Si è appena conclusa l’edizione 2026 della Fitur, la kermesse madrilena che ha confermato il suo ruolo di baricentro per l’innovazione turistica mondiale. Tra i protagonisti italiani di quest’anno presso l’IFEMA spicca il gruppo Zucchetti, la prima software house italiana, che ha scelto la ribalta spagnola per lanciare un chiaro segnale di forza: il futuro del gruppo è sempre più internazionale. Dopo aver consolidato la leadership indiscussa in Italia nel settore hospitality, Zucchetti punta ora con decisione ai mercati di Spagna, Francia e area DACH (Germania, Austria, Svizzera). L’obiettivo è chiaro: esportare un modello tecnologico integrato che risponde alle sfide di sostenibilità e digitalizzazione emerse come priorità durante i cinque giorni di fiera.
Un’offensiva tecnologica a 360 gradi
Allo stand 12E03, il gruppo ha presentato un ecosistema di soluzioni che copre ogni esigenza dell’hotellerie moderna, segmentando l’offerta per rispondere con precisione millimetrica alle diverse realtà del mercato:
- Per i Grandi Gruppi e le Catene: Sotto i riflettori il binomio Vertical Booking CRS (per la gestione centralizzata delle tariffe) e LEAN PMS, il gestionale nativo per automatizzare le operazioni complesse degli hotel business.
- Per i Boutique Hotel: La risposta è Simple Booking CRS, pensato per chi vuole mantenere l’indipendenza e lo stile senza rinunciare a una distribuzione digitale d’avanguardia.
- La frontiera del Revenue: Grande interesse ha suscitato Lybra RMS, l’assistente basato sull’analisi dei Big Data che suggerisce in tempo reale le migliori strategie di prezzo per massimizzare la redditività.
Non solo software: una rete umana in tutta Europa
La strategia di espansione di Zucchetti non si ferma alla vendita di applicativi. Il vero valore aggiunto evidenziato a Madrid è la presenza capillare sul territorio. Con filiali dirette e oltre 1.500 collaboratori già operativi all’estero, il gruppo garantisce un supporto di consulenza e assistenza post-vendita in lingua locale, eliminando le barriere che spesso frenano l’adozione di nuove tecnologie.
Con la chiusura di Fitur 2026, Zucchetti rientra in Italia non solo con nuovi accordi strategici, ma con la consapevolezza di aver tracciato la rotta per un’ospitalità europea sempre più smart, integrata e redditizia.

