L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha irrogato sanzioni per oltre 11 milioni di euro a Revolut e alle sue controllate europee per una serie di pratiche commerciali scorrette che avrebbero esposto i consumatori a rischi significativi senza adeguata trasparenza . Le violazioni riguardano tre ambiti specifici della gestione dei servizi: gli investimenti senza commissioni presentati in modo ingannevole, la gestione arbitraria dei conti bancari e l’informazione confusa sugli IBAN italiani .
Investimenti senza commissioni: l’inganno della semplicità
La prima multa da 5 milioni di euro colpisce Revolut Securities Europe UAB perché avrebbe nascosto i veri costi degli investimenti pubblicizzati come “senza commissioni” . In realtà, questi prodotti includono azioni frazionate con caratteristiche molto diverse rispetto alle azioni intere: differenze significative su rischi, diritti patrimoniali e trasferibilità che non venivano comunicate in modo chiaro al primo contatto pubblicitario con il cliente . Una comunicazione che secondo l’accusa è volutamente omissiva progettata per attrarre investitori senza avvisarli della vera natura del prodotto.
Blocchi di conto senza preavviso: quando la banca congela i tuoi soldi
Ancora più grave la seconda sanzione da 5 milioni, inflitta a Revolut Group Holdings Ltd e Revolut Bank UAB per la gestione opaca e aggressiva delle restrizioni ai conti. Le società avrebbero sospeso, limitato o bloccato conti senza fornire informazioni sufficienti in fase precontrattuale, senza preavviso tempestivo e senza alcun supporto adeguato dopo l’applicazione della restrizione . L’Autorità ha evidenziato come l’impossibilità di accedere ai propri fondi per periodi anche lunghi rappresenti una violazione grave dei diritti dei consumatori e delle microimprese, impedendo loro di far fronte persino a esigenze urgenti di vita quotidiana .
L’enigma dell’IBAN italiano: 1,5 milioni per la confusione
Una terza infrazione da 1,5 milioni di euro riguarda l’informazione carente sui requisiti e i tempi per ottenere un IBAN italiano (IT) anziché lituano (LT). Dettaglio apparentemente tecnico, ma rilevante per i clienti italiani che hanno il diritto di conoscere con chiarezza come funziona questa procedura.
Le tre sanzioni ammontano complessivamente a oltre 11 milioni di euro e colpiscono una fintech che ha costruito la propria crescita sulla promessa di semplicità e velocità, ma che secondo l’Antitrust avrebbe sacrificato la trasparenza per guadagnare. Un monito per il settore dei servizi finanziari digitali: innovazione e convenienza non possono prescindere dal rispetto delle regole a tutela dei consumatori.

