Il brand di Gattinoni Travel dedicato alla fascia 21-45 anni rafforza la collaborazione con GoFar Tribe. Nel 2027 previsti sette viaggi insieme. Il modello punta su community, creator, esperienze locali e distribuzione attraverso una selezione di agenzie
DreamPacker accelera sul segmento dei viaggiatori tra i 21 e i 45 anni e rafforza la collaborazione con GoFar Tribe, la community fondata dai content creator Gordon, Yuri Sterrore, e Farid Shirvani. Dopo le prime esperienze del 2026, il progetto guarda al 2027 con sette viaggi in programma e una strategia che mette al centro il rapporto tra community digitali, prodotto turistico e rete agenziale.
La collaborazione è stata presentata a Milano in occasione dell’evento dedicato alle nuove proposte DreamPacker. Il progetto nasce dall’interno del Gruppo Gattinoni con un obiettivo preciso: avvicinare una fascia di clientela più giovane al mondo del viaggio organizzato, mantenendo però alle spalle la struttura, l’assistenza e la distribuzione di un grande gruppo turistico.
DreamPacker è infatti un brand costruito specificamente per il target 21-45 anni. L’idea, come spiegato durante l’incontro da Isabella Maggi, è partita proprio dall’osservazione di un limite della proposta tradizionale. Alcuni giovani che lavoravano nelle agenzie Gattinoni si erano posti una domanda semplice: quali prodotti avrebbero potuto vendere ai propri coetanei e agli amici?
Da quella riflessione è nato un progetto sviluppato con un’immagine, un naming e un linguaggio differenti rispetto a Gattinoni Travel, pur mantenendo alle spalle l’organizzazione del gruppo. Il modello prevede una distribuzione sia attraverso le agenzie sia online, con l’obiettivo di riportare una parte della clientela giovane anche all’interno dei punti vendita.
«DreamPacker nasce per interpretare modi diversi di viaggiare all’interno di una stessa generazione. La collaborazione con GoFar Tribe rafforza la dimensione della condivisione, trasformando una community digitale in un’esperienza reale», ha commentato Luca Prandini, Direttore Rete Diretta e Prodotto Interno Gattinoni Travel. «Con la programmazione 2027 continuiamo ad ampliare le possibilità di scelta, tra nuove destinazioni, esperienze e fasce di prezzo».
Dalla community digitale al viaggio
Il rapporto con GoFar Tribe rappresenta uno degli elementi più caratterizzanti del progetto. La community degli influencer diventa infatti un punto di contatto tra il pubblico digitale e il prodotto turistico.
Nel 2026 sono già partiti tre viaggi GoFar Tribe verso Islanda, Repubblica Dominicana e Stati Uniti. Entro la fine dell’anno sono previste altre quattro partenze: Sharm El Sheikh il 27 settembre, Giappone il 13 ottobre, New York il 25 novembre e Lapponia il 3 dicembre. Nel 2027 il programma prevede sette viaggi complessivi in collaborazione con GoFar Tribe. Tra quelli già annunciati figurano Thailandia, con partenza il 27 febbraio, Giappone il 16 aprile, Grecia il 30 maggio e Sudafrica il 1° agosto.
Il valore della collaborazione va oltre la semplice promozione sui social. Gli influencer possono partecipare direttamente ai viaggi e diventare parte dell’esperienza. Il viaggio viene costruito anche tenendo conto delle caratteristiche della community e degli interessi del creator coinvolto.
È un modello già sperimentato con proposte dedicate a temi specifici, dalla Corea alla K-Beauty fino a Londra legata all’universo di Harry Potter. La Cina è stata una delle esperienze più recenti.
«Le community degli influencer sono a tutti gli effetti un canale di vendita», è il concetto emerso durante la presentazione. Gli influencer parlano del viaggio al proprio pubblico, contribuiscono alla costruzione dell’esperienza e, quando partecipano direttamente alla partenza, diventano parte integrante del prodotto.
Il viaggio organizzato cambia formula
La proposta DreamPacker si colloca in una fascia del mercato che cerca il viaggio di gruppo, ma con caratteristiche diverse rispetto al tour organizzato tradizionale.
I gruppi ordinari arrivano a circa 15-16 partecipanti. I viaggi GoFar Tribe possono invece raggiungere circa 25-30 persone, proprio per la dimensione della community e per la diversa frequenza delle partenze. Nei viaggi GoFar Tribe, inoltre, non viene applicato lo stesso limite anagrafico previsto dal prodotto DreamPacker.
Il format punta a lasciare maggiore autonomia al viaggiatore. Le attività organizzate convivono con momenti liberi che consentono di esplorare la destinazione senza seguire necessariamente un programma completamente strutturato.
È una risposta a un cambiamento nella domanda. Il pubblico più giovane, secondo quanto raccontato da Gattinoni, cerca sempre più il contatto con le comunità locali, esperienze legate al territorio e occasioni di socializzazione. Il viaggio diventa anche uno strumento per conoscere altre persone.
La possibilità di partire da soli è, in questo senso, una componente importante. Molti viaggiatori scelgono il gruppo perché amici e conoscenti non hanno le stesse ferie o perché preferiscono comunque condividere l’esperienza con persone nuove.
Anche la sistemazione riflette questa impostazione. Le camere multiple fanno parte della formula, mentre chi desidera maggiore privacy può optare per una camera privata pagando un supplemento. L’obiettivo è mantenere la dimensione collettiva senza escludere esigenze differenti.
Tre fasce di prezzo
Il target 21-45 anni non viene considerato come un segmento omogeneo dal punto di vista della capacità di spesa. DreamPacker ha quindi articolato l’offerta in tre fasce: sotto i 1.500 euro, tra 1.500 e 2.500 euro e oltre i 2.500 euro.
La logica è quella di consentire al cliente di filtrare l’offerta anche sulla base del budget, oltre che della data di partenza e della tematica del viaggio.
La Cina, citata durante la presentazione, si colloca per esempio nella fascia più alta, con un prezzo intorno ai 3.500 euro. La programmazione comprende però anche formule più accessibili e destinazioni più vicine.
Il comunicato ufficiale conferma questa articolazione della domanda. Da una parte c’è una clientela con maggiore disponibilità economica, orientata verso il lungo raggio e tour ricchi di esperienze, con destinazioni come Perù, Vietnam e Cina. Dall’altra rimane una componente più sensibile al prezzo, interessata a destinazioni mediterranee e formule mare come Lampedusa e Kos.
Per il 2027 la programmazione DreamPacker si amplia inoltre con nuove destinazioni, tra cui Senegal e Mongolia.
L’agenzia resta centrale
La presenza di un canale digitale forte non significa per Gattinoni abbandonare la distribuzione tradizionale. Al contrario, il progetto è stato costruito per coinvolgere una parte della rete agenziale.
Non tutte le agenzie possono attualmente vendere DreamPacker. È stata effettuata una selezione sulla base della capacità di raggiungere e dialogare con il pubblico di riferimento. Nel corso dell’intervista è stato indicato in circa 400 il numero delle agenzie abilitate, su una rete complessiva che comprende circa 1.400-1.500 agenzie.
Le abilitazioni possono comunque aumentare. Gattinoni riceve nuove richieste e procede con la formazione delle agenzie che rispettano i requisiti previsti. Sono inoltre previsti webinar periodici e il supporto dei Dream Specialist, figure che affiancano gli agenti anche sul territorio.
La logica è quella di avvicinare il prodotto alle modalità con cui il pubblico giovane effettivamente acquista. L’agente può utilizzare WhatsApp, social network e strumenti digitali e può sviluppare modalità di vendita meno legate al tradizionale appuntamento in agenzia.
Il progetto viene quindi utilizzato anche come laboratorio per sperimentare un nuovo rapporto tra agenzia e cliente.
Il prezzo resta lo stesso online e in agenzia
Uno degli elementi sui quali Gattinoni punta per differenziare DreamPacker riguarda il rapporto tra e-commerce e rete fisica.
La tariffa è mantenuta in parity tra sito e agenzia. Il cliente non paga quindi un prezzo superiore scegliendo il punto vendita. È previsto inoltre un gadget aggiuntivo per chi prenota attraverso l’agenzia.
La strategia prova così a ribaltare una percezione ancora diffusa tra i consumatori più giovani, quella secondo cui l’acquisto in agenzia sarebbe necessariamente più costoso rispetto alla prenotazione online.
A questo si aggiunge una struttura di prodotto che punta a rendere il prezzo maggiormente leggibile. Il volo è incluso e gran parte delle esperienze previste dal programma sono già comprese nella quota. Il cliente dispone inoltre dell’assicurazione di viaggio Gattinoni e non è prevista una cassa comune obbligatoria.
Il tema della trasparenza del prezzo assume particolare rilievo nel confronto con i competitor del segmento. Durante la presentazione è stato sottolineato che un prezzo iniziale apparentemente più basso può aumentare durante il viaggio attraverso attività, servizi o contributi aggiuntivi. DreamPacker punta invece su una quota più definita in fase di prenotazione.
Una sfida anche per il futuro della rete
Il progetto ha una funzione che va oltre la vendita di viaggi. Per Gattinoni rappresenta un laboratorio interno attraverso il quale intercettare i comportamenti delle nuove generazioni e coinvolgere direttamente i giovani dipendenti nella costruzione del prodotto.
La programmazione viene infatti sviluppata insieme a figure interne giovani, tra cui Martina Coprini, entrata in azienda come stagista e oggi impegnata nella gestione della programmazione DreamPacker insieme a Luca Prandini.
Il principio è quello di utilizzare il punto di vista di chi appartiene al target per costruire prodotti destinati allo stesso pubblico. Una logica che riguarda anche la futura evoluzione della rete agenziale.
«Il cliente del futuro è quello che oggi ha 30 o 35 anni», è stato sottolineato durante l’incontro. Il ragionamento parte da un dato generazionale: il pubblico oggi giovane rappresenta la futura clientela senior delle agenzie. Intercettarlo in anticipo significa quindi costruire una relazione commerciale destinata a evolvere nel tempo.
La questione riguarda anche il modo di intendere il viaggio. Secondo quanto emerso dalla presentazione, il pubblico più giovane mostra interesse per sostenibilità, contatto con le comunità locali e maggiore libertà durante l’itinerario. Sono elementi che stanno entrando anche nella costruzione di prodotti organizzati tradizionalmente associati a programmi più rigidi.
La competizione nel segmento dei viaggi di gruppo
DreamPacker si muove in un mercato nel quale operano brand nati direttamente per il pubblico giovane e fortemente orientati alla comunicazione digitale. La risposta di Gattinoni non punta però a replicare quel modello sul piano della comunicazione, quanto a differenziare il prodotto. Tra gli elementi indicati figurano la presenza del volo nella quota, un numero elevato di attività già incluse, l’assicurazione, l’assenza della cassa comune e la distribuzione attraverso le agenzie con parity rate rispetto al canale online.
La scelta di Gattinoni è quindi quella di utilizzare gli asset di un gruppo tradizionale per costruire un prodotto rivolto a una generazione abituata a modalità differenti di ricerca e acquisto. Il progetto è nato come laboratorio interno, partendo proprio dal confronto con alcuni giovani delle agenzie. Come raccontato da Prandini, quella che inizialmente era una riflessione informale su quale prodotto poter vendere agli amici si è trasformata in un progetto strutturato e in un nuovo brand del gruppo.
Per il 2027 la sfida sarà quindi duplice: ampliare la programmazione e aumentare la riconoscibilità di DreamPacker presso il pubblico giovane, mantenendo contemporaneamente il ruolo delle agenzie come elemento distintivo del modello.

