«Il turismo è incomprimibile perché è un settore che, nonostante tutto, riparte sempre più forte». Con questa analisi Stefano Pompili, Co-CEO di Veratour, ha aperto la conferenza di presentazione dei risultati finanziari 2025, definendolo «l’anno più importante e migliore di sempre» per il tour operator romano. Un ottimismo che oggi deve però misurarsi con la crisi in Iran, che sta ridisegnando la mappatura delle prenotazioni per il 2026.
Un 2025 da primato: 36esimo anno in utile consecutivo
I numeri confermano la solidità del modello “Made in Italy” di fascia alta:
- Fatturato Record: 265 milioni di euro (+8% sul 2024).
- Redditività: L’EBT (utile ante imposte) è salito a 23,1 milioni di euro (+16%), con un margine netto del 9%, più del doppio della media nazionale di settore.
- Obiettivi Futuri: Il piano aziendale punta a 285 milioni di euro nel 2026 e 310 milioni nel 2027.
L’incognita Medio Oriente: il “fattore aprile”
Nonostante un avvio d’anno brillante (+7% nel primo bimestre), il conflitto in Iran ha imposto una frenata a marzo. Il Mar Rosso, che nel 2025 ha rappresentato il 28% del business, segna attualmente un -8%.
«Siamo preoccupati, ma convinti di poter ripartire», ha spiegato Stefano Pompili. Il manager ha fissato una data spartiacque: «Se la crisi si risolverà entro il 30 aprile, avremo tutte le carte in regola per gestire bene l’estate, che per noi vale il 70% della produzione annua. Oltre tale data, le perdite potrebbero essere più grandi, ma restiamo fiduciosi: la nostra forza è di avere molte altre destinazioni che vanno a compensare quelle che sono in calo per motivi contingenti, non a caso vediamo grandi crescite verso ovest su Canarie e Capo Verde, nonché sulla Tunisia ».
Le previsioni di Veratour parlano di un fatturato stimato pari a 285 milioni di euro nel 2026 e 310 milioni di euro nel 2027, “ma erano state fatte prima della crisi mediorientale- conclude Stefano Pompili – tra circa un mese capiremo se questi risultati saranno fattibili o meno”
La nuova geografia del 2026: Italia e Tunisia in prima fila
La forza di Veratour risiede dunque nella diversificazione, che permette di compensare il rallentamento di aree come Egitto, Grecia, Cipro e Turchia (quest’ultime in flessione del 15% nel tailor made). La nuova mappa delle prenotazioni 2026 vede:
- Italia: +16%, destinata a essere la regina dell’estate.
- Tunisia: +21%, la meta più scelta dagli italiani in questo momento di incertezza.
- Canarie e Capo Verde: +12%, percepite come destinazioni “safe”.
Investimenti e Scouting: sguardo al 2028
Veratour non ferma i motori e conferma sei nuove aperture per il 2026 tra Grecia (Rodi), Spagna (Fuerteventura), Turchia (Bodrum), Egitto (Marsa Alam e Marsa Matrouh) e Zanzibar.
Daniele Pompili, Co-CEO, ha inoltre annunciato che lo scouting prosegue già in ottica 2028: «Cerchiamo nuove strutture in Sardegna, Calabria e Sicilia, ma guardiamo con attenzione anche ai Caraibi (Messico), alle principali isole greche e all’Egitto classico».
Resilienza e “sangue freddo”
Ricordando le crisi passate — dalla Guerra del Golfo all’11 settembre, fino al Covid — Stefano Pompili ha sottolineato come l’azienda abbia imparato a gestire l’imprevisto con fermezza: «Abbiamo metabolizzato questi eventi, imparando a essere freddi per dare tranquillità ai nostri team e ai clienti». Una fiducia supportata anche dall’alto tasso di fedeltà: il 43% dei viaggiatori (con punte del 70% in Sardegna) è un “repeater” che sceglie i villaggi Veratour ogni anno.

