Non sarà un’estate serena per chi ha programmato di volare con la “Cicogna” tedesca. Il Gruppo Lufthansa ha infatti annunciato la cancellazione di ben 20.000 voli a corto raggio previsti tra maggio e ottobre 2026. La causa? Il cocktail esplosivo di geopolitica e costi energetici, vale a dire il raddoppio del prezzo del kerosene innescato dal recente conflitto in Iran, un’eventualità paventata proprio ieri dall’UE, che ha rassicurato sulla disponibilità di carburante, ma ha messo in guardia sulle possibili conseguenze dell’aumento dei costi.
Il piano di “Austerità Energetica”
La decisione, comunicata ufficialmente dai vertici di Francoforte, mira a un obiettivo chirurgico: risparmiare oltre 40.000 tonnellate metriche di carburante. Con i prezzi dell’energia schizzati alle stelle dopo l’aggravarsi delle tensioni nello Stretto di Hormuz a febbraio, le rotte brevi — storicamente quelle con i margini di profitto più risicati — sono diventate insostenibili.
Chi rimarrà a terra
Nonostante la cifra di 20.000 voli possa sembrare apocalittica, Lufthansa rassicura che l’impatto sulla capacità totale dei passeggeri sarà contenuto intorno all’1%. La decisione della compagnia aerea tedesca riguarda infatti i voli a corto raggio programmati da maggio a ottobre, affidati a CityLine, la sua divisione regionale che chiuderà l’anno prossimo. Tuttavia, i disagi per i viaggiatori europei sono reali.
Rotte sacrificate
I tagli colpiranno principalmente i collegamenti meno redditizi da Francoforte e Monaco. Località come Stavanger (Norvegia), Bydgoszcz e Rzeszów (Polonia) sono state temporaneamente rimosse dalla mappa.
Consolidamento degli Hub
Per salvare il salvabile, il gruppo dirotterà il traffico verso i suoi grandi snodi di Zurigo, Vienna, Bruxelles e, in misura crescente, Roma (sfruttando le sinergie con ITA Airways).
Operatività immediata
La scure è già caduta su circa 120 voli giornalieri attivi da questo lunedì fino alla fine di maggio.
Cosa devono fare i passeggeri
Lufthansa ha già iniziato a informare i passeggeri coinvolti. Le opzioni sul tavolo includono:
- 1. Riprogrammazione automatica su voli partner (Swiss, Austrian o ITA).
- 2. Rimborso integrale per chi non accetta il cambio di itinerario
Un allarme per l’intero settore
Lufthansa non è sola in questa tempesta. Anche Ryanair ha lanciato segnali di allarme per i costi dell’approvvigionamento di carburante in Europa. Le compagnie aeree stanno ora facendo pressione sull’Unione Europea per ottenere una sospensione temporanea delle rigide regole sugli slot aeroportuali, evitando così multe salate per le cancellazioni forzate, oltre ai rimborsi dovuti ai passeggeri che hanno già prenotato.
L’estate 2026 si preannuncia così come un nuovo banco di prova per la resilienza del trasporto aereo europeo.

