Vivere di Turismo Festival 2026: l’ospitalità extralberghiera guarda allo sviluppo dei territori

Il Vivere di Turismo Festival torna a Rimini il 17 e 18 novembre con una quarta edizione dedicata al rapporto tra ospitalità extralberghiera e sviluppo dei territori. Il tema scelto per il 2026 è «Generiamo impatto», una prospettiva che punta a spostare l’attenzione dalla sola crescita delle strutture e dei pernottamenti alle ricadute economiche, sociali, culturali e ambientali prodotte dall’attività turistica.

L’appuntamento è al Palacongressi di Rimini e coinvolgerà host, property manager e professionisti del comparto. Gli organizzatori prevedono oltre 3.000 partecipanti nelle due giornate, con più di cento interventi dedicati a revenue management, intelligenza artificiale, marketing, property management, operations, tecnologia, normativa e gestione d’impresa.

Il tema dell’edizione sarà presentato alla stampa il 22 settembre a Milano. Durante l’incontro sarà anticipata anche una ricerca dell’Università di Firenze dedicata all’impatto del turismo extralberghiero in Italia. Lo studio analizzerà le ricadute economiche, sociali e territoriali dell’ospitalità diffusa e sarà poi presentato nella sua versione completa durante il Festival.

Dalla crescita dei pernottamenti all’impatto sui territori

Il contesto di partenza è quello di un turismo europeo che continua a crescere. Secondo Eurostat, nel 2025 le strutture ricettive dell’Unione europea hanno registrato complessivamente 3,1 miliardi di pernottamenti, con un incremento del 2,2% rispetto all’anno precedente. L’Italia si è collocata al secondo posto tra i Paesi europei per numero di notti. I pernottamenti degli ospiti internazionali sono inoltre aumentati del 3,4%.

L’incremento dei flussi, secondo gli organizzatori, pone però una questione ulteriore: quanto della crescita turistica si traduce effettivamente in valore per le comunità locali?

Da questa domanda nasce «Generiamo impatto», tema che raccoglie il percorso delle precedenti edizioni, dedicate rispettivamente a «Custodi di Bellezza» nel 2023, «Pionieri di felicità» nel 2024 e «Cittadini Ospitali» nel 2025.

Il Festival propone così il concetto di «ospitalità generativa», intesa come un modello imprenditoriale capace di produrre valore per il territorio invece di limitarsi a intercettare quello già esistente.

«Ogni attività produce un impatto, anche quando non lo decide consapevolmente. La domanda non è quindi se generiamo impatto, ma quale impatto scegliamo di generare», spiega Danilo Beltrante, founder del Vivere di Turismo Festival e direttore della Vivere di Turismo Business School.

Secondo Beltrante, il valore di una struttura extralberghiera è strettamente legato al contesto nel quale opera. «Quando vendiamo una notte in una casa a Lecce, Firenze o in un borgo dell’Appennino non stiamo vendendo soltanto un letto, stiamo vendendo anche le strade, il paesaggio, i ristoranti, la cultura e le persone di quel luogo. Il territorio è parte integrante del valore economico della nostra attività. Prendersene cura non è soltanto una scelta etica, ma è una scelta imprenditoriale».

Il ruolo dell’extralberghiero nelle economie locali

Il rapporto tra attività turistica e territorio assume caratteristiche particolari nel comparto extralberghiero. In molti casi il gestore vive nello stesso luogo in cui opera, acquista da fornitori locali e indirizza gli ospiti verso ristoranti, negozi, attività culturali e servizi della destinazione.

Il modello può assumere un peso particolare nei piccoli centri e nelle aree interne, dove il recupero di un’abitazione può contribuire a riattivare una porzione del patrimonio immobiliare e a generare nuova domanda per le attività economiche locali.

La logica dell’impatto, secondo il Festival, parte quindi da tante singole decisioni. «Una singola struttura che sceglie un produttore locale probabilmente non cambia un territorio. Mille strutture che lo fanno iniziano a creare un mercato», afferma Beltrante. «Generare impatto significa creare le condizioni perché migliaia di piccole azioni vadano nella stessa direzione».

Johanna van Gogh-Bonger, l’icona dell’edizione 2026

A rappresentare il tema del Festival è stata scelta Johanna van Gogh-Bonger, conosciuta come Jo, figura centrale nella conservazione e nella valorizzazione dell’opera di Vincent van Gogh.

Dopo la morte del marito Theo, avvenuta pochi mesi dopo il suicidio di Vincent, Jo si ritrovò con un figlio di un anno e centinaia di opere del pittore. In un momento in cui il lavoro di Van Gogh non aveva ancora ottenuto il riconoscimento che avrebbe avuto negli anni successivi, decise di conservarne la collezione e di costruire intorno alle opere un percorso di valorizzazione.

Trasferì la collezione a Bussum, aprì la propria casa ad artisti e intellettuali, organizzò mostre e lavorò alla pubblicazione della corrispondenza tra Vincent e Theo. Costruì progressivamente una rete di relazioni con editori, collezionisti e mercanti, contribuendo alla diffusione dell’opera di Van Gogh.

La sua vicenda viene assunta dal Festival come metafora del concetto di impatto: non necessariamente creare qualcosa da zero, ma riconoscere un valore già presente, renderlo accessibile e costruire le condizioni perché possa durare nel tempo.

È una prospettiva che gli organizzatori collegano direttamente al lavoro degli operatori dell’ospitalità. Host e property manager possono trovarsi a gestire immobili, borghi, tradizioni e attività locali che hanno un valore potenziale ancora poco riconosciuto dal mercato. La sfida diventa quindi trasformare questo patrimonio in un elemento dell’esperienza turistica senza esaurirlo attraverso un consumo rapido.

L’ospitalità viene così presentata come una forma di gestione del patrimonio territoriale. Il soggiorno rappresenta una parte dell’esperienza, mentre il valore complessivo deriva anche dalle relazioni costruite con il luogo e con la comunità.

Tecnologia e innovazione al servizio dell’accoglienza

Il tema dell’impatto attraverserà anche il programma formativo della manifestazione. Intelligenza artificiale, tecnologia, dati, revenue management, marketing, automazione e gestione strategica saranno affrontati come strumenti per migliorare la professionalità degli operatori e la capacità delle imprese di competere.

Tra le novità annunciate per il 2026 figura il primo Meetup Nazionale delle Community Airbnb, che riunirà per la prima volta in Italia le community della piattaforma in un unico appuntamento nazionale.

L’obiettivo dichiarato è mettere in relazione innovazione tecnologica e dimensione umana dell’ospitalità. La tecnologia può ridurre il tempo dedicato alle attività operative, mentre dati e automazione possono supportare le decisioni. Il punto centrale resta però la capacità degli operatori di utilizzare questi strumenti all’interno di una strategia di sviluppo dell’impresa e del territorio.

Il Festival intende quindi affrontare il comparto extralberghiero da una prospettiva più ampia rispetto alla gestione della singola struttura, collegando la crescita professionale degli operatori alle trasformazioni delle destinazioni.

La presentazione alla stampa il 22 settembre a Milano

La quarta edizione del Vivere di Turismo Festival sarà presentata ufficialmente alla stampa martedì 22 settembre alle 18.30 presso l’Osteria Popolare Pugliese di via Valtellina 2 a Milano.

Durante l’incontro saranno illustrati il programma, i relatori e i progetti speciali dell’edizione 2026. Ai giornalisti presenti sarà inoltre consegnata in anteprima la ricerca realizzata dall’Università di Firenze sull’impatto del turismo extralberghiero.

I risultati completi dello studio saranno successivamente presentati e discussi sul palco del Festival di Rimini. Italian Travel Press, l’associazione dei giornalisti di viaggio, è partner del Vivere di Turismo Festival 2026.

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