Dopo sei anni di lavori è stato finalmente riaperto il Giardino Esotico di Monaco, un luogo iconico a strapiombo sul mare costruito negli anni Trenta.
Aperto al pubblico il 30 marzo, è stato inaugurato ufficialmente il 25 marzo con una cerimonia ufficiale che ha visto la partecipazione delle Loro Altezze Serenissime, il Principe Alberto II e la Principessa Charlène, di Carolina di Monaco e dei rappresentanti delle principali istituzioni monegasche.
Il Principato di Monaco ritrova così una delle attrazioni più frequentate da visitatori e residenti (si parla di 150 mila persone all’anno) in un quartiere che può contare anche sulla presenza del Museo di Antropologia Preistorica e di Villa Paloma, secondo spazio espositivo del Nouveau Musée National de Monaco (oltre che sul nuovo grande parcheggio di Saline, all’entrata della città) diventando così il fulcro per la costruzione di itinerari culturali tematici, e contribuendo così a diversificare la narrazione della destinazione, tradizionalmente associata al lusso, agli eventi sportivi e all’intrattenimento.

Il Giardino Esotico ©BVergely

Il nuovo volto del Jardin Exotique

I lavori, volti a migliorare la sicurezza e l’accessibilità, si sono concentrati sugli impianti e sul restauro di passerelle, parapetti, pavimentazioni, pergolati e belvedere, e su un’illuminazione studiata per valorizzare ogni angolo del giardino.
Le nuove aree create durante i lavori, – come l’area family con zona picnic e spazi dedicati ai giochi dei bambini, e gli ambienti pensati per eventi privati fino a 165 persone, una sala chiusa fruibile tutto l’anno con vista spettacolare sul Principato e tutta la Riviera, – ampliano le potenzialità della struttura rispetto alla tradizionale fruizione botanica e dotano Monaco di un’ulteriore location per il MICE esclusiva e particolare.

Centro Botanico ©BVergely

La Grotta dell’Osservatorio

Durante i lavori è stata messa in sicurezza anche la Grotta dell’Osservatorio, che riapre per le visite, guidate da specialisti.
Scoperta nel 1916 durante i lavori per la costruzione delle fondamenta del giardino, questa cavità naturale offre uno spettacolo di stalattiti, stalagmiti, e colonne scolpite goccia a goccia nel corso di migliaia di anni. Situata a 100 m sul livello del mare, è una preziosa testimonianza della storia geologica della regione.
Vi si accede tramite una scala di oltre 300 gradini che porta da 98 a 40 metri di profondità. Nel vicino Museo di antropologia preistorica si trovano numerosi reperti rinvenuti nella grotta, che testimoniano la presenza dell’uomo preistorico nel sito.

La grotta dell’Osservatorio ©BVergely

Il Centro Botanico

Rinomato per la sua collezione di cactus e succulente originarie delle regioni aride di America, Africa e Asia, una delle più grandi al mondo, il Centro Botanico continua la sua missione scientifica di conservazione delle specie rare e minacciate, aprendo le sue porte agli appassionati e agli studiosi su prenotazione.
Il nuovo edificio di vetro e acciaio, progettato dagli architetti Fabrice Notari e Rudy Ricciotti nel 2017 di fronte all’entrata del Giardino,è composto da 900 mq di serre e 1.000 mq di rifugi distribuiti su tre livelli.
Ospita più di 10.500 piante, l’85% delle quali protette, che ne fanno un conservatorio della biodiversità vegetale. Sette giardinieri specializzati lavorano a tempo pieno per preservare questa collezione.

Le serre del Centro Botanico ©BVergely

Un nuovo polo di attrazione

Molto frequentato dai turisti, il Jardin Exotique si conferma un luogo di elezione per un turista che non è solo affascinato dal glamour e dai motori, ma anche da natura e cultura scientifica, come dimostra l’affluenza del primo mese di apertura.
«Abbiamo accolto più di 30.000 visitatori nel solo mese di aprile – commenta Diane Ortolani, direttrice del Giardino Esotico, – che è la cifra che di solito raggiungiamo in agosto. È la prova che il Giardino Esotico non è solo un simbolo del patrimonio monegasco, ma una destinazione di per sé capace di coniugare natura, cultura e lifestyle in uno scenario di incomparabile eleganza».

Vista aerea del porto del Principato di Monaco ©BVergely

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  • Laureata in Geografia, giramondo e appassionata di fotografia, Roberta F. Nicosia parla quattro lingue ed è la nostra inviata speciale. A dieci anni, complice la copia di National Geographic che ogni mese trovava sulla scrivania e i filmini Super8 del papà, sapeva già dove erano il Borobudur, Borocay o Ushuaia e sognava di fare il reporter. Sono suoi quasi tutti gli articoli sulle destinazioni e le foto apparsi sul nostro Magazine. Dopo una parentesi con ruoli manageriali nel campo della comunicazione e dell’advertising, si è dedicata alla sua vera passione e negli ultimi vent’anni ha collaborato con riviste leisure come Panorama Travel, D di Repubblica, AD, specializzandosi poi nel MICE con reportage di viaggio, articoli su linee aeree e hotellerie. È stata caporedattore e direttore di diverse riviste di questo settore, e ha pubblicato una trentina di Guide Incentive con la collaborazione degli Enti del Turismo italiani.

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