Via Francigena del Sud, il Salento sperimenta un nuovo modello di turismo accessibile

La Via Francigena del Sud diventa laboratorio di un nuovo modello di turismo accessibile. Dal 23 al 25 settembre BTM InterAzioni – Poggiardo porta nel Salento buyer nazionali e internazionali, operatori e stampa specializzata per valorizzare un tratto di circa 120 chilometri dell’itinerario, compreso tra Lecce e Santa Maria di Leuca.

L’iniziativa punta a presentare il territorio attraverso una proposta turistica integrata che mette insieme patrimonio culturale, paesaggio, borghi, archeologia, luoghi di culto, enogastronomia e nuove modalità di fruizione. Il programma prevede un fam trip di due giorni rivolto a 20 buyer, con l’obiettivo di creare un collegamento tra la filiera turistica locale e i mercati internazionali. Il 25 settembre è inoltre previsto un incontro B2B tra buyer e seller del territorio.

L’appuntamento si inserisce nel progetto “Per una Via Francigena del Sud accessibile a tutti”, promosso dal Comune di Poggiardo, capofila dell’iniziativa, insieme all’Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF) e all’Associazione Mollare Mai, con azioni finanziate dal Ministero del Turismo. L’intervento interessa cinque tappe tra Lecce e Santa Maria di Leuca e coinvolge in particolare i territori di Poggiardo, Cannole, Giuggianello, Giurdignano, Martano, Palmariggi e Tricase.

Un progetto che amplia il concetto di accessibilità

Il progetto nasce con l’obiettivo di andare oltre la semplice eliminazione delle barriere architettoniche. La visione comprende le esigenze delle persone con disabilità motorie, sensoriali e cognitive, quelle degli anziani e di chi si trova temporaneamente in condizioni di ridotta mobilità o presenta particolari necessità.

Il piano prevede la mappatura dei punti critici, la georeferenziazione del percorso, dei servizi e dei luoghi di interesse, interventi di manutenzione straordinaria e la realizzazione di punti di sosta con kit di primo soccorso. Sono previste anche panchine smart alimentate da pannelli solari e QR code tattili.

Un ulteriore elemento riguarda la traduzione in LIS, la Lingua dei Segni Italiana, dei contenuti e delle informazioni utili alla fruizione del percorso. Il progetto comprende inoltre tecnologie immersive, con strumenti di realtà aumentata e realtà virtuale destinati a rendere più inclusiva la conoscenza del patrimonio attraversato dalla Via Francigena.

L’intervento segue il Vademecum AEVF sulla Via Francigena accessibile e si sviluppa nel solco delle iniziative “Via Francigena For All” e “HIKE4ALL”. L’obiettivo è sperimentare sul territorio salentino un modello che possa essere replicato in altri tratti della rete dei cammini.

Il progetto si collega inoltre alla candidatura della Via Francigena italiana a Patrimonio Mondiale UNESCO, il cui esito, secondo quanto indicato nel comunicato, sarà comunicato a ottobre.

Mazzi: «I cammini sono una delle più potenti espressioni dell’Italia»

La valorizzazione dell’accessibilità rientra nella strategia del Ministero del Turismo dedicata ai cammini italiani, considerati infrastrutture per lo sviluppo del turismo lento e sostenibile e strumenti per collegare i territori italiani alla rete europea dei grandi itinerari.

Nei giorni scorsi il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi ha sottolineato il ruolo dei cammini nella strategia nazionale di promozione turistica.

«I cammini sono una delle più potenti espressioni dell’Italia che vogliamo promuovere: un turismo lento, sostenibile, che rigenera i territori e le persone», ha dichiarato Mazzi.

Il ministro ha richiamato anche il ruolo della Via Francigena come asse di collegamento tra l’Europa e l’Italia: «Come Ministero abbiamo investito con convinzione sulla Via Francigena quale asse identitario che unisce l’Europa e l’Italia, dalle Alpi a Santa Maria di Leuca».

Per Mazzi, il progetto sviluppato nel Salento dimostra inoltre come accessibilità e innovazione possano procedere insieme, con l’obiettivo di rendere «un cammino bimillenario fruibile davvero da tutti, nessuno escluso».

Il ministro ha collegato la valorizzazione dei cammini anche alla capacità di generare ricadute economiche sui territori. «Valorizzare i cammini significa valorizzare le radici e le identità dei nostri borghi, creare economia reale nei territori e offrire al viaggiatore internazionale l’autenticità che solo l’Italia sa dare», ha affermato Mazzi.

Dal percorso alla destinazione turistica

Il programma di BTM InterAzioni prevede anche un momento di confronto con le scuole, in programma la mattina del 25 settembre, dal titolo “Francigena Salento in cammino: un’opportunità territoriale per il turismo del futuro”. L’obiettivo è coinvolgere gli studenti nella riflessione sulle potenzialità dell’itinerario e sulle competenze necessarie per trasformarle in opportunità professionali.

Nel pomeriggio si terrà invece il convegno nazionale “Francigena Salento in cammino: turismo, inclusione e innovazione per la valorizzazione territoriale”, con interprete LIS. Il confronto partirà dal progetto dedicato all’accessibilità per approfondire i nuovi modelli di inclusione e le modalità per rendere il percorso e i territori attraversati più facilmente fruibili.

Sono inoltre previsti due workshop dedicati alla comunicazione e al digitale. Tra i temi affrontati ci sarà il ruolo dell’ecosistema Google nella visibilità delle destinazioni e delle realtà locali. A chiudere i lavori sarà il panel istituzionale “Dove il cammino diventa Destinazione”, dedicato alle strategie territoriali e alle politiche di sviluppo.

Il passaggio centrale è quello da un itinerario da percorrere a una vera destinazione turistica, attraverso una maggiore integrazione tra Comuni, imprese, servizi e comunità locali.

Un modello che coinvolge sette Comuni

Per il presidente della Provincia di Lecce Fabio Tarantino, il progetto rappresenta l’occasione per sviluppare «un nuovo modello di turismo, radicato nella nostra storia e nei cammini tradizionali», intercettando un viaggiatore interessato alla scoperta del patrimonio culturale e dei luoghi meno conosciuti del Salento.

Il sindaco di Poggiardo Antonio Ciriolo sottolinea invece la doppia valenza dell’intervento: promuovere un territorio composto da sette Comuni e rendere il tracciato accessibile. Secondo Ciriolo, il tratto salentino rappresenta il secondo tratto della Via Francigena, dopo quello piemontese, a essere interessato da un intervento di questo tipo. L’obiettivo dichiarato è trasformare l’esperienza in un modello replicabile, capace di contribuire alla destagionalizzazione dei flussi e alla distribuzione delle ricadute economiche nei piccoli Comuni dell’entroterra.

Per Adriano Bolognese, presidente dell’Associazione Mollare Mai, l’accessibilità passa anche dalla qualità delle informazioni. L’esperienza diretta di un’escursione di quattro giorni lungo il tracciato ha permesso di individuare alcuni punti critici e studiare percorsi alternativi per garantire la continuità dell’itinerario. Tecnologia e strumenti digitali dovrebbero contribuire a ridurre le difficoltà di accesso alle informazioni e alla fruizione dei luoghi.

Nevio D’Arpa, CEO e founder di BTM Italia, definisce BTM InterAzioni un format pensato per creare connessioni tra territori, operatori, imprese e comunità. «Sarà un laboratorio operativo di tre giorni pensato per generare sinergie reali e per trasformare il potenziale locale in un’offerta turistica inclusiva, sostenibile, accessibile e autentica», afferma.

La tre giorni di Poggiardo si chiuderà con una degustazione dedicata alle produzioni e alle tipicità del Salento, curata da BTM Gusto. L’iniziativa gode del patrocinio della Provincia di Lecce.

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