L’estate 2026 si apre all’insegna della prudenza per il turismo organizzato italiano. Le tensioni geopolitiche internazionali, in particolare nell’area del Golfo, hanno influenzato le prenotazioni e modificando le preferenze dei viaggiatori. Nonostante ciò, il comparto dimostra una buona capacità di adattamento, puntando sulle destinazioni di prossimità, sulle crociere e su una maggiore flessibilità dell’offerta.
È quanto emerge dall’ultimo Osservatorio di Fiavet Confcommercio, realizzato tra le agenzie di viaggio associate, che fotografa un mercato in rallentamento rispetto ai risultati record degli anni precedenti, ma ancora in grado di mantenere una sostanziale tenuta.
Secondo l’indagine, il 59% delle agenzie registra una diminuzione delle prenotazioni superiore al 15%, mentre il 22% segnala una flessione più contenuta, compresa tra il 5% e il 15%. Il 15% dichiara invece volumi stabili e una piccola quota, pari al 4%, osserva addirittura una crescita. Un quadro che, secondo Fiavet, non indica una rinuncia alle vacanze, quanto piuttosto un cambiamento nei comportamenti d’acquisto.
Il fenomeno più evidente è infatti quello delle prenotazioni sotto data. Il 67% delle agenzie rileva un forte incremento del last minute: i viaggiatori attendono più a lungo prima di confermare la partenza, preferendo decidere a ridosso della data di viaggio e affidandosi alla consulenza degli agenti per individuare le migliori opportunità.
Le difficoltà maggiori riguardano le destinazioni asiatiche e il lungo raggio orientale. Il 56% delle agenzie segnala infatti cambi di destinazione dovuti alle criticità dei collegamenti aerei, mentre il 22% dei clienti richiede espressamente voli diretti. A questo si aggiunge il tema dei prezzi: il 70% degli operatori prevede un aumento dei costi dei biglietti verso l’Oriente compreso tra il 15% e il 30%.
In questo scenario, il Mare Italia si conferma la principale destinazione dell’estate. Sardegna e Sicilia guidano le preferenze, indicate dal 63% delle agenzie come le mete più richieste. Ottimi risultati anche per Spagna, Baleari, Canarie e Portogallo, scelti dal 41% degli operatori, una percentuale identica a quella registrata dalle capitali europee e dai Paesi del Nord Europa.
Mantiene un forte appeal anche la Grecia, indicata dal 26% delle agenzie, mentre il Nord America raccoglie il 15% delle preferenze, beneficiando in parte dello spostamento dei flussi originariamente destinati all’Asia.
Il riassetto delle preferenze riguarda anche il segmento dei viaggi di nozze. Nel 45% dei casi le coppie hanno mantenuto la destinazione inizialmente scelta grazie a una diversa organizzazione dei voli e degli scali. Nel 30% delle prenotazioni, invece, la meta è stata modificata privilegiando Nord America, Messico e Polinesia.
Tra i prodotti che mostrano maggiore resilienza figurano le crociere. Per il 59% delle agenzie le vendite sono rimaste in linea con gli ottimi risultati degli anni passati, mentre l’11% registra una crescita significativa. Gli itinerari più richiesti sono quelli nel Mediterraneo occidentale, con tappe in Italia, Spagna e Francia, insieme alle crociere nel Nord Europa e nei fiordi.
Sul fronte dei prezzi, Fiavet sottolinea che gli aumenti legati al carburante e alle tariffe aeree riguardano principalmente le nuove prenotazioni. Il 67% delle agenzie precisa infatti che i pacchetti già acquistati dai clienti non hanno subito variazioni di prezzo, mentre in circa un quinto dei casi gli eventuali incrementi sono stati assorbiti dai partner commerciali della filiera.
L’indagine evidenzia inoltre come la volontà di partire resti molto forte. Un terzo dei viaggiatori accetta gli aumenti pur di non rinunciare alle vacanze, mentre il 19% preferisce rivedere il budget, riducendo la durata del soggiorno o scegliendo servizi differenti, senza però cancellare il viaggio.
«La situazione migliora di giorno in giorno, ma auspichiamo una soluzione rapida dei conflitti in corso», afferma il presidente di Fiavet Confcommercio, Gian Mario Pileri. «Le percentuali emerse dall’indagine rappresentano una media del mercato, ma non tutte le agenzie operano sugli stessi segmenti. Chi lavora prevalentemente con gli Emirati Arabi vive naturalmente una situazione diversa rispetto a chi è focalizzato sul Mare Italia».
Pileri evidenzia inoltre il ruolo svolto dalle istituzioni e dagli operatori del settore nel rassicurare il mercato. «Il Ministero del Turismo ha reagito rapidamente con una campagna di comunicazione che ha contribuito a contenere l’allarmismo. Parallelamente, tutta la filiera, dalle agenzie ai vettori aerei e navali, sta lavorando per offrire maggiore flessibilità e nuove formule di tutela ai viaggiatori. È una dimostrazione della capacità del turismo italiano di fare sistema anche nelle fasi più complesse».

