A La Valletta, nell’ambito del 26° Global Summit del WTTC, rappresentanti istituzionali e manager provenienti da 24 Paesi hanno partecipato al Global Leaders Dialogue, confronto di alto livello dedicato al rapporto tra settore pubblico e privato e alle condizioni necessarie per sostenere la crescita futura del turismo.
Al centro del dibattito il tema “Rewriting the Rules of Global Competitiveness”, con una riflessione sui fattori che oggi incidono maggiormente sulla capacità di una destinazione di attrarre viaggiatori, imprese e capitali. Connettività, semplicità degli spostamenti, qualità della regolamentazione, investimenti e velocità dei processi decisionali sono stati indicati come elementi sempre più determinanti.
Al confronto hanno preso parte, tra gli altri, Sherif Fathy, ministro del Turismo e delle Antichità dell’Egitto, Rosario Sánchez Grau, segretaria di Stato per il Turismo della Spagna, Fatima bint Jaafar Al Sairafi, ministra del Turismo del Bahrain, Jo Etienne Abela, ministro del Turismo di Malta, Robert O’Leary del Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti e Gajendra Singh Shekhawat.
Sul fronte delle aziende erano presenti William Heinecke, fondatore e presidente di Minor International, Eijiro Yamakita, presidente di JTB Corp, Zubin Karkaria, fondatore e ceo di VFS Global, Maher Koubaa, presidente EMEA di Amadeus, Paolo Barletta, ceo di Arsenale, Senthil Gopinath, ceo di ICCA, e Laura Sileo Pavat, Global Brand Homes Director di Pernod Ricard.
“Competitività significa partnership. Quando governi e industria lavorano insieme creano le condizioni per investimenti, innovazione, connettività e crescita”, ha dichiarato Gloria Guevara, presidente e ceo del WTTC. Secondo Guevara, il confronto di Valletta ha confermato come una maggiore collaborazione tra pubblico e privato sia ormai una condizione essenziale per sostenere lo sviluppo del settore nel lungo periodo.
Uno dei temi centrali è stato quello del cosiddetto seamless travel, cioè la possibilità di rendere il viaggio più semplice e fluido in tutte le sue fasi. Il confronto ha riguardato visti, frontiere, regolamentazione, collegamenti, tecnologie, ospitalità e logistica.
Particolare attenzione è stata dedicata alla progressiva diffusione dei controlli biometrici e dei sistemi basati sull’intelligenza artificiale per la gestione dei visti. Governo e imprese si trovano infatti di fronte alla necessità di rafforzare la sicurezza senza introdurre procedure che rendano più complessi gli spostamenti internazionali.
Il secondo filone di discussione ha riguardato la competizione globale per attrarre investimenti turistici. Le destinazioni sono chiamate a creare condizioni sempre più favorevoli per il capitale privato, attraverso infrastrutture adeguate, buona connettività, regole chiare e processi amministrativi prevedibili.
Ministri e rappresentanti delle imprese hanno discusso anche dell’efficacia degli strumenti tradizionalmente utilizzati per attrarre capitali, come agevolazioni fiscali, golden visa e zone economiche speciali.
Secondo quanto emerso dal confronto, questi strumenti da soli rischiano di non essere più sufficienti. Velocità delle autorizzazioni, trasparenza normativa e certezza delle regole stanno assumendo un peso crescente nelle decisioni degli investitori internazionali.
La capacità di facilitare gli spostamenti e attirare nuovi investimenti diventa quindi una componente sempre più rilevante della competitività delle destinazioni. Il Global Leaders Dialogue di Malta ha messo in evidenza soprattutto la necessità di coordinare politiche pubbliche, infrastrutture e strategie industriali, evitando che procedano a velocità diverse rispetto all’evoluzione del mercato turistico globale.

