La mobilità del futuro immaginata negli ultimi anni fatica a diventare realtà. Le auto elettriche crescono ma restano fortemente legate agli incentivi, il car sharing continua a occupare una quota marginale del mercato e i monopattini elettrici rallentano dopo il boom iniziale. Nel frattempo il costo delle automobili aumenta molto più rapidamente dei redditi, riportando l’auto privata verso una dimensione sempre meno accessibile per molte famiglie.

È quanto emerge dalla nuova ricerca realizzata da ANIASA insieme a Bain & Company, presentata a Milano con il titolo “Il futuro sbagliato della mobilità. Rimettere il cliente al volante del settore per evitare l’uscita di strada”.

Secondo lo studio, il settore automotive sta attraversando una fase di profonda trasformazione, ma in modo molto diverso rispetto alle previsioni formulate negli ultimi vent’anni. La prospettiva di una mobilità dominata da auto elettriche, sharing diffuso e acquisti completamente online si scontra infatti con una domanda ancora fortemente ancorata all’auto privata e ai canali tradizionali di vendita.

La ricerca evidenzia come il concessionario continui a mantenere un ruolo centrale nel processo di acquisto. A livello globale il 62% dei clienti avvia online la ricerca della vettura, ma circa il 90% delle vendite viene finalizzato entro cinque interazioni, prevalentemente offline e in concessionaria. Oltre tre quarti degli automobilisti dichiarano inoltre di preferire ancora la conclusione dell’acquisto in presenza.

In Italia l’auto privata continua a rappresentare il mezzo dominante negli spostamenti quotidiani, utilizzata regolarmente da oltre il 75% degli utenti, mentre car sharing, bike sharing, monopattini e taxi restano strumenti utilizzati soprattutto in modo occasionale e da una platea limitata.

Sul fronte dell’elettrico, il rapporto descrive una crescita definita “a scatti”, sostenuta più da incentivi e campagne promozionali che da una domanda strutturale consolidata. Gli analisti stimano che entro il 2030 le auto elettriche a batteria si attesteranno attorno al 30% del mercato europeo, una quota inferiore rispetto agli obiettivi più ambiziosi annunciati negli anni scorsi.

Nel 2025 le BEV rappresentavano tra il 5% e il 7% delle immatricolazioni italiane, con una diffusione relativamente uniforme tra Nord, Centro e Sud. Nel primo trimestre del 2026 la quota dei veicoli elettrificati, considerando insieme BEV e ibride plug-in, è salita all’8% del mercato nazionale, con un’accelerazione particolarmente forte nel Mezzogiorno.

Secondo l’analisi di ANIASA e Bain, questa crescita sarebbe però stata fortemente influenzata da campagne promozionali straordinarie legate a una citycar elettrica proposta a meno di 5.000 euro grazie alla combinazione tra incentivi pubblici e sconti commerciali temporanei. Escludendo questo effetto, la penetrazione dell’elettrico tornerebbe su livelli più vicini ai dati storici.

Lo studio mette inoltre in evidenza il tema della sostenibilità economica dell’automobile. Tra il 2013 e il 2024 il prezzo medio delle vetture nuove in Italia è cresciuto di oltre il 50%, spinto dall’inflazione, dalla crisi dei semiconduttori e dallo spostamento del mercato verso modelli di fascia più alta. Nello stesso periodo il reddito familiare netto è aumentato del 29%, ampliando il divario tra capacità di spesa e costo d’acquisto.

La conseguenza, secondo la ricerca, è che un numero crescente di famiglie rinvia l’acquisto di un’auto nuova oppure si orienta sul mercato dell’usato. Anche l’accesso ai modelli elettrici tende a concentrarsi nelle aree economicamente più forti e nelle fasce di reddito più elevate.

A livello europeo, la correlazione tra PIL pro capite e diffusione delle auto elettrificate supera l’80%, elemento che secondo gli analisti dimostra come la transizione elettrica segua soprattutto la capacità economica dei territori più che gli obiettivi normativi.

Il rapporto dedica spazio anche alla micromobilità. Dopo la forte espansione iniziale favorita da bonus e incentivi, il mercato dei monopattini elettrici avrebbe registrato un rallentamento negli ultimi anni, complice l’introduzione di normative più restrittive su assicurazioni, targhe e aree di utilizzo. Parallelamente, gli incidenti che coinvolgono monopattini sarebbero quasi raddoppiati tra il 2021 e il 2024.

Anche il car sharing, nato come alternativa all’auto privata, starebbe progressivamente modificando il proprio modello operativo, avvicinandosi sempre di più alle logiche del noleggio tradizionale a causa dell’aumento dei costi operativi legati a furti, utilizzi impropri, multe e frodi.

«Lo studio mostra con chiarezza che la transizione verso la nuova mobilità è molto meno lineare e molto più complessa di quanto previsto», ha dichiarato Italo Folonari, presidente di ANIASA. «In questo scenario il noleggio rappresenta già oggi una risposta concreta, perché consente a cittadini e imprese di accedere a soluzioni di mobilità aggiornate senza sostenere i costi e i rischi della proprietà».

Secondo Gianluca Di Loreto, partner di Bain & Company e responsabile italiano automotive, il settore dovrebbe ripartire dalle esigenze reali dei consumatori. «Per rimettere il comparto in carreggiata occorre rimettere il cliente al volante», ha spiegato. «Servono prodotti, prezzi e politiche industriali costruiti sulle reali capacità di spesa delle persone e su una transizione energetica più pragmatica».

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