L’esplorazione spaziale non dipende soltanto dai progressi dell’ingegneria aerospaziale, ma anche dal contributo di discipline come medicina, psicologia, economia e scienze sociali. È il messaggio emerso dall’incontro “IKL & AIAA: A Dialogue on Space and Non-Space”, ospitato al Circolo dei Lettori di Torino e promosso da Convention Bureau Italia e Italian Knowledge Leaders (IKL) insieme alla rappresentanza EMEA dell’American Institute of Aeronautics and Astronautics (AIAA), con il supporto di Turismo Torino e Provincia Convention Bureau.
L’iniziativa ha riunito ricercatori, accademici, manager, psicologi, innovatori e professionisti del settore aerospaziale per discutere le sfide delle future missioni spaziali e il ruolo che competenze provenienti da ambiti differenti possono svolgere nello sviluppo della Space Economy.
Un dialogo tra spazio e discipline non spaziali
L’evento nasce dalla collaborazione tra Convention Bureau Italia, associazione che promuove il sistema congressuale nazionale, e la rappresentanza EMEA di AIAA, la più grande società tecnico-scientifica dedicata all’aerospazio, che conta oltre 33.000 membri distribuiti in 91 Paesi.
L’incontro si inserisce inoltre nelle attività di Italian Knowledge Leaders, il programma sviluppato da Convention Bureau Italia per favorire la crescita dell’industria congressuale italiana attraverso il coinvolgimento della comunità scientifica e accademica. Turismo Torino e Provincia Convention Bureau aderisce al progetto con l’obiettivo di rafforzare il posizionamento del capoluogo piemontese come destinazione internazionale della conoscenza.
Nel corso della giornata gli interventi hanno affrontato temi quali gli effetti delle missioni spaziali di lunga durata sul corpo e sulla mente degli astronauti, la resilienza negli ambienti estremi, la progettazione di sistemi affidabili e il trasferimento tecnologico tra ricerca e industria.
Torino punta sulla Space Economy
Secondo Davide Petrillo, Managing Director della rappresentanza EMEA di AIAA, il futuro dell’esplorazione spaziale nasce dall’integrazione di competenze provenienti da ambiti diversi.
«Questo evento dimostra come medicina, psicologia, economia e ingegneria possano contribuire insieme a progettare missioni più sicure, resilienti e sostenibili. È sulla Terra, attraverso ricerca, industria e formazione, che si sviluppano le competenze necessarie per spingersi oltre gli attuali confini dell’esplorazione spaziale», ha dichiarato.
Per Tobia Salvadori, direttore di Convention Bureau Italia, la manifestazione rappresenta anche una dimostrazione del valore strategico dell’industria congressuale.
«Abbiamo dimostrato che il settore congressuale può diventare un laboratorio di innovazione capace di mettere in relazione professionalità molto diverse su temi di frontiera come lo spazio. Torino può rappresentare un modello replicabile per altre città italiane nella capacità di attrarre grandi eventi internazionali e trasformare la conoscenza in attrattività per il Paese.»
Anche l’assessore al Turismo e ai Grandi Eventi della Città di Torino, Domenico Carretta, ha evidenziato il ruolo del turismo congressuale nello sviluppo economico del territorio.
«Questo appuntamento conferma Torino come capitale internazionale dei grandi eventi e della conoscenza. Il turismo congressuale genera valore, lascia competenze sul territorio e rafforza il posizionamento della città come hub europeo per il settore spaziale», ha affermato.
Per Massimiliano Cipolletta, presidente della Camera di commercio di Torino, il dialogo tra imprese tradizionali e nuovi protagonisti della Space Economy rappresenta un’importante occasione di innovazione e trasferimento tecnologico.
Un comparto strategico per il Piemonte
Il Piemonte rappresenta uno dei principali poli aerospaziali italiani grazie a una filiera che integra grandi gruppi industriali, piccole e medie imprese, università e centri di ricerca.
Accanto a realtà come Leonardo, Thales Alenia Space, Avio Aero, Safran, Altec e Mecaer Aviation Group operano circa 450 piccole e medie imprese, che impiegano oltre 35.000 addetti e generano un fatturato superiore agli 8 miliardi di euro all’anno.
Panel e workshop dedicati alle nuove frontiere dello spazio
Dopo i saluti istituzionali e l’intervento di un rappresentante dell’Agenzia Spaziale Europea, il programma è proseguito con due tavole rotonde dedicate al contributo delle discipline non aerospaziali nello sviluppo delle future missioni e alle connessioni tra ricerca, industria e comunità.
Nel pomeriggio si sono svolti tre workshop paralleli dedicati alle scienze della vita in orbita, all’osservazione della Terra e alla sicurezza spaziale con focus sul trasferimento tecnologico. La giornata si è conclusa con una sessione plenaria dedicata alla condivisione dei risultati emersi dai gruppi di lavoro.

