Addio alle ferie di agosto? Oltre 6 italiani su 10 scelgono il mare fuori stagione

siracusa

L’estate 2026 conferma una trasformazione ormai evidente nelle abitudini di viaggio degli italiani. Il tradizionale esodo di agosto perde centralità a favore di periodi considerati più convenienti e piacevoli. Sempre più viaggiatori scelgono infatti settembre e ottobre per le vacanze al mare, alla ricerca di temperature più miti, minore affollamento e costi più contenuti.

A fotografare questa evoluzione è una ricerca commissionata da Airbnb, secondo la quale oltre sei italiani su dieci dichiarano di non considerare più agosto come il periodo ideale per le ferie. Tra le motivazioni principali emergono il desiderio di evitare il caldo intenso, la folla tipica dell’alta stagione e la possibilità di risparmiare sui costi del viaggio.

Il mare resta la meta preferita, ma cambia il calendario

Se cambiano i periodi di partenza, non cambia invece la destinazione preferita. Il mare continua infatti a rappresentare la scelta principale per quasi un italiano su due. La novità riguarda il momento in cui viverlo: sempre più persone preferiscono organizzare soggiorni dopo il picco estivo, approfittando di spiagge meno affollate e di un’esperienza più rilassata.

Secondo Airbnb cresce anche la tendenza ai viaggi di gruppo, con famiglie e gruppi di amici che pianificano vacanze condivise nei mesi di settembre e ottobre, sfruttando una maggiore flessibilità lavorativa e scolastica rispetto al passato.

Vieste guida la crescita delle ricerche

I dati interni della piattaforma evidenziano come siano soprattutto le destinazioni del Sud Italia a beneficiare di questo fenomeno. In testa c’è Vieste, sul Gargano, che registra un volume di ricerche per soggiorni di gruppo circa tre volte superiore rispetto allo stesso periodo del 2025.

Accanto alla località pugliese crescono anche Favignana, San Teodoro, Porto San Paolo, Siracusa, La Maddalena e Olbia, tutte mete accomunate dalla possibilità di vivere il mare in una stagione più tranquilla e con condizioni climatiche ancora favorevoli.

La destagionalizzazione diventa una scelta consapevole

Il fenomeno conferma come la destagionalizzazione non significhi necessariamente scegliere destinazioni alternative, ma piuttosto modificare il periodo del viaggio. Le località balneari più richieste restano le stesse, mentre cresce la propensione a visitarle quando l’afflusso turistico diminuisce.

Per il settore turistico questo rappresenta un segnale importante. Una distribuzione più equilibrata dei flussi può contribuire ad allungare la stagione, migliorare la sostenibilità delle destinazioni e offrire maggiori opportunità economiche agli operatori dell’ospitalità, della ristorazione e dei servizi turistici.

L’indagine è stata realizzata da Community Research & Analysis, coordinata dal professor Daniele Marini dell’Università di Padova, tra il 23 marzo e il 13 aprile 2026 su un campione rappresentativo di 1.200 italiani maggiorenni. I dati relativi alle destinazioni derivano invece dalle ricerche effettuate sulla piattaforma Airbnb dagli utenti italiani che viaggiano in gruppi di almeno tre persone, confrontando le prenotazioni per luglio, settembre e ottobre 2026 con quelle degli stessi periodi del 2025.

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