Il turismo marittimo nell’Adriatico segna un deciso passo avanti nel 2026, consolidando una fase di crescita che attraversa i settori crocieristico, dei traghetti e della nautica. A fotografare lo stato di salute del comparto è l’edizione 2026 dell’Adriatic Sea Tourism Report, presentato oggi a Venezia da Francesco di Cesare, Presidente di Risposte Turismo, in occasione dell’apertura dell’ottava edizione dell’Adriatic Sea Forum – Cruise, Ferry, Sail & Yacht.
Crociere: volume in crescita, ma il record del 2019 resta lontano
Il 2026 si prospetta come un anno positivo per il settore crocieristico, con una stima di 5,7 milioni di passeggeri movimentati e una crescita del 6% rispetto al 2025. Nonostante l’incremento, il traffico non riuscirà ancora a superare i livelli record registrati nel 2019.
L’Adriatico si conferma, tuttavia, un’area vitale: con 4.000 toccate nave previste – un numero record – si registra una maggiore presenza di unità di dimensioni medio-piccole. L’Italia mantiene la leadership di settore con oltre 2,1 milioni di passeggeri, seguita da Croazia e Grecia. Tra i singoli scali, Corfù si conferma regina indiscussa, superando per la prima volta il milione di passeggeri, mentre tra le realtà in maggiore ascesa spiccano Bar (+78,5%) e Ravenna (+57,2%).
Traghetti e Nautica: segnali positivi
Il comparto traghetti, aliscafi e catamarani prevede di chiudere l’anno con 20,6 milioni di passeggeri (+2,1% sul 2025), con il porto di Spalato saldamente al comando della classifica.
Anche la nautica mostra segnali di vitalità: sono oltre 81mila gli ormeggi mappati in Adriatico (+1,3% rispetto al 2024), con Italia e Croazia che detengono quasi il 93% delle strutture. Il charter nautico, sia a vela che a motore, beneficia di un rinnovato slancio trainato dalla domanda locale, sebbene resti prioritario l’obiettivo di attrarre maggiormente i flussi di transito nei porti turistici.
Oltre 843 milioni per il futuro
La sfida per il prossimo quadriennio (2027-2030) è già pianificata: sono previsti oltre 843 milioni di euro in investimenti infrastrutturali. Le risorse saranno destinate allo sviluppo della crocieristica, del traffico traghetti e al potenziamento della nautica, con particolare attenzione all’elettrificazione delle banchine – il cosiddetto cold ironing – e alla costruzione di nuovi porti turistici in Italia, Croazia e Albania.

«L’Adriatico non ha bisogno di essere promosso, ha bisogno di essere governato», ha dichiarato Alessandra Priante, Presidente ENIT, sottolineando la necessità di trasformare la diversità geografica in un sistema coerente. Un messaggio condiviso anche dal mondo istituzionale, che punta a fare del mare un asset di cooperazione sostenibile e non solo una destinazione di transito.

