L’Aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna archivia un 2025 da record, consolidando la sua posizione tra i principali hub italiani. Il Consiglio di Amministrazione, presieduto da Enrico Postacchini, ha dato il via libera al progetto di bilancio che fotografa uno scalo in forte espansione: 11,1 milioni di passeggeri transitati (+3,4% rispetto al 2024), un dato che conferma il Marconi come 7° scalo nazionale per traffico passeggeri e 4° nel comparto cargo.
I numeri del successo: ricavi e utili
La crescita del traffico si è riflessa direttamente sulle performance finanziarie del Gruppo. I ricavi consolidati sono balzati a 181,4 milioni di euro, segnando un deciso +9,2% sull’anno precedente. Nonostante l’aumento dei costi operativi e del personale (dovuto anche al rinnovo del CCNL), l’utile consolidato è salito a 24,8 milioni di euro, superando i 24,4 milioni del 2024.
Alla luce di questi risultati, il CdA ha proposto all’Assemblea dei Soci (convocata per il 23 aprile) la distribuzione di un dividendo di 0,35 euro per azione, per un ammontare complessivo di 12,6 milioni di euro.
Investimenti: un cantiere aperto per il futuro
Il 2025 è stato anche l’anno dei grandi lavori. AdB ha messo in campo 56,3 milioni di euro per ammodernare lo scalo. Tra le opere principali spiccano:
- Il nuovo parcheggio multipiano da 1.000 posti (aperto a luglio);
- La riqualifica della pista di volo e delle aree controlli e imbarchi;
- Il restyling della Business Lounge.
“Il 2025 conferma la solidità del nostro percorso”, ha commentato l’AD Nazareno Ventola. “Abbiamo investito oltre 50 milioni per aumentare la capacità dello scalo e migliorare l’efficienza, nonostante un contesto geopolitico complesso. Il nostro obiettivo è consolidare il ruolo di Bologna come porta d’accesso internazionale per un territorio che va ben oltre i confini regionali”.
Sostenibilità e innovazione
Sul fronte ambientale, lo scalo ha mantenuto il livello 4+ “Neutrality” della certificazione Airport Carbon Accreditation, puntando all’azzeramento delle emissioni proprie entro il 2030. Nel corso dell’anno sono stati installati nuovi impianti fotovoltaici e pompe di calore, oltre al completamento della “fascia boscata” per compensare l’impatto delle operazioni aeree.
Le sfide del 2026: tra incertezze globali e competizione locale
Il nuovo anno è iniziato sotto buoni auspici: nei primi due mesi del 2026 i passeggeri sono già cresciuti del 5%. Tuttavia, l’orizzonte presenta alcune nubi.
Oltre alle tensioni in Medio Oriente, che potrebbero pesare sui costi dei carburanti e sulla domanda, l’aeroporto dovrà monitorare la concorrenza interna. La Legge di Bilancio 2026 ha infatti esentato gli scali di Rimini, Forlì e Parma dall’addizionale comunale sui diritti d’imbarco, una misura che – secondo il Gruppo – potrebbe drenare traffico verso gli scali minori della regione.

