Quasi un italiano su due è stressato al lavoro, ma solo il 9% chiede aiuto. Bologna, Genova e Milano le città più colpite. Hospitality e Trasporti tra i settori più a rischio
Non è solo una questione di benessere individuale, è un’emorragia finanziaria che sta minando la competitività del Sistema Paese. Secondo l’ultimo rapporto nazionale condotto dalla piattaforma di terapia online Unobravo, la sindrome da burnout costa alle aziende italiane la cifra astronomica di 88,5 miliardi di euro ogni anno. Tra assenteismo, calo della produttività e “presenteismo” (lavoratori fisicamente presenti ma emotivamente esausti), lo stress cronico si è trasformato in una tassa invisibile che grava sul tessuto produttivo.
I numeri di una crisi nazionale
I dati raccolti su un campione di oltre 1.500 lavoratori sono allarmanti: il 44% degli italiani dichiara di sentirsi stressato, con un lavoratore su dieci che vive in uno stato di tensione costante. La soglia clinica del burnout è già stata varcata dal 29% degli intervistati.
Nonostante la gravità della situazione, esiste un enorme divario tra il malessere percepito e la ricerca di cure: solo il 9% ha cercato supporto psicologico. Il risultato? Il 24% dei lavoratori ha preso in considerazione l’idea di licenziarsi e il 16% è stato costretto a fermarsi, prendendo un periodo di pausa per evitare il collasso.
La geografia dello stress: il primato del Nord
L’indagine traccia una mappa dettagliata del rischio in Italia. Bologna si posiziona in cima alla classifica delle città più critiche: qui il 55% degli impiegati si sente spesso stressato e il 36% ha già sperimentato il burnout. Seguono a ruota Genova e Milano, dove il ritmo frenetico e l’alto costo della vita sembrano esacerbare il senso di isolamento dei lavoratori.
| Impiegati | ||||||
| Classifica | Città | % di coloro che si sentono spesso stressati al lavoro | % di coloro che sentono i colleghi esprimere stress | % di coloro che hanno sperimentato il burnout | % di coloro che affermano che il loro ambiente di lavoro manca di supporto adeguato | % di coloro che sono insoddisfatti del loro equilibrio tra lavoro e vita privata |
| 1 | Bologna | 55% | 53% | 36% | 55% | 32% |
| 2 | Genova | 60% | 55% | 35% | 60% | 25% |
| 3 | Milano | 45% | 53% | 35% | 43% | 24% |
| 4 | Napoli | 46% | 50% | 29% | 40% | 29% |
| 5 | Roma | 51% | 43% | 32% | 36% | 21% |
Chi sono i più colpiti?
Il burnout non risparmia nessuno, ma colpisce con forza chirurgica alcune categorie:
- I giovani: Il 56% della fascia 25-34 anni segnala forte stress.
- Le donne: Il 51% sperimenta stress frequente, contro il 39% dei colleghi uomini.
- I settori “in trincea”: Commercio al dettaglio, Sanità e Hospitality sono i comparti più a rischio, flagellati da carichi di lavoro irrealistici e mancanza di supporto adeguato.
I 5 settori a rischio burnout in Italia
| Impiegati | ||||||
| Classifica | Settore | % di coloro che si sentono spesso stressati al lavoro | % di coloro che sentono i colleghi esprimere stress | % di coloro che hanno sperimentato il burnout | % di coloro che affermano che il loro ambiente di lavoro manca di supporto adeguato | % di coloro che sono insoddisfatti del loro equilibrio tra lavoro e vita privata |
| 1 | Commercio al dettaglio e vendite | 45% | 52% | 31% | 43% | 35% |
| 2 | Sanità e assistenza sociale | 46% | 54% | 35% | 45% | 20% |
| 3 | Ospitalità, tempo libero e sport | 48% | 48% | 39% | 43% | 22% |
| 4 | Trasporti | 55% | 48% | 29% | 39% | 23% |
| 5 | Media e musica | 46% | 46% | 15% | 54% | 31% |
In questi settori, lunghe ore di lavoro, stress emotivo e team con risorse insufficienti generano un elevato livello di stress. Nonostante ciò, molti lavoratori si sentono ancora privi di supporto: oltre il 43% dei lavoratori del commercio al dettaglio afferma che il proprio datore di lavoro non fornisce un supporto adeguato.
Le cause: non è solo “troppo lavoro”
Contrariamente a quanto si possa pensare, la quantità di ore lavorate non è l’unico colpevole. La causa principale del malessere, citata dal 39% dei lavoratori, è la mancanza di riconoscimento. Seguono i carichi eccessivi (34%) e stipendi inadeguati (32%).
“Il burnout si sviluppa silenziosamente,” spiega la Dott.ssa Valeria Fiorenza Perris, Clinical Director di Unobravo. “Inizia con una stanchezza costante e la perdita di motivazione, fino a erodere la fiducia in se stessi. Il 69% degli italiani ammette che lo stress sta già danneggiando la propria produttività.”
La ricetta per le aziende: 4 pilastri per la prevenzione
Per invertire la rotta, la Dott.ssa Fiorenza Perris suggerisce ai datori di lavoro un cambio di paradigma basato su quattro strategie chiave:
- Cultura del supporto: Normalizzare la vulnerabilità affinché dire “sono in difficoltà” non sia più un tabù.
- Accessibilità: Rendere il supporto psicologico un benefit aziendale semplice e immediato da attivare.
- Pianificazione etica: Rispettare le pause e porre limiti invalicabili alle richieste fuori orario.
- Autonomia e Merito: Restituire controllo ai dipendenti e valorizzare i risultati ottenuti.
In un mercato del lavoro sempre più fluido e competitivo, la salute mentale non è più un optional da “corporate social responsibility”, ma il pilastro su cui si gioca la sopravvivenza economica delle imprese italiane.

