Gardaland, Dragon Rush raggiunge 5 milioni di passeggeri in 10 anni

dragon rush

Gardaland non si ferma, nonostante un po’ di paura nei giorni scorsi per due principi di incendio all’interno del parco prontamente domati, e celebra un nuovo traguardo legato alla storia delle sue attrazioni. Dragon Rush, lo spinning coaster del parco, ha raggiunto quota 5 milioni di passeggeri, con oltre 266.000 chilometri percorsi dalle sei vetture operative dal 2016. Una distanza equivalente a quasi sette volte il giro della Terra.

Il risultato arriva alla vigilia del Roller Coaster Day, in programma domenica 16 agosto, una ricorrenza nata negli Stati Uniti per celebrare la storia delle montagne russe. Per Gardaland l’occasione diventa anche un modo per ripercorrere l’evoluzione dei roller coaster all’interno del parco e, più in generale, dell’industria dell’intrattenimento.

Dragon Rush è un Family Spinning Wild Mouse, una tipologia nella quale le vetture ruotano liberamente durante il percorso. L’attrazione, lunga circa 400 metri, è stata inaugurata nel 2016 con il nome di Kung Fu Panda Master per poi essere ribrandizzato dopo la fine dell’accordo con Dreamworks. La rotazione delle vetture rende ogni passaggio differente, introducendo una componente di imprevedibilità all’esperienza.

La storia dei roller coaster di Gardaland

Il traguardo di Dragon Rush si inserisce in una storia che Gardaland fa risalire a oltre cinquant’anni di attività del parco. Oggi la struttura conta otto roller coaster e 14 inversioni, attraverso i quali ha introdotto negli anni diverse tipologie di attrazioni e numerose innovazioni nel mercato italiano.

Uno dei primi passaggi è rappresentato da Shaman, nato in realtà nel 1985 con il nome di Magic Mountain. Il coaster dispone di un percorso di circa 700 metri, raggiunge i 30 metri di altezza e una velocità massima di 70 km/h, con quattro inversioni.

Nel 1990 arriva Ortobruco Tour, pensato soprattutto per bambini e famiglie. Il family coaster percorre 500 metri e raggiunge una velocità di 40 km/h, rappresentando per molti visitatori il primo approccio al mondo delle montagne russe.

Nel 1998 Gardaland inaugura Blue Tornado, indicato dal parco come il primo inverted coaster d’Italia. In questa configurazione i passeggeri viaggiano sospesi sotto il binario. L’attrazione raggiunge i 33 metri di altezza e circa 80 km/h, con cinque inversioni distribuite su un tracciato di oltre 700 metri.

Nel 2003 arriva Fuga da Atlantide, un Super Splash con un percorso di oltre 700 metri e una velocità massima di 75 km/h. L’attrazione comprende due discese da 12 e 17 metri ed è ambientata in uno scenario ispirato alla mitologia di Atlantide.

Nel 2008 è la volta di Mammut, che con oltre un chilometro di percorso è indicato come il roller coaster più lungo del parco. Il family coaster, ambientato in un paesaggio glaciale, propone un’esperienza pensata per essere condivisa da più componenti della famiglia.

Un altro passaggio significativo arriva nel 2011 con Raptor, presentato da Gardaland come l’unica attrazione di questo tipo in Italia e il settimo wing coaster realizzato al mondo. I passeggeri viaggiano ai lati del binario, con una sensazione di volo lungo un percorso di 770 metri. Il coaster raggiunge i 33 metri di altezza e una velocità massima di 90 km/h.

Nel 2015 debutta invece Oblivion – The Black Hole, il primo Dive Coaster d’Italia e ancora oggi il coaster più alto di Gardaland. L’attrazione raggiunge i 42,5 metri, presenta una discesa con inclinazione di 87 gradi e una velocità massima di 100 km/h su un tracciato di oltre 500 metri.

A completare la sequenza arriva Dragon Rush nel 2016, con una tecnologia differente basata sulla rotazione libera delle vetture. Il traguardo dei cinque milioni di passeggeri rappresenta quindi l’ultimo capitolo di una strategia di sviluppo delle attrazioni che ha puntato, nel corso degli anni, sull’introduzione di differenti tipologie di coaster.

Il fenomeno del “safe thrill”

Secondo Gardaland, parte dell’attrattività delle montagne russe risiede nella combinazione tra velocità, movimento e sorpresa. Il parco richiama il concetto di “safe thrill”, ovvero la possibilità di vivere emozioni intense all’interno di un’esperienza progettata per essere controllata e sicura.

Alessandra Zanoni, Park Operations Director di Gardaland Resort, sottolinea come i roller coaster intercettino pubblici differenti: dai bambini alla prima esperienza insieme ai genitori, ai ragazzi alla ricerca di attrazioni più adrenaliniche, fino ai gruppi di amici e ai visitatori abituali. Il denominatore comune è la possibilità di condividere l’esperienza e trasformarla in un ricordo.

Il dato dei cinque milioni di passeggeri di Dragon Rush offre così anche una misura della capacità di una singola attrazione di mantenere nel tempo la propria attrattività. Dal 2016 a oggi le vetture hanno percorso una distanza complessiva superiore a 266.000 chilometri, mentre il numero di passeggeri ha raggiunto una soglia che conferma il ruolo delle montagne russe nell’offerta di intrattenimento del parco.

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