Il mercato dell’ospitalità italiana si conferma una delle asset class più dinamiche del panorama economico nazionale. In occasione della quarta edizione del Pambianco-BIP Hôtellerie Summit, tenutasi il 18 marzo 2026 a Palazzo Mezzanotte: leader del settore e analisti si sono confrontati sulle strategie necessarie per competere in un ecosistema globale sempre più sofisticato.
I Numeri del Comparto: Record per il Real Estate
L’apertura dei lavori ha evidenziato una crescita strutturale del settore. Secondo la ricerca presentata da Marco Comensoli (Head of Hotels & Leisure Colliers Italia), il 2025 si è chiuso con volumi di investimento pari a circa 2,2 miliardi di euro.
- Espansione Geografica: Gli investimenti non riguardano più solo le “Big Two” (Roma e Milano), ma si estendono verso destinazioni leisure e mercati secondari ad alto potenziale.
- Segmentazione: Si registra un forte interesse per il segmento 4 stelle e mid-upscale, mentre il comparto del lusso mantiene volumi stabili.
- Resilienza Europea: L’hotellerie guadagna quota nel mercato immobiliare complessivo (CRE), dimostrando una tenuta superiore rispetto ad altri segmenti più deboli.
“Ospitalità in trasformazione”: il valore dell’esperienza
Simona Dossena, Global Head of Strategy di BIP, ha presentato una ricerca dal titolo programmatico: “Ospitalità in trasformazione: centralità dell’esperienza, innovazione tecnologica e nuove logiche di investimento”. Secondo l’analisi, il successo dei nuovi modelli di business risiede nella capacità di bilanciare efficienza e umanità.
Dossena ha sottolineato come il settore stia rispondendo alle sfide odierne attraverso una visione chiara:
“I format premiano distintività, autenticità e qualità dell’esperienza sul territorio e rispondono alle esigenze di creazione di valore facendo leva su innovazioni tecnologiche e nuove competenze gestionali, ma tenendo al centro i fondamentali dell’ospitalità e ricercando modelli di gestione sostenibili e resilienti”.
In questo scenario, l’Europa mantiene salda la sua leadership globale con livelli record di pernottamenti, con l’area mediterranea in cima alle preferenze. Il mercato continua così ad attrarre capitali non solo per l’acquisto di mura, ma per lo sviluppo di piattaforme operative che coprano l’intera catena del valore
Le voci dal palco: tra istituzioni e grandi gruppi
Dopo il saluto di David Pambianco, il summit è diventato un tavolo di confronto tra i vertici dell’industria. Bernabò Bocca (Presidente Federalberghi e Sina Hotels) ha portato la prospettiva istituzionale, sottolineando la resilienza del comparto in un contesto macroeconomico complesso.
Nelle interviste “one to one”, i leader delle catene nazionali e internazionali hanno sviscerato le proprie strategie:
- Espansione Internazionale: Eric Viale (IHG Hotels & Resort) e Alan Mantin (Hilton) hanno discusso il posizionamento dei grandi brand globali in un’Italia sempre più frammentata ma appetibile.
- Modelli Hybrid e Resort: Rabeea Ansari (Club Med) e Giuseppe Pagliara (Gruppo Nicolaus) hanno analizzato l’evoluzione del prodotto leisure.
- L’identità italiana: Giorgio Marchegiani (UNA Italian Hospitality) e Paolo Terrinoni (VOIhotels) hanno raccontato come le realtà italiane stiano alzando l’asticella per competere con i giganti esteri.
L’evento si è concluso con la consapevolezza che il 2026 segnerà un’ulteriore fase di espansione per l’hotellerie italiana. Nonostante la frammentazione rimanga un tratto distintivo del mercato nazionale, la solidità delle performance e l’elevato interesse dei capitali lasciano presagire una stagione di ulteriori acquisizioni e riqualificazioni di alto profilo

