Scaricare dalla dichiarazione dei redditi una settimana di relax come se fosse una visita specialistica? Potrebbe presto diventare realtà e far dimenticare l’idea della vacanza benessere come lusso per pochi eletti. Durante BIT 2026, il settore del turismo ha lanciato una sfida ambiziosa al Governo, molto più dei “bonus vacanze” del passato: trasformare il viaggio in una vera e propria misura di prevenzione sanitaria detraibile dalle tasse. Non è un sogno, ma una proposta tecnica dettagliata che punta a inserire la “vacanza-benessere” direttamente nel modello 730.
Non è un lusso, è salute (e i conti tornano)
L’idea nasce innanzitutto da una necessità economica e sociale. Con l’inflazione che ha trasformato il relax in un bene quasi proibitivo per molte famiglie, Domenico Pellegrino, Presidente di AIDIT Federturismo Confindustria, ha presentato nel corso di Bit 2026, nel talk “la vacanza che cura” un piano che poggia su basi finanziarie solide. In questo episodio speciale del podcast di Bluvacanze, Pellegrino spiega come l’associazione abbia “fatto i conti”: la detraibilità non è un costo a fondo perduto per lo Stato, ma un investimento che si ripaga compensando l’impatto inflattivo e riducendo nel lungo periodo la spesa sanitaria pubblica.
“La vacanza-benessere non è un lusso, ma uno strumento di prevenzione sociale ed economica. Investire nel benessere significa costruire un’Italia più sana e più produttiva”, ha dichiarato Pellegrino a margine della BIT.

Come funzionerebbe il “Bonus” in busta paga
Per evitare che la misura diventi un incentivo al consumo incontrollato, AIDIT ha previsto paletti rigorosi e una struttura “blindata”:
- Detrazione IRPEF: Un recupero fiscale diretto sulla spesa sostenuta.
- Tracciabilità totale: Solo pagamenti elettronici e fatturazione elettronica.
- Operatori Certificati: Accesso alla detrazione solo tramite agenzie e strutture verificate.
- Tetto di spesa: Un limite massimo per garantire la sostenibilità del bilancio pubblico.
- Fase Sperimentale: Un test di 18 mesi con monitoraggio costante dei risultati economici e sanitari.
Cosa dice la scienza sui benefici della vacanza benessere
Mentre in Italia oggi sono detraibili solo i trattamenti termali, all’estero la “prescrizione medica” della vacanza è già realtà. Uno studio del Karolinska Institutet presentato alla fiera conferma che staccare la spina riduce drasticamente i livelli di cortisolo (lo stress), migliora la qualità del sonno e favorisce la socializzazione. Christina Steer, Head of Travel Trade, Brand & Marketing di Visit Sweden, ha presentato il caso di successo della “Swedish Prescription”: una vacanza, oltre a favorire il benessere, apporta benefici anche culturali e contribuisca in modo significativo alla salute delle persone.
Persino da noi esistono già pionieri: l’Asl To3 con il progetto “Museo Benessere” permette già ai medici di prescrivere visite culturali come terapia. La proposta di AIDIT è il passo logico successivo: estendere questo principio all’intera filiera del turismo Wellness.
Wellness: un mercato da record
Il tempismo della proposta non è casuale. Il turismo del benessere è una locomotiva economica:
- In Italia: Il solo settore termale ha chiuso il 2025 con oltre 5 miliardi di euro di fatturato e 24 milioni di presenze secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale Turismo e Federterme Confindustria
- L’Europa è la principale destinazione al mondo per il turismo del benessere: un rapporto della Wellness Tourism Association (WTA) evidenzia che il vecchio continente attira oltre il 30% della spesa mondiale per servizi spa e termali, grazie soprattutto a Germania, Francia e Italia.
- Nel mondo: L’economia del benessere vale oggi 6.800 miliardi di dollari, con il comparto travel destinato a raddoppiare entro il 2033.
Secondo Aidit rendere le vacanze detraibili significherebbe stabilizzare questo mercato, rendendo l’Italia non solo la prima destinazione globale, ma anche un modello di welfare moderno e all’avanguardia.

