Come viaggeremo nel 2026: il viaggio come leva di benessere duraturo

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Viaggi più lunghi e meno frequenti, esperienze costruite attorno al benessere psicofisico, mete lontane dai flussi di massa e un uso crescente della tecnologia a supporto della personalizzazione. Sono queste alcune delle direttrici che, secondo Evaneos, influenzeranno il modo di viaggiare nel 2026. La piattaforma specializzata in turismo responsabile individua una domanda sempre più orientata a itinerari su misura, guidati da esperti locali, capaci di generare valore nel tempo e di rafforzare il legame tra viaggiatori, territori e comunità.

Meaningful travel: meno viaggi, ma più lunghi e profondi
Nel 2026 la durata del soggiorno diventa una variabile centrale. Cresce la preferenza per viaggi più estesi, a scapito delle brevi fughe del fine settimana. Una scelta che risponde a più esigenze. Da un lato la volontà di entrare in contatto con la cultura locale, costruendo relazioni e vivendo il territorio con maggiore lentezza. Dall’altro la ricerca di soluzioni che rendano compatibili lavoro e viaggio, attraverso formule di workation sempre più diffuse. Sullo sfondo, una maggiore attenzione all’impatto ambientale, con l’obiettivo di ridurre le emissioni per singolo viaggio e di dare maggiore significato allo spostamento. Destinazioni di lungo raggio come America Latina, Medio Oriente o Asia-Pacifico si prestano a questo approccio, così come mete più vicine, in Europa o nel Nord Africa, scelte per itinerari articolati e meno frenetici.

Unicità come criterio di scelta
Accanto alla durata, cresce il peso dell’unicità. Evaneos registra un interesse in aumento verso destinazioni finora considerate marginali rispetto ai circuiti tradizionali, come l’Asia centrale o alcune aree dell’Asia interna. Non si tratta soltanto di “nuove mete”, ma di esperienze legate a eventi naturali difficilmente replicabili. Fenomeni come l’aurora boreale, la bioluminescenza marina, le grandi migrazioni animali o specifiche manifestazioni geologiche e climatiche diventano il fulcro del viaggio. A questi si affiancano paesaggi estremi e stagionali, in particolare invernali, scelti per la loro capacità di offrire isolamento, silenzio e un contatto diretto con l’ambiente. In questo scenario, anche l’alloggio assume un ruolo centrale. Rifugi di montagna, strutture panoramiche in vetro o sistemazioni tradizionali in aree remote contribuiscono a rendere l’esperienza coerente con il desiderio di autenticità.

Longevity travel: il viaggio come investimento personale
Il benessere non è più un effetto collaterale della vacanza, ma una motivazione primaria. Retreat dedicati a yoga, mindfulness, respirazione consapevole e movimento in natura registrano una domanda in crescita, così come soggiorni orientati al silenzio, alla disconnessione digitale e a ritmi rallentati. Si moltiplicano le proposte legate alla qualità del sonno, alla gestione dello stress e alla rigenerazione mentale. In parallelo, aumenta l’attenzione verso territori noti per la longevità delle loro comunità e per pratiche tradizionali legate alla salute, dal forest bathing alle discipline mediche ancestrali. Il viaggio viene percepito come una scelta di stile di vita, non come una semplice pausa, con benefici che proseguono anche dopo il rientro.

Vacanze multigenerazionali: il valore del tempo condiviso
Tra i trend più evidenti del 2026 emerge la crescita delle vacanze multigenerazionali. Evaneos segnala un incremento significativo della domanda di viaggi su misura per famiglie allargate, che coinvolgono più generazioni. Il viaggio diventa un’occasione per ricostruire relazioni e creare ricordi comuni, spesso in risposta alla distanza geografica che separa nonni, genitori e figli. Le esperienze proposte privilegiano attività condivise e formative, a contatto con la natura e la cultura locale. Dalle escursioni e dalle attività outdoor alle esperienze educative legate all’ambiente e alle tradizioni, l’obiettivo è offrire contenuti adatti a età diverse, mantenendo un forte valore esperienziale.

Iper-personalizzazione: AI e competenza umana
L’intelligenza artificiale assume un ruolo crescente nella fase di ispirazione e progettazione del viaggio. Algoritmi e strumenti predittivi consentono di analizzare preferenze, ritmi e interessi dei viaggiatori, suggerendo itinerari sempre più aderenti alle aspettative individuali. Evaneos utilizza queste tecnologie per facilitare il primo contatto con gli esperti locali e per strutturare proposte personalizzate. Allo stesso tempo, la piattaforma sottolinea i limiti di un approccio esclusivamente automatizzato. Informazioni imprecise, valutazioni incomplete o suggerimenti poco realistici rendono indispensabile il contributo umano. Il valore aggiunto nasce dalla combinazione tra efficienza tecnologica e conoscenza diretta del territorio. L’AI supporta l’organizzazione e l’ispirazione, mentre gli operatori locali garantiscono affidabilità, profondità e coerenza dell’esperienza.

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