Il noleggio veicoli continua a consolidare il proprio peso nel mercato automobilistico italiano. Nei primi tre mesi del 2026, il comparto ha sfiorato il 34% delle immatricolazioni nazionali, confermandosi uno dei principali driver della crescita del settore. Secondo l’analisi condotta da ANIASA con elaborazione Dataforce su fonte Ministero Infrastrutture e Trasporti e ACI il noleggio registra un incremento del 10% su base annua, superiore al dato complessivo del mercato che si attesta a +8,2%. A trainare la crescita è in particolare il noleggio a breve termine, protagonista di una forte accelerazione, mentre il lungo termine evidenzia segnali di rallentamento.
Nel periodo gennaio-marzo sono state immatricolate complessivamente 179.017 unità nel canale del noleggio, in aumento di oltre 16.000 veicoli rispetto allo stesso periodo del 2025. Le autovetture crescono del 12,3% (164.492 unità), mentre i veicoli commerciali leggeri segnano una flessione dell’11,3% (14.525 unità).
Il segmento delle auto mostra un andamento a due velocità: il breve termine registra un balzo del 58,3%, sostenuto anche dal rinnovo anticipato delle flotte in vista delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina e dalla stagionalità favorevole legata alle festività pasquali. Il lungo termine, invece, segna una lieve contrazione del 3,5%, influenzata dal confronto con un primo trimestre 2025 particolarmente dinamico.

Più complessa la situazione dei veicoli commerciali leggeri, in calo sia nel lungo termine (-9,9%) sia nel breve (-23,4%). Questa dinamica determina anche una riduzione del peso del comparto sul totale del mercato, che perde circa tre punti percentuali.
Nonostante queste criticità, il noleggio mantiene un ruolo centrale: un veicolo su tre immatricolati in Italia passa oggi attraverso questo canale.
Tra i fenomeni più rilevanti emerge la crescente penetrazione dei brand cinesi. Nei primi tre mesi dell’anno sono state immatricolate circa 60.000 vetture di marchi cinesi o prodotte in Cina, il doppio rispetto al 2025, con una quota di mercato salita al 12,4%. La crescita è particolarmente evidente nel noleggio: nel lungo termine le immatricolazioni triplicano (7.145 unità), mentre nel breve termine raggiungono quota 10.820 unità, pari al 18% del totale.
Parallelamente prosegue il ridimensionamento del diesel. Nel mercato complessivo la quota scende al minimo storico del 12,2%, mentre nel noleggio a lungo termine si ferma al 22,6% e al 10,4% nel breve termine. In crescita le motorizzazioni ibride, in particolare le plug-in hybrid, che nel lungo termine registrano un aumento del 124,8% raggiungendo una quota del 17,7%.

Dal punto di vista delle alimentazioni, nel noleggio a lungo termine resta prevalente la benzina (42,7%), ma in calo nelle immatricolazioni (-15,6%). Le auto elettriche segnano una flessione significativa (-18,2%) e si attestano al 5,5% di quota, al di sotto del dato complessivo di mercato.
Nel comparto dei veicoli commerciali leggeri continua a dominare il diesel, che rappresenta il 79,2% delle immatricolazioni, pur in calo. Le alternative, incluse elettrico e ibride, restano marginali.
L’analisi evidenzia inoltre come il noleggio a lungo termine resti prevalentemente appannaggio delle aziende, che rappresentano circa l’80% della clientela, mentre la quota dei privati continua a crescere, raggiungendo il 21,7%.
Sul fronte dei modelli più noleggiati, nel lungo termine la Fiat Panda si conferma al primo posto, seguita dalla nuova Grande Panda, Volkswagen Tiguan, BMW X1 e Peugeot 3008. Nel breve termine cambia completamente la classifica, con Jeep Avenger in testa davanti a Fiat Panda, Renault Captur, Fiat Grande Panda e Nissan Qashqai.
Secondo ANIASA, il noleggio si conferma un segmento strategico per il mercato automotive italiano, ma resta penalizzato da un quadro normativo e fiscale considerato poco competitivo rispetto ad altri Paesi europei. In particolare, le incertezze sulla fiscalità delle auto aziendali continuano a frenare il rinnovo delle flotte nel lungo termine, con molte imprese che scelgono di rinviare gli investimenti in attesa di una riforma strutturale.

