Carloforte cresce senza snaturarsi: accessibilità e identità al centro del turismo

Carloforte, comune sardo sull’isola di San Pietro, affronta una nuova fase della propria crescita turistica puntando su un equilibrio tra aumento dei flussi, qualità dell’accoglienza e tutela dell’identità locale. Tra maggio e settembre 2025 le strutture ricettive del Comune hanno registrato quasi 50 mila presenze, il dato più elevato dell’ultimo decennio per lo stesso periodo. Il risultato conferma l’interesse crescente per l’Isola di San Pietro e si inserisce in una progressiva estensione della stagione turistica oltre i mesi centrali dell’estate. La sfida per la destinazione è ora trasformare questa crescita in un modello più strutturato, capace di migliorare la fruibilità del territorio senza alterarne le caratteristiche culturali e sociali.

In questo percorso l’accessibilità assume un ruolo centrale. Il tema viene affrontato dal Comune attraverso CARLOFORTE TÜTTI INSÉMME, progetto inserito nel programma regionale L’Isola che Accoglie – Turismo accessibile e inclusivo in Sardegna, promosso dalla Regione Autonoma della Sardegna e finanziato dal Fondo unico per l’inclusione delle persone con disabilità. Il programma coinvolge anche Alghero, La Maddalena e Orosei. Ha una durata di 24 mesi e dispone complessivamente di 1,77 milioni di euro di risorse regionali.

L’accessibilità parte prima della partenza

Il progetto amplia il concetto tradizionale di turismo accessibile. L’attenzione non è rivolta esclusivamente all’abbattimento delle barriere architettoniche, ma alla possibilità per ogni visitatore di raccogliere informazioni attendibili, programmare il soggiorno, muoversi sul territorio e utilizzare i servizi in maniera autonoma.

Per un’isola questa esigenza assume una particolare rilevanza. L’esperienza di viaggio comincia infatti prima dell’arrivo a destinazione, dalla ricerca delle informazioni alla prenotazione, dall’organizzazione del trasferimento all’imbarco sul traghetto fino agli spostamenti sull’Isola di San Pietro.

Un’informazione incompleta o poco precisa sulle caratteristiche di una struttura, di una spiaggia o di un servizio può diventare una barriera concreta. Sapere in anticipo quali siano le condizioni effettive di accessibilità permette invece al viaggiatore di organizzare il soggiorno sulla base delle proprie esigenze.

A dare supporto tecnico al Comune sarà World4All, startup italiana specializzata nei temi dell’accessibilità. L’attività prevede sopralluoghi e rilevazioni tecniche nei luoghi e nei servizi interessati dal progetto, con l’obiettivo di documentarne le caratteristiche effettive.

I dati raccolti saranno utilizzabili anche attraverso l’app World4All, che prevede schede georeferenziate, fotografie e informazioni sulle condizioni di accessibilità. Il principio alla base dell’iniziativa è quello di superare una definizione generica di “luogo accessibile” e fornire invece informazioni concrete che consentano alle persone di valutare autonomamente la compatibilità di uno spazio o di un servizio con le proprie necessità.

Dalle spiagge ai trasporti

Carloforte dispone già di alcune infrastrutture dedicate all’accessibilità delle proprie spiagge. La Caletta, La Bobba, Punta Nera e Il Giunco sono dotate di interventi e attrezzature che comprendono passerelle, solarium, pontili galleggianti, servizi igienici e sedie J.O.B., destinate a facilitare l’accesso al mare alle persone con specifiche esigenze di mobilità.

CARLOFORTE TÜTTI INSÉMME punta a partire da questo patrimonio per estendere l’intervento ad altri aspetti dell’esperienza turistica.

Il progetto prende in considerazione anche le esigenze sensoriali e cognitive, la comprensibilità delle informazioni e la possibilità di pianificare gli spostamenti. L’obiettivo è costruire una lettura complessiva dell’accessibilità della destinazione, evitando che questa venga associata esclusivamente alla presenza di rampe o altri dispositivi per la mobilità.

Una parte del lavoro riguarderà inoltre i servizi di trasporto, sia marittimi sia terrestri, e i punti di informazione turistica.

Formare chi accoglie

L’accessibilità passa anche dalle competenze degli operatori. Per questo il progetto prevede un’attività di formazione rivolta alle persone che quotidianamente entrano in contatto con residenti e visitatori.

Saranno coinvolti personale comunale, operatori degli Info Point, imprese turistiche e balneari e addetti ai trasporti. Attraverso la World4All Academy verranno forniti strumenti per comprendere esigenze differenti e migliorare le modalità di comunicazione e di accoglienza nei confronti delle persone con disabilità e delle persone neurodivergenti.

World4All affiancherà inoltre il progetto con attività di disability management, attraverso il confronto con associazioni e realtà locali. Sono previsti incontri pubblici e momenti di restituzione dei risultati, con l’obiettivo di utilizzare dati ed esperienze raccolti sul territorio per orientare anche le future politiche di destinazione.

Una comunità con quasi un residente su tre over 65

La dimensione dell’accessibilità riguarda direttamente anche la popolazione residente.

Al 1° gennaio 2025, secondo i dati Istat riportati nel progetto, quasi un residente su tre a Carloforte aveva almeno 65 anni. Migliorare la fruibilità degli spazi, rendere più semplici gli spostamenti e aumentare la chiarezza delle informazioni può quindi produrre effetti che vanno oltre la stagione turistica.

È uno degli elementi più interessanti dell’iniziativa. Un’infrastruttura o un servizio progettato per essere più facilmente utilizzabile da un visitatore con esigenze specifiche può diventare più funzionale anche per una popolazione anziana, per le famiglie con bambini o per chi incontra temporaneamente difficoltà nella mobilità.

L’accessibilità viene quindi interpretata come una caratteristica trasversale della destinazione, con ricadute sulla qualità della vita quotidiana e sull’esperienza dei visitatori.

Il turismo accessibile come mercato

Il progetto si inserisce in un mercato potenziale di dimensioni rilevanti. Secondo i dati citati da World4All, in Italia il turismo accessibile genera 9,6 miliardi di euro tra effetti diretti e indotti e rappresenta l’8,2% delle presenze turistiche nazionali.

La domanda potenziale rimane però in parte inespressa. Tra i circa 13 milioni di italiani con disabilità di diverso livello e grado, tre persone su quattro rinuncerebbero a viaggiare a causa della difficoltà nel reperire informazioni affidabili sull’effettiva accessibilità di strutture e servizi.

Per una destinazione insulare il tema assume un peso ulteriore, perché la pianificazione del viaggio richiede informazioni coordinate su più segmenti della filiera: trasporto, ospitalità, mobilità locale, spiagge, attrazioni, ristorazione e servizi.

L’identità tabarchina resta centrale

La crescita di Carloforte si confronta intanto con un patrimonio culturale che rappresenta uno dei principali elementi distintivi dell’isola. La città è infatti una isola linguistica ligure: il paese venne fondato nel 1738 da famiglie liguri originarie di Pegli, che avevano trascorso un lungo periodo sull’isola tunisina di Tabarka. Da questa storia deriva l’identità tabarchina della comunità, ancora oggi riconoscibile nella lingua, una varietà di genovese, nelle tradizioni e nel rapporto con il mare.

La cultura marinara è legata alla pesca e alla lavorazione del tonno e costituisce una componente dell’identità locale che il crescente interesse turistico contribuisce a rendere più conosciuta. La questione per Carloforte è quindi quella di governare la crescita evitando che l’aumento dei visitatori comporti una perdita degli elementi che rendono la destinazione riconoscibile.

«Carloforte vuole continuare a crescere come destinazione senza perdere ciò che la rende riconoscibile e unica: la propria storia, la cultura tabarchina e il rapporto con il territorio», dichiara Stefano Rombi, sindaco di Carloforte. «Per questo lavoriamo non soltanto per ampliare la stagione turistica, ma per migliorare la qualità dell’esperienza che offriamo. Rendere Carloforte più accessibile significa allargare concretamente la possibilità di viverla e farlo con un approccio strutturato, mettendo insieme gli interventi già realizzati e competenze specialistiche come quelle che World4All porterà nel progetto».

Dalla Sardegna a un modello replicabile

Per World4All, Carloforte rappresenta anche un laboratorio per un approccio più ampio al turismo inclusivo.

«Una destinazione accessibile non è quella che si definisce tale, ma quella che mette ogni persona nelle condizioni di scegliere in autonomia», spiega Francesca Serra, Disability Manager di World4All e responsabile delle attività sul territorio sardo. «Per chi viaggia significa poter sapere prima di partire se un luogo, un trasporto o un servizio risponderanno realmente alle proprie esigenze, senza affidarsi a informazioni generiche».

L’attività della startup in Sardegna rappresenta il primo presidio territoriale di un progetto che punta a sviluppare un modello di turismo inclusivo potenzialmente applicabile anche ad altre destinazioni italiane ed europee.

Per Carloforte, il percorso mette quindi insieme tre direttrici: destagionalizzazione, accessibilità e tutela dell’identità locale. Il dato delle quasi 50 mila presenze registrate tra maggio e settembre 2025 indica una domanda già significativa. La fase successiva consiste nel trasformare questa crescita in una maggiore qualità complessiva della destinazione, intervenendo sulle condizioni che permettono di viverla in autonomia durante tutto l’anno.

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