Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha annunciato il differimento al 1° maggio 2026 dell’applicazione della ritenuta d’acconto sulle provvigioni percepite dalle agenzie di viaggio e da altri intermediari del settore. La misura, inizialmente prevista dal 1° marzo 2026 in base alla legge di bilancio, slitta di due mesi. Il comunicato stampa n. 25 diffuso dal Mef chiarisce che un provvedimento legislativo di prossima emanazione confermerà fino al 30 aprile 2026 l’esonero dall’applicazione della ritenuta sulle provvigioni relative a rapporti di commissione, agenzia, mediazione, rappresentanza di commercio e procacciamento d’affari.
La proroga riguarda non solo le agenzie di viaggio e turismo, ma anche agenti, raccomandatari e mediatori marittimi e aerei, oltre agli agenti e commissionari di imprese petrolifere.
Cosa cambia rispetto alla legge di bilancio 2026
La normativa vigente aveva finora escluso questi soggetti dall’applicazione della ritenuta. La legge di bilancio per il 2026 aveva invece disposto la rimozione dell’esonero, stabilendo l’applicazione della ritenuta sulle provvigioni percepite a partire dal 1° marzo 2026. Con il differimento annunciato dal Ministero, l’obbligo scatterà quindi dal 1° maggio 2026.
Secondo il Mef, il rinvio si rende necessario per le “peculiari caratteristiche” operative dei comparti interessati, che rendono particolarmente complesso l’adeguamento dei sistemi informatici necessari per applicare correttamente la ritenuta. Un passaggio tecnico non marginale, soprattutto per un settore caratterizzato da una filiera articolata e da rapporti economici spesso transnazionali.
Per la cronaca le associazioni di settore avevano chiesto il rinvio al 2028.
L’impatto su agenzie, portali e alberghi
La questione non riguarda soltanto le agenzie di viaggio in senso stretto. La nuova ritenuta coinvolge anche le commissioni che gli alberghi corrispondono agli intermediari, tra cui portali di prenotazione, tour operator e agenzie.
Su questo punto è intervenuta Federalberghi, che ha espresso “apprezzamento per il differimento al 1° maggio dell’entrata in vigore della nuova ritenuta sulle commissioni che gli alberghi pagano agli intermediari”. L’associazione confida che i due mesi aggiuntivi possano servire a fare chiarezza sulle modalità applicative e sull’individuazione dei destinatari, con particolare riferimento agli intermediari stranieri. Un nodo non secondario, considerando la forte incidenza dei grandi operatori internazionali nel mercato della distribuzione alberghiera.
Federalberghi auspica inoltre una riflessione più ampia sull’opportunità di applicare l’istituto al settore turistico. Secondo l’associazione, la misura comporterà “notevoli oneri amministrativi e gestionali per le imprese, a fronte dei quali le casse dello Stato trarranno modesti benefici”.
Due mesi per sciogliere i nodi applicativi
Il differimento al 1° maggio offre quindi una finestra temporale limitata ma strategica. Da un lato, consente agli operatori di adeguare sistemi contabili e procedure interne. Dall’altro, apre uno spazio di confronto sulle criticità segnalate dalle associazioni di categoria, in particolare sul trattamento degli intermediari esteri e sulla gestione dei flussi commissionari.
Il settore attende ora il provvedimento legislativo annunciato dal Mef, che dovrà formalizzare la proroga e chiarire i dettagli operativi. La partita resta aperta, in un momento in cui il turismo italiano si trova a fare i conti con nuovi adempimenti fiscali e con un equilibrio sempre più delicato tra esigenze di gettito e sostenibilità amministrativa per le imprese.

