L’intera isola di Aruba entra a far parte della Rete mondiale delle Riserve della Biosfera UNESCO. Il riconoscimento è stato approvato il 5 giugno durante la 38ª sessione del Consiglio internazionale di coordinamento del programma “Man and the Biosphere” (MAB), svoltasi in Paraguay, e premia il modello di sviluppo adottato dall’isola caraibica, fondato sulla tutela della biodiversità, del patrimonio culturale e sullo sviluppo sostenibile.
Con questa designazione Aruba diventa una delle sole due nazioni insulari al mondo, insieme a São Tomé e Príncipe, ad aver ottenuto lo status di Riserva della Biosfera per l’intero territorio nazionale.
Un riconoscimento costruito con un’azione condivisa
La candidatura è il risultato di un percorso che ha coinvolto istituzioni pubbliche, università, enti di ricerca e organizzazioni locali. Tra i soggetti che hanno partecipato al progetto figurano il Ministero degli Affari Generali, l’Università di Aruba, Aruba Tourism Authority, Fundacion Museo Aruba e diversi dipartimenti governativi competenti in materia di ambiente, pianificazione territoriale e sviluppo.
L’obiettivo è stato quello di presentare una strategia integrata capace di coniugare tutela dell’ambiente, valorizzazione del patrimonio storico e culturale, benessere della popolazione locale e crescita economica sostenibile.
Un patrimonio naturale che si estende dalla terra al mare
La nuova Riserva della Biosfera comprende l’intera superficie dell’isola, pari a circa 19.300 ettari, e si estende alla Zona Economica Esclusiva marittima, che copre quasi 3 milioni di ettari. Aruba conta una popolazione di circa 108.000 abitanti e rappresenta uno dei territori più significativi dei Caraibi per biodiversità e conservazione degli ecosistemi.
L’isola è caratterizzata da un paesaggio semiarido che ospita grandi cactus, vegetazione adattata ai climi desertici e oltre 30 specie endemiche di flora e fauna. Aruba rappresenta inoltre un importante sito di nidificazione per numerose specie di uccelli marini, tra cui dieci delle sedici specie di sterne presenti a livello mondiale.
Anche gli ecosistemi costieri svolgono un ruolo fondamentale. Mangrovie e praterie di fanerogame marine costituiscono habitat essenziali per numerose specie acquatiche, favoriscono la conservazione della biodiversità, sostengono la pesca locale e contribuiscono a proteggere il territorio dagli eventi meteorologici estremi.
Il ruolo delle aree protette
Tra gli elementi che hanno favorito il riconoscimento UNESCO vi è la presenza di aree naturali già sottoposte a tutela dalla Aruba Conservation Foundation, considerate idonee a svolgere la funzione di “zone nucleo” prevista dal programma Man and the Biosphere.
Determinante è stato anche il supporto tecnico fornito dall’Ufficio Regionale UNESCO per i Caraibi durante la predisposizione della candidatura.
Secondo Eric Falt, direttore regionale UNESCO per i Caraibi, il modello adottato da Aruba rappresenta un esempio significativo per i piccoli Stati insulari.
«Il concetto di Riserva della Biosfera si adatta particolarmente bene alle realtà dei Caraibi e dei piccoli Stati insulari in via di sviluppo. Questi territori dimostrano come conservazione della biodiversità, tutela del patrimonio culturale e sviluppo sostenibile possano procedere insieme. Auspichiamo che il riconoscimento ottenuto da Aruba possa ispirare altri Paesi della regione ad adottare questo modello e ad aderire alla Rete mondiale delle Riserve della Biosfera.»
Un riconoscimento con ricadute anche sul turismo
L’ingresso nella rete UNESCO rafforza il posizionamento internazionale di Aruba come destinazione impegnata nella sostenibilità ambientale e nella valorizzazione del patrimonio naturale. La designazione rappresenta inoltre uno strumento di promozione per un turismo responsabile, orientato alla conservazione degli ecosistemi e al coinvolgimento delle comunità locali, in linea con gli obiettivi del programma “Man and the Biosphere”, che punta a conciliare tutela ambientale e sviluppo economico.

