Le candidature agli Oscar 2026 confermano una tendenza ormai evidente: il cinema continua a essere uno strumento potente di racconto dei territori. Tra ricostruzioni storiche, paesaggi rurali e grandi metropoli, i film in corsa per la statuetta trasformano location reali in elementi centrali della narrazione, con un impatto diretto anche sull’immaginario turistico. La 98ª edizione degli Academy Awards, in programma il 15 marzo 2026 a Los Angeles, propone una selezione eterogenea di titoli che attraversano Stati Uniti, Europa e contesti internazionali, rafforzando il legame tra grande schermo e destinazioni.
Sinners (I peccatori)
Ambientato nella Clarksdale degli anni Trenta, nel cuore del Mississippi del blues, Sinners costruisce il suo racconto attorno all’eredità culturale del Delta. Il film, però, è stato girato quasi interamente in Louisiana. Le aree di New Orleans, Donaldsonville, Braithwaite e St. Bernard Parish sono state trasformate in set rurali per ricreare l’atmosfera del Sud segregazionista dell’epoca. Un esempio emblematico di come una location produttiva possa sostituire, senza snaturarlo, il contesto narrativo originale.
Hamnet – nel nome del figlio
Il film porta lo spettatore nell’Inghilterra elisabettiana, tra Stratford-upon-Avon e i luoghi simbolo della vita di William Shakespeare. Le riprese si sono svolte principalmente nelle campagne dell’Herefordshire e del Gloucestershire, territori che conservano un paesaggio agricolo e architettonico coerente con il XVI secolo. Alcune scene sono state completate negli studi londinesi, dove sono stati ricostruiti ambienti teatrali come il Globe.
One Battle After Another
Il nuovo film di Paul Thomas Anderson utilizza lo spazio come elemento narrativo. La storia si muove tra contesti urbani e aree più marginali degli Stati Uniti, con riprese effettuate in Texas e nella zona di El Paso. Le ambientazioni contribuiscono a rafforzare il senso di conflitto e di distanza, trasformando il paesaggio in una metafora sociale.
Frankenstein
La rilettura del classico di Mary Shelley punta su atmosfere gotiche e su una forte componente visiva. Le location, tra Europa e Nord America, sono state scelte per valorizzare architetture storiche, spazi industriali riconvertiti e set costruiti, capaci di restituire un immaginario senza tempo, sospeso tra passato e modernità.
Marty Supreme
Il film si muove in un contesto contemporaneo, con ambientazioni urbane che riflettono dinamiche competitive e individuali. Le riprese, distribuite tra Stati Uniti ed Europa, privilegiano spazi reali e riconoscibili, coerenti con un racconto che punta sull’autenticità dei luoghi.
Bugonia, Train Dreams, F1: Il film, The Secret Agent, Sentimental Value
Completano la rosa dei candidati titoli molto diversi tra loro. Train Dreams valorizza i grandi spazi naturali nordamericani. F1: Il film utilizza circuiti reali e città simbolo del motorsport internazionale. The Secret Agent e Sentimental Value si muovono invece su coordinate europee, tra capitali e paesaggi urbani che diventano parte integrante della tensione narrativa.
Le nomination agli Oscar 2026 confermano così il ruolo del cinema come strumento di promozione indiretta dei territori. Non solo scenografie, ma luoghi che entrano nel racconto e contribuiscono a costruire identità, memoria e desiderio di viaggio.

