WorldHotels continua a crescere puntando su un modello che combina sviluppo internazionale, selezione delle strutture e maggiore integrazione tra rete commerciale, tecnologia e conoscenza del cliente. Il brand del gruppo BWH Hotels conta oggi oltre 250 hotel in circa 200 destinazioni nel mondo, con più di 40 nuove strutture in fase di sviluppo.
Una crescita che riguarda anche l’Italia e il Sud-Est Europa, dove il network punta a raggiungere quota 20 strutture entro la fine del 2026.
Per l’Italia, il piano si concentra in particolare sulle destinazioni del Sud, sui principali gateway internazionali, a partire da Roma, e su località meno convenzionali capaci di intercettare una domanda internazionale interessata a esperienze e identità territoriali.
Nel Sud-Est Europa la strategia guarda invece soprattutto ai Balcani, al Mediterraneo e al Caucaso.
Un’espansione sostenuta dalla forza del gruppo BWH che genera ungiro d’affari da 8,5 miliardi di dollari e conta una community di circa 70 milioni di membri iscritti ai programmi loyalty.
«L’espansione di WorldHotels non viene impostata semplicemente come una strategia di aumento del numero delle strutture. L’obiettivo dichiarato è una crescita selettiva, – sottolinea Ron Pohl, presidente di WorldHotels, – costruita sulla qualità delle singole proprietà e sulla loro capacità di portare nel network un’identità riconoscibile, un forte senso del luogo e una proposta competitiva sui mercati internazionali attraverso un mix equilibrato di hotel urbani, resort, proprietà lifestyle e progetti di ospitalità open-air».

L’Italia è un mercato strategico
La presentazione si è svolta presso il ristorante Vòce di Aimo e Nadia, dove lo chef Negrini ha creato una proposta gastronomica ispirata alle diverse città dove sono presenti strutture WorldHotels.
Durante la serata Sara Digiesi, CEO di Bwh Hotels Italy & South-East Europe, ha illustrato la logica che guida anche lo sviluppo italiano: affiancare alla presenza nelle grandi città e nei principali gateway una selezione di hotel capaci di rappresentare destinazioni e territori specifici.
«Gli albergatori indipendenti hanno sempre più bisogno di visibilità internazionale, tecnologia e supporto commerciale, ma vogliono giustamente proteggere le preziose identità delle proprie strutture – ha aggiunto Sara Digiesi. – La nostra strategia resta orientata alla qualità più che ai volumi: cerchiamo hotel con una storia autentica e convincente, un forte senso del luogo e il potenziale per competere a livello internazionale. WorldHotels crea valore collegando queste strutture distintive a una piattaforma globale, valorizzando ciò che le rende uniche».
La crescita italiana passa così da realtà già entrate nel network, – come il Sublimis Boutique Hotel di Camogli, boutique hotel in una villa ottocentesca in Liguria che entra nella collezione WorldHotels Elite, e l’Hotel Terme San Michele & SPA di Ischia, immerso in un giardino mediterraneo affacciato sul mare, che entra nella collezione WorldHotels Distinctive, – e da nuove aperture previste entro il 2026.
Tra queste figurano l’Horizon Wellness & SPA di Varese, con 63 camere, lo storico Hotel Savoia e Jolanda di Venezia, 45 camere affacciate sulla Riva degli Schiavon, destinato al segmento WorldHotels Elite, e Villa La Personala a Mirandola.
Il gruppo porterà inoltre per la prima volta in Italia il concept Backdrop, – già presente in USA con 3 strutture – con le strutture open-air Procida Camp & Resort Ciraccio e Procida Camp & Resort La Caravella, le prime in Europa, per complessive 41 unità tra glamping lodge vista mare, tiny house e airstream.

La scelta di lavorare su identità e posizionamento è legata anche al rafforzamento delle risorse commerciali. BWH Hotels ha creato una divisione dedicata alle attività Upscale & Luxury Worldwide Sales, con l’obiettivo di sostenere gli hotel indipendenti nell’accesso alla domanda internazionale
La tecnologia come infrastruttura commerciale
In questo scenario la tecnologia assume un ruolo sempre più centrale. Come spiega Ron Pohl «Dobbiamo cambiare il modo in cui presentiamo i nostri hotel ai potenziali viaggiatori nel momento della ricerca di una struttura. Nel 70% dei casi, chi cerca un hotel finisce per confermare la prima scelta proposta dall’AI. Quindi noi dobbiamo cercare di creare una tecnologia in grado di intercettare le esigenze di ogni singola persona, perché non ha più senso segmentare per generazioni boomers, millenials, Gen Z ecc, ma dobbiamo personalizzare al massimo la nostra offerta. Per questo stiamo lavorando sul database dei nostri membri dei programmi fedeltà per creare uno strumento che aiuti ogni singolo albergo a conoscere le aspettative di ogni singolo cliente e a fornirgli il miglior servizio possibile».

