L’apertura dell’Aeroporto Salerno – Costa d’Amalfi dal 1° luglio 2024, una inaugurazione attesa da oltre 30 anni, è sicuramente una di quelle operazioni che può essere considerata un gamechanger per il turismo locale, una mossa che cambia le carte in tavola: con due compagnie aeree (Volotea e Easyjet) che già hanno messo in pista le prime tratte e una terza, Ryanair, che potrebbe annunciarle a breve, il nuovo scalo può garantire nuovi flussi turistici già da questa estate. Per questo abbiamo intervistato due esperti di turismo del territorio salernitano per capire quale sarà l’impatto a breve termine dell’apertura e chi ne beneficerà maggiormente: Fabrizio Todisco, consulente ed esperto di marketing per il turismo, e Giancarlo Vitolo, titolare del tour operator Travel Before e responsabile incoming dell’associazione Aidit.
Per Giancarlo Vitolo “L’apertura dell’aeroporto sicuramente avrà un impatto importante su tutta la provincia di Salerno, ma bisogna tener presente anche il comportamento dei tour operator, ossia aziende che potranno anche operare su Salerno, ma portare flussi di turisti su destinazioni limitrofe, non strettamente ricadenti nella provincia. L’aeroporto sicuramente servirà meglio tutto il Cilento e la Lucania. Basti pensare che, soprattutto in alta stagione, essendo localizzato a sud di Salerno, porterà i turisti direttamente sulla direttrice verso il Cilento, risparmiando almeno 2 ore di strada rispetto a Napoli”.
Aggiunge Fabrizio Todisco: “Il maggiore beneficio sarà sicuramente degli operatori della Costiera Amalfitana e della Città di Salerno stessa che può giocare un ruolo di hub tra le principali destinazioni turistiche; poi c’è il Cilento che avrà la possibilità di configurare una volta per tutte un’offerta turistica strutturata e professionale. Un notevole beneficio lo avranno anche gli operatori lucani: la Basilicata logisticamente è sempre stata un’area molto penalizzata, e sono convinto che quest’ulteriore porta d’accesso possa aprire nuovi scenari anche per il turismo lucano, che negli ultimi anni sta vivendo una fase molto positiva”.

Chiaramente un aeroporto da solo non basta per portare turismo, ma servono servizi integrati. Quali sono le principali sfide che attendono gli operatori salernitani?
Giancarlo Vitolo spiega: “Stiamo già lavorando, in sinergia con le amministrazioni locali, affinché si possano adottare tutte le migliori strategie per garantire una totale integrazione dell’infrastruttura. In primis si sta ragionando sull’aumento delle licenze taxi ed NCC, oltre che sulle linee del trasporto pubblico, in attesa che vengano realizzati i lavori della metropolitana che collegherà l’aeroporto a Salerno città”.
Secondo Todisco “Una questione spinosa riguarda la mobilità, che dovrà essere gestita al meglio con soluzioni temporanee in questa fase iniziale ma che poi dovrà trovare un’organizzazione efficace e definitiva in brevissimo tempo. Le sfide logistiche e di mobilità correlate all’aumento dei flussi turistici includono la necessità di migliorare le infrastrutture di trasporto pubblico e le vie di accesso all’aeroporto. Si prevede un maggiore utilizzo di servizi di trasporto alternativi, come ride-sharing e servizi di trasporto su richiesta, per facilitare lo spostamento dei visitatori verso le destinazioni turistiche principali”

Ma secondo voi saranno più i flussi turistici in entrata o i flussi in uscita?
Per Vitolo ci sono per forza entrambe le variabili, un aereo non parte pieno e torna vuoto: “Al momento le città internazionali collegate sono: Londra, Nantes, Ginevra e Basilea. Pertanto i flussi incoming saranno sicuramente in aumento. E poi ci attendiamo, a breve, l’inserimento di ulteriori nuove tratte internazionali. Per l’outgoing anche c’è richiesta, basti pensare che abbiamo già realizzato gruppi su Nantes e Londra. L’outgoing ne beneficerà sicuramente nella stessa misura dell’incoming”
Todisco fa invece una riflessione sull’incoming: “Vi è la necessità di gestire in modo efficiente i flussi turistici per garantire una distribuzione equa dei visitatori e per minimizzare l’impatto ambientale e sociale. I punti da sciogliere sono soprattutto legati all’accoglienza, poiché il nuovo aeroporto secondo il masterplan porterà in maniera sempre crescente migliaia di persone che raggiungeranno poi le principali destinazioni dell’area. Se penso alla Città di Salerno vedo ancora un’offerta molto frammentata e una carenza nei servizi di accoglienza. C’è poi anche un discorso legato ai posti letto, gli hotel in città sono davvero pochi e considerando anche tutto il mondo dell’extra-alberghiero non si arriva a numeri capaci di affrontare l’impatto dei flussi del nuovo scalo, a regime”.

Quindi come dovrebbero muoversi le destinazioni che vogliono sfruttare questa opportunità?
Prosegue Todisco: “Prima di tutto sarà importante investire nella formazione del personale turistico per garantire un servizio di qualità. Metterei al primo posto l’accoglienza, seguita a ruota dallo sforzo di promozione che soprattutto per le destinazioni minori diventerà fondamentale: per quest’ultimo aspetto c’è da adottare una strategia di marketing integrata e multicanale, capace di attrarre e coinvolgere i nuovi potenziali visitatori. Un ultimo aspetto da considerare già da ora è relativo alla stagionalità : molte attività turistiche su Salerno e provincia sono fortemente legate alla stagione estiva, mentre con l’apertura dell’aeroporto sarà fondamentale mettere su un’offerta adeguata e attiva tutto l’anno. Sento spesso parlare di destagionalizzazione ma di solito chi ne parla a Marzo finisce per chiudere la sua attività già il 1° Settembre. Naturalmente aumentare la stagionalità è un investimento faticoso che richiede sforzi e volontà, ma che porta poi risultati nel lungo periodo, anche alla luce del fatto che quella che per noi è bassa stagione in tanti mercati internazionali è un periodo come un altro per viaggiare, e la rotta su Salerno è una grande occasione d’acquisto soprattutto per gli short break”.

Per concludere: l’aumento dei flussi turistici non rischia di portare anche un aumento dei prezzi?
“Sì, c’è sicuramente il rischio che l’apertura dell’aeroporto possa causare un aumento dei prezzi dei servizi turistici, specialmente in termini di alloggio, ristorazione e attività ricreative. Questo è il mercato e soprattutto prevedendo una scarsità di servizi alcuni prezzi potrebbero davvero salire alle stelle. Tuttavia, è essenziale mantenere un equilibrio tra l’offerta e la domanda per evitare aumenti eccessivi che potrebbero danneggiare la competitività della destinazione. Le politiche di pricing dovrebbero essere trasparenti e basate sul valore, garantendo un rapporto qualità-prezzo equo per i visitatori”, conclude Fabrizio Todisco

Autore

  • Domenico Palladino

    Domenico Palladino è editore, consulente marketing e formatore nei settori del travel, della ristorazione e degli eventi. Dal 2019 è direttore editoriale di qualitytravel.it, web magazine trade della travel & event industry. Gestisce inoltre i progetti editoriali di extralberghiero.it, dedicato agli operatori degli affitti brevi e cicloturismo360.it, per gli amanti del turismo su due ruote. Ha pubblicato per Hoepli il manuale "Digital Marketing Extra Alberghiero". Laureato in economia aziendale in Bocconi, indirizzo web marketing, giornalista dal 2001, ha oltre 15 anni di esperienza nel travel. Dal 2009 al 2015 è stato web project manager del magazine TTG Italia e delle fiere del gruppo. Dal 2015 al 2019 è stato direttore editoriale di webitmag.it, online magazine di Fiera Milano Media dedicato a turismo e tecnologia.

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