Il settore delle agenzie di viaggio torna al centro del confronto istituzionale. Nel corso dell’audizione presso la Commissione Finanze del Senato, Fiavet Confcommercio ha portato all’attenzione del legislatore le criticità che stanno colpendo il turismo organizzato, chiedendo misure urgenti per sostenere un comparto esposto a forti tensioni internazionali e a nuovi oneri fiscali.

L’intervento si inserisce nell’ambito dell’esame dei disegni di legge n. 1845, 1852 e 1865, relativi a tematiche fiscali e all’andamento dei prezzi petroliferi, elementi che stanno incidendo direttamente sull’operatività delle imprese turistiche.

Al centro dell’audizione, l’impatto delle crisi geopolitiche nel Golfo Persico, area strategica per i collegamenti tra Italia, Asia e Australia, che concentra circa il 60% dei flussi turistici su queste direttrici. La chiusura di alcuni spazi aerei e l’allungamento delle rotte hanno determinato un aumento significativo dei costi, con il prezzo del carburante aeronautico raddoppiato e una conseguente riduzione delle rotte disponibili.

Per le agenzie di viaggio, questo scenario si traduce in un aumento delle attività operative legate alla gestione delle emergenze: riprotezioni, modifiche delle prenotazioni e assistenza continua ai clienti, con un impatto diretto su costi e organizzazione aziendale. A questo si aggiunge la preoccupazione per possibili criticità negli aeroporti italiani legate alla disponibilità di carburante nei prossimi mesi.

Sul fronte fiscale, Fiavet ha ribadito la richiesta di eliminare la ritenuta d’acconto sulle provvigioni delle agenzie di viaggio, introdotta dalla legge di bilancio 2026 e attualmente rinviata al 1° maggio dal decreto-legge n. 38/2026. Secondo la Federazione, la misura comporta una significativa compressione della liquidità per le imprese, già messe sotto pressione dall’instabilità del mercato.

La norma, viene sottolineato, introduce inoltre un aggravio burocratico e contabile ritenuto sproporzionato rispetto ai benefici per l’Erario, considerando che si applica spesso a importi limitati e rapporti occasionali. Fiavet evidenzia come il provvedimento non generi nuove entrate fiscali, ma anticipi semplicemente imposte già dovute, creando al contempo uno svantaggio competitivo per le agenzie italiane rispetto ai competitor esteri.

Da qui la richiesta di un intervento strutturale: prorogare e rafforzare le misure di contenimento dei costi e, soprattutto, rendere definitiva l’esclusione delle agenzie di viaggio dall’applicazione della ritenuta, ripristinando il quadro normativo in vigore fino al 31 dicembre 2025.

Nel corso dell’audizione è stato inoltre ribadito il ruolo strategico delle agenzie di viaggio, non solo come operatori economici, ma come presidio di sicurezza e assistenza per i viaggiatori, soprattutto nelle fasi di crisi. Secondo Fiavet, un ulteriore appesantimento fiscale in un contesto già complesso rischierebbe di compromettere la tenuta di migliaia di imprese, con ricadute sull’intero sistema del turismo organizzato.

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