Flotte aziendali, scatta la stangata del Decreto Omnibus sui fringe benefit: più 50% di tasse su auto datate e optional

decreto omnibus fringe benefit flotte aziendali

A partire dal periodo d’imposta 2026, il valore del fringe benefit in busta paga aumenta del 50% dopo il quinto anno dalla prima immatricolazione e del 5% per ogni accessorio fuori dalle tabelle ACI. L’obiettivo del Governo è accelerare il ricambio dei parchi auto aziendali, ma l’impatto economico ricadrà su lavoratori e imprese.

Il panorama della mobilità aziendale in Italia sta affrontando un importante cambio di passo fiscale. Con l’entrata in vigore del Decreto Legislativo n. 148 del 7 agosto 2026 (il cosiddetto decreto correttivo Omnibus), pubblicato in Gazzetta Ufficiale e operativo da agosto 2026, cambiano in modo sostanziale le regole per la determinazione del fringe benefit sulle auto concesse in uso promiscuo ai dipendenti e rendendo molto più complesso il calcolo. Il provvedimento non riscrive in toto la disciplina vigente, bensì ne completa e precisa alcuni tasselli applicativi, superando il vincolo della nuova immatricolazione che era stato originariamente introdotto dalla Legge di Bilancio 2025 con la riforma del fringe benefit.

La misura, che ridisegna l’articolo 51, comma 4, lettera a) del TUIR, punta in modo esplicito a un obiettivo industriale ed ecologico: incentivare il rinnovo delle flotte aziendali e disincentivare la permanenza sui nastri d’asfalto dei veicoli più datati ed inquinanti. Tuttavia, il meccanismo scelto, basato su maggiorazioni progressive dell’imponibile fiscale, rischia di trasformarsi in una vera e propria stangata per una platea stimata di oltre 327.000 autoveicoli, considerando che circa il 32% della flotta in noleggio a lungo termine in Italia supera la durata dei 48 mesi.

Anzianità del veicolo: scatta il super-prelievo del 50%

La novità principale risiede nell’introduzione del criterio dell’anzianità di immatricolazione come parametro di penalizzazione fiscale. Mentre in passato il calcolo dell’imponibile si basava primariamente sulla data e sul tipo di contratto al momento dell’assegnazione, dal 1° gennaio 2026 si guarderà all’età anagrafica del mezzo:

  • Veicoli fino a 5 anni: si applicano le aliquote ordinarie sul calcolo base delle Tabelle ACI 2026 (10% per i veicoli elettrici BEV, 20% per i plug-in hybrid PHEV e 50% per i modelli endotermici tradizionali benzina/diesel).
  • Veicoli oltre il 5° anno: a partire dal 1° gennaio dell’anno successivo al compimento del quinto anno dalla prima immatricolazione, il valore convenzionale del fringe benefit viene maggiorato del 50%.

I tre regimi di tassazione attualmente coesistenti

La normativa sul fringe benefit auto si articola oggi su tre diversi binari applicativi, a seconda della data di ordine, immatricolazione e stipula del contratto:

RegimeBase NormativaVeicoli InteressatiCriterio di CalcoloPercentuali Applicate
Nuovo Regime (dal 1° gennaio 2025)Art. 51, c. 4, lett. a), TUIR (modificato da L. 207/2024 e D.Lgs 148/2026)Immatricolati e concessi in uso promiscuo con contratti dal 1° gennaio 2025Percentuale forfettaria su tabelle ACI 2026 (15.000 km/anno)10% (Elettrici BEV)
20% (Plug-in PHEV)
50% (Altri veicoli)
Regime TransitorioArt. 1, c. 48-bis, L. 207/2024 (modificato da D.Lgs 148/2026)Concessi dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2024, o ordinati entro il 31/12/2024 e consegnati nel 2025Percentuale forfettaria su tabelle ACI 2024 in base alle emissioni di CO₂25% / 30% / 50% / 60% in base alla fascia CO₂
Valore Normale (residuale)Art. 51, c. 3, e art. 9 TUIRTutti i casi che non rientrano nei due regimi precedentiValore di mercato / canone di noleggio netto uso lavoroDeterminato caso per caso

Come cambia il calcolo: l’anzianità del veicolo (+50%)

È sull’impianto preesistente che si innesta la novità del Decreto Omnibus. A partire dal 1° gennaio 2026, il valore determinato secondo le percentuali base viene incrementato del 50% decorso il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di prima immatricolazione.

L’elemento chiave dell’intervento sta nel parametro prescelto: non la data di assegnazione al singolo lavoratore, ma la data di prima immatricolazione, valore oggettivo e non modificabile. Un aspetto cruciale riguarda quindi le riassegnazioni interne. L’anzianità è una caratteristica intrinseca del veicolo e non del lavoratore che lo conduce. Di conseguenza, passare la chiave di un’auto usata a un nuovo dipendente non azzera il contatore dei cinque anni. La maggiorazione del 50% seguirà la targa del mezzo, indipendentemente dal numero di driver che si sono succeduti al volante.

La stretta sugli optional fuori tabelle ACI: +5% per ogni allestimento

A complicare il quadro retributivo e contributivo si aggiunge la norma sugli accessori e optional. Spesso le vetture aziendali vengono arricchite con pacchetti tecnologici, sistemi di assistenza alla guida avanzati (ADAS), allestimenti speciali o interni di pregio che non compaiono nelle rilevazioni standardizzate del listino ACI. Se questi accessori sono forniti a carico dell’azienda e non acquistati direttamente dal dipendente, il decreto Omnibus stabilisce che il valore imponibile del benefit aumenterà di un ulteriore 5% per ciascun allestimento extra. Questo incremento si applica a cascata sul valore base e si cumula con l’eventualità della maggiorazione per anzianità.

La maggiorazione del 5% per gli optional non presenti in tabella ACI si applicherà dal 1° gennaio 2026 anche ai veicoli che rientrano nel regime transitorio (contratti 2020-2024). Per quest’ultimi, la norma stabilisce una clausola di salvaguardia: vengono fatti salvi i comportamenti adottati dai datori di lavoro fino al 31 dicembre 2025 in ordine alla tassazione degli accessori, senza che ciò dia luogo al rimborso di maggiori imposte eventualmente già versate.

Le ricadute pratiche e un esempio numerico

L’effetto combinato di queste disposizioni modificherà sensibilmente le trattenute IRPEF ed INPS presenti nella busta paga dei lavoratori che usufruiscono dell’auto promiscua.

Esempio pratico su un’auto diesel/benzina di media fascia:

  • Costo chilometrico ACI su 15.000 km annui: 6.000 €
  • Fringe benefit ordinario (aliquota 50%): 3.000 €/anno
  • Dopo il 5° anno di vita del mezzo (+50%): la base imponibile sale a 4.500 €/anno (+1.500 € di imponibile).
  • Con presenza di optional fuori tabella (+5%): l’imponibile finale raggiunge i 4.725 €/anno.

Poiché le soglie generali di esenzione dei fringe benefit per il 2026 sono fissate a 1.000 euro (elevate a 2.000 euro per i dipendenti con figli a carico), un incremento di tale portata dell’auto rischia di far sforare l’intero plafond del welfare aziendale fruito dal lavoratore, facendo scattare l’imposizione fiscale e contributiva sull’intero ammontare.

La transizione per i contratti 2020-2025

Il Decreto Omnibus interviene a correggere anche la formulazione del comma 48-bis della Legge n. 207/2024 (regime transitorio). Viene eliminato il limite temporale del 30 giugno 2025 per la consegna dei veicoli ordinati dall’azienda entro il 31 dicembre 2024. Nella versione precedente, i mezzi consegnati dopo il 30 giugno 2025 rischiavano di scivolare nel più penalizzante criterio del “valore normale”. Con la modifica, tutti i veicoli ordinati entro il 31 dicembre 2024 e consegnati nel corso dell’intero anno 2025 mantengono il regime favorevole legato alle emissioni di CO₂ fino al 31 dicembre del quinto anno successivo alla prima immatricolazione. Superata tale soglia dei 5 anni, anche per essi scatta l’incremento del 50%.

Quale impatto per fleet manager e imprese?

Per i Fleet Manager e le direzioni Risorse Umane si apre una complessa fase di audit operativo. La pianificazione del parco auto non potrà limitarsi alla sola comparazione dei canoni di noleggio o dei consumi energetici, ma richiederà una mappatura puntuale e automatizzata dell’intero parco circolante, ordinata per:

  1. Data di ordine dell’autoveicolo;
  2. Data di effettiva consegna e contratto di concessione;
  3. Data di prima immatricolazione (per calcolare con precisione lo scatto del 5° anno);
  4. Presenza di optional o allestimenti non compresi nelle tariffe standard ACI.

Questa classificazione risulterà indispensabile per evitare errori nei calcoli della busta paga dei dipendenti, gestire correttamente i conguagli fiscali e valutare il saggio di convenienza sui contratti di noleggio a lungo termine oltre i 48 mesi.

La riforma spinge in modo inequivocabile verso contratti di leasing e noleggio più brevi (non oltre i 36-48 mesi) e verso una definitiva accelerazione nella transizione verso veicoli full electric o plug-in hybrid, i soli in grado di mitigare, grazie alle aliquote ridotte del 10% e 20%, l’impatto fiscale delle nuove maggiorazioni.

Autore

  • Qualitytravel.it è il più letto web magazine indipendente b2b della travel & event industry. Fornisce news e analisi su turismo, business travel, marketing ed eventi: un punto di vista autorevole sui trend di settore e un utile strumento di lavoro per oltre 100mila lettori mensili.
    Scopri di più nel nostro Mediakit

    Il nostro impegno è quello di fornire un’informazione puntuale su novità del comparto, raccontare case study e consigli utili per l’attività quotidiana, offrire uno spaccato del mondo del lavoro e notizie di attualità su business, marketing, bandi e gare di settore. Consideriamo quello del turismo e degli eventi un unico grande settore da approcciare con una visione globale e non di parte, mostrando il fenomeno nel suo complesso, senza le distorsioni che avvengono quando si vuole parlare di una sola parte della filiera.
    Per restare sempre aggiornato iscriviti alla Newsletter

    Visualizza tutti gli articoli