Viaggi d’istruzione, le associazioni chiedono la riattivazione del tavolo interministeriale

Le principali associazioni del turismo organizzato tornano a sollecitare un confronto istituzionale sul tema dei viaggi d’istruzione. AIAV CNA Turismo, AIDIT Federturismo Confindustria, ASSOVIAGGI Confesercenti, FIAVET Confcommercio, FTO Confcommercio e MAAVI Conflavoro PMI hanno inviato una lettera congiunta al ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, chiedendo la riattivazione del Tavolo interministeriale dedicato ai viaggi scolastici. L’obiettivo è ottenere un quadro normativo più chiaro e uniforme, in grado di garantire continuità alle attività formative, pluralità dell’offerta e condizioni di concorrenza equilibrate per gli operatori del settore.

Secondo le associazioni, permane una situazione di incertezza che coinvolge non solo i viaggi d’istruzione, ma anche gli stage linguistici, gli scambi culturali, i percorsi di Formazione Scuola-Lavoro (FSL, già PCTO), i progetti finanziati nell’ambito del PON/PN Scuola e Competenze e le altre attività formative organizzate dagli istituti scolastici. Un comparto che ogni anno interessa milioni di studenti e famiglie e sostiene un’ampia filiera di imprese specializzate.

Le organizzazioni riconoscono i passi avanti compiuti negli ultimi mesi grazie ai chiarimenti forniti dalle amministrazioni competenti e agli orientamenti dell’ANAC recepiti dalla nota del Ministero dell’Istruzione e del Merito del 7 novembre 2025. Ritengono però che continuino a esistere interpretazioni difformi tra le scuole, soprattutto in relazione al ricorso agli affidamenti diretti, alle procedure negoziate senza bando, all’Accordo Quadro Consip e alla distinzione tra obblighi e facoltà di utilizzo degli strumenti di acquisto centralizzati.

«È indispensabile evitare che le scuole interpretino l’Accordo Quadro Consip come uno strumento sempre obbligatorio, esclusivo o automaticamente sostitutivo di ogni altra procedura consentita», dichiarano le Associazioni. «Occorre invece distinguere con chiarezza le diverse ipotesi: affidamenti diretti, procedure negoziate senza bando nella fascia tra affidamento diretto e soglia europea applicabile, ricorso alle centrali di committenza qualificate e procedure autonome quando la natura e la finalità dei viaggi lo consentano».

Le associazioni avvertono che indicazioni non uniformi o interpretazioni eccessivamente restrittive potrebbero limitare la programmazione delle attività didattiche, ridurre la varietà dell’offerta disponibile e, nei casi più critici, spingere gli istituti scolastici a rinunciare all’organizzazione dei viaggi.

Tra le richieste avanzate figura anche il completamento del quaderno operativo nazionale, elaborato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito con il contributo delle amministrazioni coinvolte e delle rappresentanze di settore. Il documento dovrebbe fornire indicazioni univoche su soglie, procedure, lotti funzionali, documentazione e gestione dei pacchetti turistici scolastici, offrendo un riferimento operativo sia alle scuole sia agli operatori del comparto.

«Le nostre osservazioni non hanno finalità oppositive», concludono le Associazioni, «ma mirano a garantire che i viaggi d’istruzione continuino a essere un’esperienza educativa accessibile, sicura e di qualità, preservando il pluralismo dell’offerta, la sostenibilità per le famiglie e la tenuta di un comparto composto in larga parte da imprese specializzate e radicate nei territori».

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