La Sicilia sta facendo i conti con le conseguenze del ciclone Harry, la tempesta mediterranea che tra il 19 e il 22 gennaio 2026 ha investito l’isola con piogge torrenziali, venti intensi e mareggiate eccezionali. L’evento, definito dagli enti di protezione civile come estremamente severo, ha causato danni ingenti alle infrastrutture, alle attività economiche e al territorio, soprattutto lungo la fascia costiera ionica e tirrenica.
Le prime stime ufficiali indicano che solo in Sicilia i danni diretti ammontano a circa 740-741 milioni di euro. Questa cifra comprende gli impatti su strade litoranee, stabilimenti balneari, porticcioli, infrastrutture urbane e rurali, attività produttive e del turismo. Le province maggiormente colpite risultano Catania, Messina e Siracusa. Tra i paesi colpiti ci sono molte note località turistiche come Taormina, Acireali, Giardini Naxos, Letojanni, Furci Siculo e Marzamemi
A queste perdite si sommano mancati redditi per le imprese locali, sospensioni di attività commerciali e turistiche e costi indiretti legati alla ricostruzione e alla logistica. Sommando gli effetti economici indiretti e i danni nelle altre regioni del Sud, la stima complessiva dell’impatto economico supera il miliardo di euro. Le onde record, misurate fino a 16 metri di altezza tra Sicilia e Malta, hanno aggravato l’azione sulle coste, cancellando tratti di litorale e sommergendo infrastrutture portuali.
Danni materiali e tessuto urbano
Gli effetti del ciclone sono visibili su larga scala:
- infrastrutture viarie e ferroviarie: arterie costiere e collegamenti interni gravemente compromessi con chiusure e voragini registrate in diversi tratti.
- porti e marine: porticcioli danneggiati o distrutti, con imbarcazioni affondate o trascinate
- attività produttive e imprese locali: stabilimenti balneari scoperchiati, esercizi commerciali allagati, agricoltura rurale pesantemente colpita nelle province più interne.
- abitazioni e servizi urbani: allagamenti diffusi, tetti scoperchiati e interruzioni nella rete elettrica e idrica in diversi comuni costieri.
Risposta istituzionale e prospettive
La Regione Siciliana ha dichiarato lo stato di emergenza regionale e ha approvato un primo stanziamento di circa 70 milioni di euro per interventi urgenti sul territorio. Contestualmente è stata avviata la procedura per richiedere il riconoscimento di emergenza nazionale, fondamentale per sbloccare fondi straordinari e meccanismi di ristoro per cittadini e imprese.
Le richieste includono anche lo stato di calamità naturale, promosso da associazioni di categoria e amministrazioni locali per accelerare i risarcimenti e attivare strumenti di sostegno economico specifici.

