Slavonia-Baranja, il “mare di terra” della Croazia che conquista con autenticità e sapori intensi

slavonia - foto da pixabay

Mentre in Italia si parla ancora di botti di rovere di Slavonia nelle migliori cantine venete e friulane, pochi sanno che questo legno pregiato arriva proprio dalla regione più orientale della Croazia. È uno dei tanti segreti che Ivana Jurić, vicedirettrice dell’Ente turistico della Contea Osječko-Baranjska, ha portato a Milano il 18 maggio scorso in occasione della Festa Nazionale della Repubblica di Croazia, organizzata dal Consolato Generale a Milano.

In un momento in cui il turismo costiero croato è ormai maturo, la Slavonia-Baranja si propone come destinazione complementare ideale per gli operatori italiani: un territorio continentale ricco di natura, storia, enogastronomia di alto livello e accoglienza autentica, perfetto per costruire pacchetti differenzianti e ad alto margine. 

Un cuore verde attraversato da grandi fiumi

Situata a nord-est di Zagabria, la regione è pianeggiante e fertile – storicamente il “granaio” della Croazia – e si sviluppa intorno ai fiumi Danubio, Drava e Sava. La Drava nasce addirittura in Italia, a Dobbiaco. Qui il “mare” è la terra: vaste pianure, foreste e il parco naturale di Kopački Rit, spesso definito “l’Amazzonia d’Europa”, dove il Danubio e la Drava si incontrano creando un delta paludoso di straordinaria biodiversità.

Per i tour operator questa natura fluviale si traduce in esperienze concrete: birdwatching, escursioni in bicicletta e kayak, passeggiate lungo gli argini e attività soft nella natura. Non è turismo di massa, ma un’offerta slow e attiva che si sposa perfettamente con la crescente domanda di vacanze rigeneranti e consapevoli.

Enogastronomia come leva principale

La prima cosa che si fa arrivando in Slavonia è mangiare, e bene. Il prodotto simbolo è il Kulen, insaccato di maiale IGP realizzato con le parti migliori dell’animale, disponibile in diverse gradazioni di piccantezza. Accanto a esso, il pesce di fiume preparato con paprika (Fish Paprikas) e una cucina contadina generosa che riflette l’identità rurale della regione.

Il vino completa il quadro: la Slavonia è la culla di cantine storiche, alcune attive da 800 anni, e della Graševina (Riesling italico), il vitigno più diffuso e bevuto in Croazia. Qui si trovano i vigneti più estesi del Paese e produzioni di qualità con varietà internazionali (Merlot, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc). Gli eventi Wine & Walk, Wine & Bike e le serate arte-vino permettono di vivere il territorio cantina dopo cantina, ideali per pacchetti enogastronomici di più giorni. 

Esperienze che restano nella memoria

La regione promuove un “edonismo attivo”: buon cibo e buon vino accompagnati da movimento. Tra le proposte:

  • Vacanze rurali in alloggi tradizionali ben conservati;
  • Centri ippici e la celebre ergela di Lipizzaner;
  • La spiaggia fluviale “Copacabana” di Osijek (nome nato da un simpatico concorso radiofonico negli anni ’80);
  • Festival come Hedonist a Osijek (primo weekend di ottobre);
  • Tradizioni UNESCO come le maschere di Bushe a Baranja, regione transfrontaliera con l’Ungheria famosa anche per i vini rossi.

Gli operatori troveranno inoltre strutture moderne come l’Hotel Materra con centro benessere, centro congressi e un approccio resort anche lontano dal mare. In costruzione un importante centro congressi firmato da un architetto danese.

Accessibilità e convenienza per il mercato italiano

La Slavonia è raggiungibile comodamente: in meno di sei ore da Trieste in auto tramite autostrada (via Slovenia-Zagabria o direttamente verso est). Collegamenti anche con autobus da Zagabria, treni (anche se migliorabili) e, soprattutto, crociere sul Danubio che fanno tappa nella regione. Da Osijek si arriva velocemente anche a Budapest.

I prezzi sono sensibilmente più contenuti rispetto alla costa adriatica, mentre la qualità dell’accoglienza è elevata. Nel 2024 la regione si è classificata tra le 10 più cordiali e accoglienti al mondo secondo Booking.com, un riconoscimento che conferma l’autenticità del rapporto tra residenti e visitatori. 

Periodi ideali

Maggio, giugno e prima metà di luglio, poi settembre e ottobre sono i momenti migliori per visitare questa zona a clima continentale, evitando i picchi di caldo estivo e sfruttando il clima mite della primavera e dell’autunno, perfetti per attività all’aperto ed eventi enogastronomici. 

Un’opportunità per gli operatori

«Venite a scoprire che esiste anche una Croazia diversa dal mare», ha sottolineato Ivana Jurić. Una destinazione che non compete con la costa ma la completa, permettendo agli agenti di viaggi e tour operator di proporre itinerari di 3-5 giorni combinati o focalizzati su enogastronomia, natura e cultura. Un territorio dove il contatto con la gente locale è vero, il ritmo è lento e i prodotti sono autentici – esattamente ciò che sempre più clienti italiani cercano.

Per chi vuole approfondire, è già disponibile a questo link il video dell’intervista ad Ivana Jurić realizzata da QualityTravel in occasione dell’evento milanese. La Slavonia-Baranja è pronta a diventare la prossima scoperta profittevole per il turismo incoming italiano. 

Autore

  • Giampiero Moncada è un giornalista free lance con un'esperienza pluriennale nel settore del turismo e dell'informazione multimediale. Esperto nella produzione di video e nella gestione di uffici stampa, ha sviluppato una forte propensione per la narrazione multicanale, dalla radio alla televisione, dalla carta stampata al web. Nel corso della sua carriera ha collaborato con testate di rilievo come L’Espresso e ha seguito progetti di comunicazione strategica in diversi settori, dal turismo alla ristorazione, dai sistemi di pagamento alla tecnologia e al gaming.

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