Da sinistra: Francesco Ferrante, Vice Presidente del Kyoto Club, Franco Iseppi, Presidente Touring Club Italiano e Alessandra Bonfanti, Responsabile mobilità dolce e attiva e piccoli comuni Legambiente.Da sinistra: Francesco Ferrante, Vice Presidente del Kyoto Club, Franco Iseppi, Presidente Touring Club Italiano e Alessandra Bonfanti, Responsabile mobilità dolce e attiva e piccoli comuni Legambiente.

Il Touring Club Italiano aderisce a BeComE, il progetto di Legambiente, Kyoto Club e AzzeroCO2 che punta a rendere i piccoli Comuni protagonisti della transizione energetica come importante occasione per il rilancio socio-economico dei territori in chiave ecosostenibile e innovativa.
L’opportunità è rappresentata dai 2,2 miliardi di euro che il Piano nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) destina ai centri con meno di 5 mila abitanti per costituire le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER): favorirne la costruzione partecipata sui territori è l’obiettivo dell’iniziativa congiunta. Uno sviluppo cui guardano anche le proposte di Legambiente e Kyoto Club rivolte al Governo per una reale partenza delle CER in tutto il Paese, in attesa dei bandi in uscita entro l’anno.
Per questo a Milano, nella sede del TCI, Legambiente, Kyoto Club e Touring Club Italiano hanno firmato il protocollo d’intesa, cui ha fatto seguito il webinar formativo “Comunità energetiche, occasione per i piccoli Comuni”, dedicato ai borghi Bandiera Arancione, con la presentazione di BeComE.
Il progetto BeComE, che durerà per tutto il 2022, si articola in una campagna d’informazione diffusa sul tema delle comunità energetiche, in attività formative e di assistenza ai Comuni, nello sviluppo di sperimentazioni sui territori.
“La rivoluzione delle comunità energetiche può investire del ruolo di protagonisti i piccoli Comuni italiani, se vengono convogliate al meglio le risorse del PNRR: è un’occasione per accelerare sul fronte delle rinnovabili e affrancarci dalla dipendenza energetica dall’estero. Allo stesso tempo, una possibilità concreta per fare di questi centri il motore propulsore di una transizione ecologica necessaria al Sistema Paese, con benefici non solo per l’ambiente, ma anche per lo sviluppo turistico e socio-culturale dei territori coinvolti – afferma il Presidente nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani – L’adesione del Touring Club Italiano a BeComE, al fianco degli altri partner che si sono già uniti al progetto, è perciò un ulteriore fondamentale tassello per mettere a disposizione dei borghi della rete gli strumenti e le informazioni necessarie a facilitare il processo di sviluppo delle CER”.
“Il nostro obiettivo è sempre stato quello di offrire un supporto continuativo ai piccoli centri dell’entroterra, accompagnandoli nel processo di sviluppo locale, senza limitarci a promuoverne le eccellenze – afferma Franco Iseppi, Presidente del Touring Club Italiano. – Da qui il nostro impegno nel fornire gli adeguati strumenti informativi affinché possano cogliere la sfida della transizione energetica, ad esempio attraverso l’opportunità offerta dallo strumento delle comunità energetiche.
Molti borghi hanno di fatto già avviato un processo verso la dismissione delle fonti d’energia d’origine fossile, ma tanto nel processo di transizione energetica, quanto nello sviluppo turistico di queste realtà diventa imprescindibile garantire il protagonismo della comunità locale per costruire modelli di rigenerazione dei territori e di sviluppo locale basati una creazione di economie di comunità. È con questo spirito che abbiamo accolto l’importante invito di Legambiente e Kyoto Club perché l’Italia è forte se scommette sulle cose che la rendono unica e noi come Touring ci
impegniamo a prendercene cura come bene comune da 128 anni.”.

Cinque le richieste che Legambiente e Kyoto Club hanno rivolto al Governo in merito alle comunità energetiche e ai bandi di cui si aspetta l’uscita entro l’anno:
1) Governo e Autorità definiscano al più presto, con relativi decreti e delibere, le tecnicalità e gli incentivi indispensabili per la partenza reale delle comunità energetiche in tutto il Paese: siamo già in ritardo!
2) Nei bandi del PNRR destinati ai piccoli Comuni si faccia uno sforzo reale di semplificazione per definire modalità facili per la concessione di finanziamenti e tempi congrui per la risposta ai bandi: non sarebbe tollerabile scaricare sui Sindaci e sulle fragili strutture dei piccoli Comuni ritardi imputabili allo Stato centrale.
3) Nei bandi sia data la dovuta attenzione (prevedendo adeguate facilitazioni) al processo di costruzione delle comunità e non soltanto alla realizzazione degli impianti da fonti rinnovabili, i quali comunque devono essere sostenuti con fondi coerenti con i costi reali.
4) È indispensabile che parallelamente si completi finalmente il processo di semplificazione delle autorizzazioni, che sia snello e coerente con il bando in modo da evitare che progetti approvati e finanziati siano poi bloccati dalla burocrazia.
5) Prevedere il finanziamento a fondo perduto per quelle CER in cuisono coinvolte solo cittadini, amministrazioni e terzo settore, con criteri premianti per le attenzioni rivolte al sociale, alla marginalità geografica e all’utilizzo di soluzioni tecnologiche di gradevole impatto estetico.

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