione è pianeggiante e fertile – storicamente il “granaio” della Croazia – e si sviluppa intorno ai fiumi Danubio, Drava e Sava. La Drava nasce addirittura in Italia, a Dobbiaco. Qui il “mare” è la terra: vaste pianure, foreste e il parco naturale di Kopački Rit, spesso definito “l’Amazzonia d’Europa”, dove il Danubio e la Drava si incontrano creando un delta paludoso di straordinaria biodiversità.
Per i tour operator questa natura fluviale si traduce in esperienze concrete: birdwatching, escursioni in bicicletta e kayak, passeggiate lungo gli argini e attività soft nella natura. Non è turismo di massa, ma un’offerta slow e attiva che si sposa perfettamente con la crescente domanda di vacanze rigeneranti e consapevoli.
Enogastronomia come leva principale
La prima cosa che si fa arrivando in Slavonia è mangiare, e bene. Il prodotto simbolo è il Kulen, insaccato di maiale IGP realizzato con le parti migliori dell’animale, disponibile in diverse gradazioni di piccantezza. Accanto a esso, il pesce di fiume preparato con paprika (Fish Paprikas) e una cucina contadina generosa che riflette l’identità rurale della regione.
Il vino completa il quadro: la Slavonia è la culla di cantine storiche, alcune attive da 800 anni, e della Graševina (Riesling italico), il vitigno più diffuso e bevuto in Croazia. Qui si trovano i vigneti più estesi del Paese e produzioni di qualità con varietà internazionali (Merlot, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc). Gli eventi Wine & Walk, Wine & Bike e le serate arte-vino permettono di vivere il territorio cantina dopo cantina, ideali per pacchetti enogastronomici di più giorni.
Esperienze che restano nella memoria
La regione promuove un “edonismo attivo”: buon cibo e buon vino accompagnati da movimento. Tra le proposte:
- Vacanze rurali in alloggi tradizionali ben conservati;
- Centri ippici e la celebre ergela di Lipizzaner;
- La spiaggia fluviale “Copacabana” di Osijek (nome nato da un simpatico concorso radiofonico negli anni ’80);
- Festival come Hedonist a Osijek (primo weekend di ottobre);
- Tradizioni UNESCO come le maschere di Bushe a Baranja, regione transfrontaliera con l’Ungheria famosa anche per i vini rossi.
Gli operatori troveranno inoltre strutture moderne come l’Hotel Materra con centro benessere, centro congressi e un approccio resort anche lontano dal mare. In costruzione un importante centro congressi firmato da un architetto danese.

Accessibilità e convenienza per il mercato italiano
La Slavonia è raggiungibile comodamente: in meno di sei ore da Trieste in auto tramite autostrada (via Slovenia-Zagabria o direttamente verso est). Collegamenti anche con autobus da Zagabria, treni (anche se migliorabili) e, soprattutto, crociere sul Danubio che fanno tappa nella regione. Da Osijek si arriva velocemente anche a Budapest.
I prezzi sono sensibilmente più contenuti rispetto alla costa adriatica, mentre la qualità dell’accoglienza è elevata. Nel 2024 la regione si è classificata tra le 10 più cordiali e accoglienti al mondo secondo Booking.com, un riconoscimento che conferma l’autenticità del rapporto tra residenti e visitatori.
Periodi ideali
Maggio, giugno e prima metà di luglio, poi settembre e ottobre sono i momenti migliori per visitare questa zona a clima continentale, evitando i picchi di caldo estivo e sfruttando il clima mite della primavera e dell’autunno, perfetti per attività all’aperto ed eventi enogastronomici.
Un’opportunità per gli operatori
«Venite a scoprire che esiste anche una Croazia diversa dal mare», ha sottolineato Ivana Jurić. Una destinazione che non compete con la costa ma la completa, permettendo agli agenti di viaggi e tour operator di proporre itinerari di 3-5 giorni combinati o focalizzati su enogastronomia, natura e cultura. Un territorio dove il contatto con la gente locale è vero, il ritmo è lento e i prodotti sono autentici – esattamente ciò che sempre più clienti italiani cercano.
Per chi vuole approfondire, è già disponibile a questo link il video dell’intervista ad Ivana Jurić realizzata da QualityTravel in occasione dell’evento milanese. La Slavonia-Baranja è pronta a diventare la prossima scoperta profittevole per il turismo incoming italiano.

