Boschi ce ne sono tanti, ma pochi sono allo stesso tempo attrezzati con tutti i confort che il visitatore cerca e protetti dalle folle che vengono a farsi picnic chiassosi lasciandosi dietro solo spazzatura. Al Bosco di San Francesco ad Assisi, bene FAI dal 2008, regnano invece la quiete e la natura. Non è una natura stravolgente, di una bellezza maestosa e unica. No, anzi è la natura tipica del centro Italia, delle colline dolci, degli uliveti, dei boschi di faggi e lecci, dei prati e radure fiorite in mille colori, di una fauna selvatica schiva ma presente, che si avvicina solo a chi sa fermarsi, attenderla e ascoltarla. Come faceva, appunto, San Francesco. In questo posto Francesco si ritirava per ritrovare la pace in contatto diretto con la natura, indisturbato.

Chi di noi oggi è ancora in grado di ascoltare davvero la natura, chi sa ancora distinguere il canto di un merlo dal canto di uno scricciolo? In realtà ci vuole davvero poco. Basta sedersi e guardarsi intorno: il bosco è pieno di esseri viventi in grande armonia tra loro – in simbiosi. Chiudendo gli occhi iniziamo ad ascoltare: l’acqua che scorre nel ruscello saltellando tra i sassolini, il canto degli uccelli e il frinire delle cicadi, ogni tanto un nervoso frusciare nel sottobosco quando si avvicina un rapace, il ronzare delle api e dei bombi. E poi gli odori! Fiori profumati, terra bagnata, erba appena tagliata, legno e humus.

Michelangelo Pistoletto, il grande maestro italiano dell’arte contemporanea, si è subito reso conto della magia che questo posto trasmette. Una magia, chiamiamola spirituale, che ti mette in pace con te stesso e con l’universo. Ed è proprio qui dove ha realizzato una delle sue opere di Land Art più raffinate: il terzo paradiso – cioè i suoi tre famosi cerchi – fatto di 121 doppi filari di ulivi su una radura in mezzo al bosco. A completare l’opera, un’asta di acciaio alta 12 metri simbolizza l’unione tra il cielo e l’acqua del sottosuolo. Ne ha fatti tanti di “terzi paradisi” Pistoletto, spesso molto vistosi in posti frequentatissimi come il Louvre, piazza Duomo a Milano, gli scavi di Pompei, dando un messaggio forte a chi passava lì di fretta. Il terzo paradiso del Bosco di San Francesco invece è nascosto, va cercato e trovato solo da chi davvero lo cerca, e una volta arrivato la pace interiore è assicurata.

In piena armonia con la natura sono anche gli edifici, il chioschetto FAI all’ingresso al lato della Basilica di San Francesco, l’antico mulino e il complesso del convento delle monache benedettine di Santa Croce con la sua piccola chiesetta, tutti restaurati dal FAI con materiali di bioedilizia dove possibile.

Qui si possono organizzare eventi totalmente “green”: lontani dalla folla e ideali per un ritiro creativo o un teambuilding davvero unico.

Si possono organizzare piccole feste e matrimoni, ma anche grandi eventi e concerti nella radura del terzo paradiso – sempre in pieno rispetto della natura, per intenderci.

“L’Osteria del Mulino” fornisce un catering con prodotti locali di ottima qualità.

L’ampio parcheggio vicino all’ingresso inferiore facilita la raggiungibilità del posto.

Molto suggestiva è la visita serale al Bosco di San Francesco: migliaia di stelle assicurano un’atmosfera da incanto. Tutti i beni FAI offrono ogni weekend tra il 9 giugno e 2 luglio la possibilità di vivere i beni a lume di candela e godersi gli eventi delle “Sere FAI d’Estate 2017” con musica e spettacoli dal vivo (www.serefaidestate.it)

https://www.youtube.com/watch?v=2AOPWbU6oJM&feature=youtu.be

Per info e contatti:

Bosco di San Francesco

Via Ponte dei Galli

Assisi (Perugia)

Tel. 075 813157 – Fax 075 8198638

E-mail: faiboscoassisi@fondoambiente.it

www.boscodisanfrancesco.it

Osteria del Mulino

Tel. 075-816831

Cell. 339-8402157

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