In Giappone, la fioritura dei ciliegi (Sakura) è il battito cardiaco di una nazione. Ma quest’anno stiamo assistendo a un’aritmia improvvisa. La città di Fujiyoshida, custode di una delle viste più iconiche del mondo — la pagoda Chureito incorniciata dai petali rosa con il Monte Fuji sullo sfondo — ha annunciato la cancellazione ufficiale del suo Festival dei Ciliegi. Proviamo ad analizzarne i motivi tra overtourism, ecologia ed economia di mercato.
Il paradosso del successo: quando il “Like” uccide il luogo
La decisione del sindaco Shigeru Horiuchi è arrivata come un fulmine a ciel sereno, ma le radici del malessere sono profonde. Il 2025 è stato l’anno dei record per il turismo nipponico, con 42,7 milioni di visitatori, spinti da uno yen storicamente debole che ha reso il Giappone la “meta bucket-list” più economica del decennio. Tuttavia, la capacità di carico di Fujiyoshida (una cittadina di meno di 50.000 abitanti) è collassata sotto il peso di oltre 200.000 turisti concentrati in poche settimane.
I numeri della crisi (Dati 2025-2026)
| Indicatore | Valore | Impatto |
| Turisti totali Giappone (2025) | 42,7 Milioni | Record storico (+15% vs 2024) |
| Cambio Yen/Euro (Feb 2026) | ~183 JPY / 1 EUR | Potere d’acquisto straniero ai massimi |
| Visitatori giornalieri Fujiyoshida | > 10.000 | Saturazione infrastrutture locali |
| Costo pacchetti Sakura 2026 | -22% rispetto al 2025 | Aumento della domanda “low-cost” |
L’analisi economica: Il “cost of fame”
La cancellazione di un festival di tale portata è un segnale di market failure. Sebbene l’indotto turistico porti miliardi di yen nelle casse statali, a livello locale il bilancio è diventato negativo:
- Esternalità negative: Il traffico cronico ha paralizzato i servizi di emergenza e il trasporto scolastico.
- Degrado del capitale sociale: Le segnalazioni di turisti che entravano in case private o calpestavano giardini privati per “lo scatto perfetto” hanno spinto anche la cittadinanza a chiedere la chiusura.
- Yen sempre più debole: il cambio con l’euro continua a scendere: facile prevedere un ulteriore aumento dei turisti
- Spostamento della domanda: Mentre Fujiyoshida chiude, altre prefetture come Okinawa (+500% di prenotazioni) e Hokkaido (+200%) stanno assorbendo il flusso, frammentando il mercato del turismo primaverile.
“Dietro la bellezza del paesaggio c’è la realtà di vite minacciate. Abbiamo un forte senso di crisi e dobbiamo proteggere la dignità dei nostri cittadini.” ha dichiarato Shigeru Horiuchi, Sindaco di Fujiyoshida.
Conseguenze sul turismo: verso un modello “Slow” o “Exclusive”?
L’annullamento del festival non impedirà ai ciliegi di fiorire, né ai turisti di arrivare, ma segna la fine del supporto logistico gratuito. La città ha rimosso stand gastronomici e illuminazioni, sostituendoli con misure di sicurezza rafforzate e recinzioni. Questo evento è forse l’emblema di un cambio di paradigma che vedremo in tutto il Giappone nel 2026:
- Tasse di Ingresso: Introduzione di ticket per l’accesso ai parchi più famosi.
- Dual Pricing: Prezzi differenziati tra residenti e turisti per servizi e trasporti (già in discussione a livello governativo).
- Riforma del Duty-Free: Nuove regole per limitare l’abuso degli acquisti esentasse che congestionano i centri urbani.
Mentre l’uomo discute di flussi e profitti, i ciliegi seguono il loro ritmo, non senza l’influenza del cambiamento climatico. Le previsioni della Japan Meteorological Corporation indicano una fioritura anticipata al 22 marzo 2026 a causa di un inverno insolitamente mite. La natura continua il suo spettacolo, ma quest’anno lo farà nel silenzio (forzato) di una comunità che ha deciso di riprendersi i propri spazi.

