Il Vivosa Apulia Resort ottiene la certificazione B Corporation e si posiziona come prima struttura resort in Italia, oltre che prima realtà del Sud, a raggiungere questo traguardo. Con un punteggio finale di 103,5, il resort entra ufficialmente nel network globale delle aziende che adottano standard elevati in ambito sociale, ambientale e di governance, andando oltre una logica esclusivamente orientata al profitto.
La certificazione viene rilasciata da B Lab, ente internazionale che valuta le imprese attraverso il B Impact Assessment, uno strumento che misura l’impatto complessivo su governance, lavoratori, comunità, ambiente e clienti. Per ottenere il riconoscimento è necessario superare la soglia minima di 80 punti su 200 e sottoporsi a verifiche periodiche che garantiscano il mantenimento degli standard nel tempo.
Nel caso del resort salentino, il risultato certifica un approccio strutturato alla sostenibilità, che si traduce in una gestione attenta delle risorse naturali, in un rafforzamento delle filiere locali e nella progettazione di esperienze orientate al benessere degli ospiti. Il modello adottato integra pratiche operative e strategiche che coinvolgono l’intera organizzazione, dalla governance ai servizi offerti.
“Con l’ingresso nella comunità B Corp, che a livello globale conta oltre 10.000 aziende e rappresenta in Italia uno degli ecosistemi più dinamici d’Europa, Vivosa Apulia Resort – afferma l’AD, Damiano Reale – consolida la propria filosofia incentrata su attenzione ambientale e benessere. Questa certificazione costituisce un nuovo punto di partenza per continuare a sviluppare pratiche responsabili e gestire l’attività con trasparenza e attenzione al territorio”.
Sulla stessa linea anche Veronica Milo, che sottolinea come il riconoscimento trasformi la responsabilità sociale, ambientale e gestionale in un elemento strutturale del lavoro quotidiano. “La certificazione conferma che Vivosa Apulia Resort genera un impatto misurabile su ospiti, team, territorio e ambiente, integrando questi aspetti nella progettazione dell’esperienza degli ospiti”, spiega la general manager.
Il percorso che porta alla certificazione si fonda su un modello che integra obiettivi economici, sociali e ambientali secondo il principio della “triple bottom line”. Questo si traduce in una riduzione dei consumi energetici e idrici, in una gestione sostenibile dei rifiuti e in un’attenzione costante alle emissioni legate all’intera filiera, inclusi trasporti e fornitori. Parallelamente, viene rafforzata la relazione con il territorio attraverso la collaborazione con operatori locali e una gestione attenta dei flussi turistici, con l’obiettivo di evitare fenomeni di overtourism.
Un ruolo centrale è riservato anche alle persone, con politiche orientate a condizioni di lavoro eque, inclusione e benessere del personale, oltre alla costruzione di esperienze autentiche e rispettose per gli ospiti. La trasparenza resta un elemento chiave del modello, garantita da sistemi di misurazione e monitoraggio continui che assicurano il rispetto degli standard richiesti dal network B Corp.
Il riconoscimento ottenuto dal resort pugliese rappresenta un segnale significativo per il settore dell’ospitalità italiana, dove il tema della sostenibilità si sta progressivamente spostando da leva comunicativa a elemento strutturale del modello di business.

