Turismo del vino, la Valpantena punta sull’esperienza: successo per “In Collina”

I nuovi scenari dell’enoturismo al centro del convegno organizzato da Travel Hashtag Advisory. Tra dati, strategie territoriali e nuove forme di accoglienza, il confronto ha riunito imprese, istituzioni e operatori alla Collina dei Ciliegi

Il turismo del vino sta cambiando. La visita in cantina non è più soltanto un’occasione per acquistare una bottiglia o conoscere un’etichetta. Per una quota crescente di viaggiatori rappresenta un’esperienza costruita intorno a persone, territori, cultura e relazioni.

È stato questo il filo conduttore di “In Collina – Il Turismo del Vino tra Identità e Sviluppo Territoriale”, il nuovo format ideato da Travel Hashtag Advisory, che si è svolto nei giorni scorsi in Valpantena, nel territorio veronese. L’appuntamento ha riunito istituzioni, imprese, consorzi e professionisti del turismo e dell’enogastronomia per discutere delle prospettive dell’enoturismo e del suo ruolo nello sviluppo delle destinazioni.

A ospitare il convegno è stato lo spazio eventi de La Collina dei Ciliegi – Wine Resort & Restaurant, realtà che ha fatto della relazione tra territorio, vino e ospitalità uno degli elementi centrali del proprio progetto.

La Collina dei Ciliegi, un modello di ruralità contemporanea

La scelta della location ha rappresentato uno degli elementi caratterizzanti dell’iniziativa. La Collina dei Ciliegi è nata infatti dal recupero di un antico borgo di origine cimbra, restaurato attraverso il recupero dei metodi costruttivi tradizionali dei rifugi della Lessinia.

Pietra, calce viva, legno e fibre naturali sono stati utilizzati nel progetto di recupero, con l’obiettivo di mantenere il legame con l’architettura e con il paesaggio locale.

Il risultato è una concezione di ruralità contemporanea, nella quale l’ospitalità viene costruita attraverso il rapporto tra natura, territorio, benessere e sostenibilità. Una formula che interpreta il resort come parte integrante dell’esperienza della destinazione, più che come semplice struttura ricettiva.

Dal prodotto alla destinazione

Ad aprire i lavori è stato Nicola Romanelli, Founder di Travel Hashtag Advisory, che ha posto l’attenzione sull’evoluzione delle motivazioni di viaggio. Emozioni ed esperienze sono diventate elementi centrali nella scelta di una destinazione e, di conseguenza, anche nella progettazione dell’offerta turistica.

Sulla stessa linea si è sviluppato l’intervento di Massimo Gianolli, Presidente de La Collina dei Ciliegi, che ha illustrato la filosofia alla base del progetto di ospitalità. La terra, secondo la visione presentata durante l’incontro, deve essere considerata come un patrimonio da custodire e valorizzare. Il rapporto con il territorio diventa così parte integrante dell’esperienza proposta al visitatore.

Il confronto istituzionale ha quindi affrontato il tema della diversificazione dell’offerta turistica veneta. Stefano Sisto, Direttore della Direzione Turismo e Marketing Territoriale della Regione Veneto, ha sottolineato l’importanza di valorizzare anche le aree meno interessate dai grandi flussi turistici, ampliando la proposta regionale.

Per Gianni Bruno, Direttore Generale di Veronafiere, la visita in cantina continua a rappresentare un momento particolarmente importante nella relazione tra produttore e consumatore. L’incontro diretto consente infatti di raccontare il prodotto, il territorio e la filosofia aziendale, creando le condizioni per una relazione che può tradursi anche in opportunità commerciali.

A chiudere la sessione istituzionale è stato Gian Marco Centinaio, Vicepresidente del Senato, che ha richiamato la varietà dell’offerta turistica italiana, definendo l’Italia come il Paese dei “turismi”. In questo scenario il vino assume anche una funzione di accoglienza e di costruzione dell’esperienza.

Enoturismo, in Italia 18 milioni di persone coinvolte nelle esperienze legate al vino

A fornire una fotografia della domanda è stata Roberta Garibaldi, docente universitaria e Presidente dell’Associazione Italiana Turismo Enogastronomico (AITE).

Secondo i dati presentati durante il convegno, nel 2026 gli italiani coinvolti in esperienze legate al mondo del vino sono arrivati a 18 milioni, con una crescita di 4,5 milioni rispetto al 2024.

Un altro dato riguarda le motivazioni alla base della scelta. Per la prima volta, secondo quanto illustrato durante l’incontro, il desiderio di visitare una cantina a conduzione familiare, indicato dal 27% degli intervistati, ha superato quello legato all’acquisto di bottiglie a prezzi vantaggiosi, fermo al 25%.

Il dato evidenzia un cambiamento nella relazione tra consumatore e prodotto. La bottiglia resta il risultato finale dell’esperienza, mentre la visita, l’incontro con il produttore e la conoscenza del territorio assumono un peso crescente nel processo di scelta.

La sfida della cooperazione tra gli operatori

Il tema dello sviluppo territoriale è stato al centro del panel dedicato alla costruzione di un ecosistema turistico integrato.

Luca Carnesecchi, CEO di Italia Highlights, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di disporre di infrastrutture e servizi adeguati alle nuove esigenze della domanda.

Beatrice Benoni, Project & Events Coordinator di Destination Verona Garda Foundation, ha illustrato le strategie finalizzate a mettere in relazione gli operatori e a costruire una proposta territoriale maggiormente coordinata.

Un tema particolarmente rilevante per un’area caratterizzata da una forte frammentazione dell’offerta. Christian Marchesini, Presidente del Consorzio Tutela Vini Valpolicella, ha ricordato la complessità del coordinamento in un territorio che conta 2.240 produttori.

Dal punto di vista della Valpantena, Igor Boccardo, Presidente della Rete Valpantena, ha evidenziato la necessità di superare la separazione tra il prodotto enologico e il territorio nel quale viene prodotto. L’obiettivo indicato è quello di costruire una destinazione riconoscibile, capace di presentarsi al mercato attraverso un’identità condivisa.

Sul tema del posizionamento è intervenuto anche Massimo Bullo, CEO di Duomo18 e CMO de La Collina dei Ciliegi. Al centro del suo intervento il valore della memorabilità dell’esperienza, considerata un elemento determinante nella costruzione del valore percepito e della distintività dell’offerta turistica.

Dall’ospitalità alla responsabilità verso il territorio

Prima delle conclusioni, il programma ha previsto un’intervista condotta da Daniela Ballarini a Massimo Gianolli, dedicata alle radici del progetto, al rapporto con la terra e alla responsabilità dell’imprenditore.

Il confronto ha riportato il tema della costruzione della destinazione alla dimensione imprenditoriale e territoriale. Attorno a La Collina dei Ciliegi, infatti, il progetto non riguarda esclusivamente la produzione vitivinicola e l’ospitalità, ma si inserisce in una rete più ampia di relazioni tra imprese e operatori.

Un esempio è rappresentato dalla Rete Valpantena, nata con l’obiettivo di mettere in relazione realtà differenti e sviluppare una visione comune per la vallata.

È proprio sulla capacità di fare sistema che si è concentrata una parte significativa del confronto. L’enoturismo, secondo i temi emersi durante “In Collina”, richiede infatti una proposta capace di integrare vino, ospitalità, cultura, gastronomia, paesaggio e servizi.

La sfida per i territori vitivinicoli diventa quindi quella di trasformare la visita in cantina in un punto di accesso a un’esperienza più ampia. Il prodotto resta centrale, ma la destinazione diventa parte integrante del racconto.

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