Alta velocità, il Garante apre il mercato: via libera al terzo operatore ferroviario dal 2027

sncf italo trenitalia

Il mercato italiano dell’alta velocità ferroviaria si prepara a una nuova fase di apertura alla concorrenza. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha accettato e reso vincolanti gli impegni presentati da Rete Ferroviaria Italiana (RFI) nell’ambito dell’istruttoria sugli ostacoli all’accesso alla rete AV. La decisione chiude il procedimento senza accertare formalmente un illecito ma introduce una serie di misure che dovrebbero favorire l’ingresso di un terzo operatore, oltre a Trenitalia e Italo.

L’istruttoria era stata avviata nel marzo 2025 per verificare l’esistenza di un possibile abuso di posizione dominante nella gestione dell’accesso all’infrastruttura ferroviaria nazionale. Secondo l’ipotesi dell’Autorità, le modalità di assegnazione della capacità sulla rete AV avrebbero potuto ostacolare l’ingresso di nuovi operatori, rallentando o limitando lo sviluppo della concorrenza nel trasporto passeggeri ad alta velocità.

Il contesto: un mercato dominato da due operatori

Il procedimento nasce da una segnalazione presentata da SNCF Voyages Italia, filiale del gruppo ferroviario francese SNCF, che intende sviluppare una propria offerta domestica sull’alta velocità italiana. Secondo la denuncia, l’assegnazione delle tracce ferroviarie sulla rete AV sarebbe stata gestita in modo poco trasparente e con criteri che di fatto favorivano gli operatori già presenti sul mercato.

Nel mercato italiano dell’alta velocità operano oggi due compagnie:

  • Trenitalia, controllata dal gruppo Ferrovie dello Stato, con una quota di mercato vicina al 70% e oltre 250 collegamenti giornalieri sulla rete AV.
  • Italo – Nuovo Trasporto Viaggiatori, operatore privato, con circa il 30% dei servizi e oltre 100 treni al giorno.

L’ingresso di un terzo operatore rappresenterebbe quindi una novità rilevante in un settore che, pur liberalizzato da oltre un decennio, è rimasto sostanzialmente duopolistico.

La questione delle “tracce” ferroviarie

Il nodo centrale dell’indagine riguarda la gestione della capacità infrastrutturale, cioè il numero di treni che possono circolare su una determinata linea in un certo intervallo di tempo. L’assegnazione delle tracce ferroviarie avviene attraverso accordi quadro pluriennali tra le imprese ferroviarie e il gestore dell’infrastruttura, in questo caso RFI.

Secondo la normativa europea e italiana, l’accesso alla rete deve avvenire a condizioni eque, trasparenti e non discriminatorie. L’Autorità ha ipotizzato che alcune regole applicate da RFI nel Prospetto Informativo della Rete (PIR) e nella gestione dei conflitti tra richieste di tracce potessero favorire gli operatori storici. In particolare, i criteri di priorità utilizzati nelle situazioni di conflitto avrebbero privilegiato chi disponeva già di un numero maggiore di tracce, rafforzando la posizione degli incumbent.

Gli impegni di RFI: slot garantiti per il nuovo entrante

Per chiudere il procedimento, RFI ha presentato una serie di impegni che l’AGCM ha ritenuto idonei a rimuovere le criticità concorrenziali.

La misura più significativa riguarda l’assegnazione al nuovo operatore di un pacchetto minimo di 18 canali orari sulle principali direttrici AV, in particolare sulle linee:

  • Torino – Milano – Roma – Napoli (la cosiddetta dorsale AV)
  • Torino/Milano – Venezia (direttrice trasversale)

Questi slot ferroviari saranno garantiti per dieci anni, assicurando una stabilità operativa sufficiente per avviare un’offerta commerciale sostenibile. Le tracce assegnate coprono diverse fasce orarie e collegamenti strategici tra i principali nodi ferroviari italiani, includendo tratte tra Milano e Roma, Torino e Roma e collegamenti tra Milano e Venezia.

Nuove regole per l’assegnazione della capacità

Gli impegni approvati prevedono anche modifiche alle regole che disciplinano l’allocazione della capacità ferroviaria.

RFI si è impegnata ad aggiornare il Prospetto Informativo della Rete introducendo criteri più aderenti alla normativa europea, con particolare riferimento al Regolamento UE 2016/545 sugli accordi quadro.

Le nuove regole prevedono:

  • maggiore trasparenza nella gestione dei conflitti tra richieste di capacità
  • procedure di coordinamento più strutturate tra operatori
  • priorità temporanee per i nuovi entranti nelle tracce disponibili o sottoutilizzate

L’obiettivo è garantire un utilizzo più efficiente della rete ferroviaria e favorire l’ingresso progressivo di nuovi operatori.

Il piano industriale di SNCF in Italia

La decisione del Garante è stata accolta positivamente da SNCF Voyages Italia, che da tempo ha annunciato un progetto di sviluppo nel mercato domestico italiano.

Il piano prevede l’introduzione di 15 nuovi treni ad alta velocità di ultima generazione, con l’obiettivo di trasportare oltre 10 milioni di passeggeri all’anno. Secondo uno studio realizzato con l’Università Bocconi, l’investimento potrebbe generare ricadute economiche stimate in circa 480 milioni di euro annui, tra impatto sul PIL, nuove entrate fiscali e oltre 4.000 posti di lavoro diretti e indiretti.

L’avvio operativo dei servizi è ipotizzato a partire dal 2027, con una rete di collegamenti che includerebbe fino a 13 coppie di treni al giorno tra Torino, Napoli e Venezia.

Le incognite: infrastrutture e manutenzione

Nonostante il via libera dell’AGCM, il progetto di SNCF non è ancora definitivamente garantito. La società ha sottolineato che, oltre all’assegnazione delle tracce, restano altre condizioni fondamentali per l’ingresso nel mercato:

  • accesso agli impianti di manutenzione in Italia
  • omologazione dei nuovi treni
  • disponibilità di ulteriori slot ferroviari

Senza queste condizioni, il piano industriale potrebbe non raggiungere il livello minimo di attività necessario per sostenere l’investimento.

Cosa cambia per il mercato ferroviario

L’intervento del Garante rappresenta un passaggio importante per il sistema ferroviario italiano. Il settore dell’alta velocità è uno dei pochi in Europa dove la concorrenza tra operatori ha prodotto effetti concreti sui prezzi e sulla qualità dei servizi.

L’ingresso di un terzo operatore potrebbe:

  • aumentare la frequenza dei collegamenti sulle tratte principali
  • generare ulteriore competizione tariffaria
  • stimolare investimenti in nuovi treni e servizi

Per i passeggeri, questo potrebbe tradursi in più scelta, prezzi più competitivi e maggiore qualità del servizio.

I possibili sviluppi

Nel breve periodo l’attenzione si concentrerà sull’attuazione concreta degli impegni presi da RFI e sulla revisione delle regole di allocazione della capacità ferroviaria.

Nel medio periodo, invece, la vera partita sarà quella industriale: capire se SNCF riuscirà davvero a entrare nel mercato italiano con un’offerta stabile e competitiva.

Se il progetto dovesse concretizzarsi, l’Italia diventerebbe uno dei pochissimi Paesi europei con tre operatori attivi nel segmento dell’alta velocità, aprendo una nuova fase nella liberalizzazione del trasporto ferroviario passeggeri.

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