Il segmento dell’open air hospitality in Italia compie un decisivo salto di qualità verso il segmento luxury e la sostenibilità integrata. A Porto Garibaldi, frazione del comune di Comacchio (Ferrara), prende ufficialmente forma il Delta Open Air Resort, un maxi progetto di riqualificazione ed ecosistema turistico contemporaneo ideato per ridefinire gli standard del settore a livello europeo. L’apertura ufficiale è già fissata per maggio 2027, con l’obiettivo dichiarato di attrarre flussi ad alto valore aggiunto e destagionalizzare l’offerta della Riviera Adriatica.
Un investimento da 73 milioni di euro tra natura e MICE
Nato dalla visione imprenditoriale di Ted Tomasi e dall’esperienza manageriale di Adriano D’Andrea Ricchi (CEO di Tomasi Tourism), il resort si sviluppa su un’area di 390.000 metri quadrati (39 ettari).
Non si tratta del classico villaggio turistico, ma di un’infrastruttura ricettiva integrata capace di ospitare fino a 5.000 persone contemporaneamente, posizionandosi anche come polo strategico per il settore MICE, meeting ed eventi aziendali grazie alla presenza di una sala congressi dedicata.
«Delta nasce per contribuire allo sviluppo turistico del territorio di Comacchio, introducendo un modello di resort open-air contemporaneo — spiega Adriano D’Andrea Ricchi. Un luogo in cui natura, servizi e qualità dell’esperienza costruiscono una destinazione capace di attrarre flussi turistici europei e internazionali.»
Focus sul mercato estero e destagionalizzazione (apertura 365 giorni)
L’operazione punta a intercettare una clientela di fascia alta, rivolgendosi prioritariamente ai mercati dell’Europa centrale e settentrionale (Germania, Austria, Svizzera, Francia, Paesi Bassi, Danimarca e Polonia). L’obiettivo strategico prevede infatti una quota di ospiti stranieri pari al 60%.
La vera scommessa per la costa comacchiese risiede però nella destagionalizzazione: grazie alla presenza della SPA, dei servizi wellness, delle dotazioni congressuali e di un ricco catalogo di escursioni esperienziali nel Parco del Delta del Po, la struttura mirerà all’apertura annuale.
Riqualificazione green e autonomia energetica
L’intervento si colloca all’interno di uno dei paesaggi naturali più fragili e tutelati d’Europa. Per questo motivo, l’aspetto architettonico è stato subordinato alla riforestazione e all’impatto zero:
- 🌳 Recupero ambientale: riqualificazione di 5 ettari di area boschiva.
- 🌲 Rimboschimento: piantumazione di oltre 1.500 nuovi alberi e inserimento di oltre 4.500 essenze vegetali.
- ⚡ Transizione energetica: installazione di un imponente impianto fotovoltaico da 2,7 MW.
- 🏗️ Costruzione sostenibile: utilizzo diffuso di tecniche di bioedilizia e sistemi di domotica per il controllo ottimizzato dei consumi.
Posizione e collegamenti
Situato lungo la costa adriatica, il resort vanta un posizionamento logistico strategico per i flussi del Nord Italia e gli hub aeroportuali: dista infatti 30 km da Ravenna, 60 km da Ferrara e circa 100 km dagli aeroporti di Bologna e Venezia.
L’iter autorizzativo, avviato nel 2014 e giunto all’approvazione del permesso di costruire nel 2024, apre ora il cantiere per quello che si preannuncia come uno dei progetti di hospitality all’aria aperta più innovativi del Mediterraneo.

